Fúria, recensione: nella serie brasiliana si combatte per sopravvivere

Dopo aver perso la memoria, il protagonista di Fúria diventa un campione di MMA, ignaro che il suo passato tornerà presto a perseguitarlo. Su Netfllix.

Un'immagine promozionale di Fúria

Un individuo in fin di vita viene salvato in punto di morte da Toni, allenatore di arti marziali miste. Il vagabondo non alcun ricordo di chi sia e viene ribattezzato Marcelo, trovando nel mondo del MMA uno scopo e una possibilità di ricominciare, mentre affiora gradualmente, attraverso una serie di flashback frammentari, la consapevolezza di un passato criminale ben più oscuro e drammatico di quanto lui potesse immaginare.

Il Protagonista Di Furia
Il protagonista di Fúria

Il protagonista di Fúria comincia il proprio percorso sul ring, intrecciando da subito una forte rivalità con Malamute, ex allievo di Toni ora passato a una coach concorrente. Marcelo intreccia anche una relazione sempre più stretta con la figlia del suo allenatore, ex lottatrice costretta ad abbandonare i guantoni per via di un grave incidente alla gamba. Incontro dopo incontro, per il Nostro gli ostacoli non faranno che aumentare e recuperare la memoria potrebbe complicare inevitabilmente le cose...

Fúria: sangue e azione nella serie

Il Brasile ha ormai dimostrato, con sempre maggior frequenza, di essere in grado di esportare un certo tipo di crime-drama capace di reggere il confronto con le produzioni internazionali più blasonate. Fúria, nuova esclusiva del catalogo Netflix, non fa altro che confermare questa tendenza, e pur pagando alcune ingenuità - soprattutto a livello narrativo - è capace di (man)tenere alto l'interesse fino all'ultimo dei sei episodi componenti questa prima stagione.

Un Immagine Di Furia
Fúria: una scena della serie Netflix

Dietro la macchina da presa ritroviamo il regista José Henrique Fonseca, che ripropone qui alcune soluzioni già viste nella serie poliziesca Buongiorno, Verônica - dalla quale tornano anche alcuni membri del cast - adattandole ad un contesto agonistico segnato dalla violenza e dalle disparità sociali in un Paese dove ricchezza e povertà si trovano a due estremi apparentemente inconciliabili.

Bacurau, la recensione: un moderno e folle western per parlare del Brasile di oggi Bacurau, la recensione: un moderno e folle western per parlare del Brasile di oggi

Identità e riscatto

Quello che viene tentato sulla sceneggiatura, almeno sulla carta, è l'idea di dar vita a una sorta di ibrido tra il thriller dell'identità perduta alla Jason Bourne e il racconto di riscatto sportivo alla Rocky, immerso con decisione nel contesto carioca contemporaneo. Ancora una volta il dio denaro domina le logiche che possono separare la vita dalla morte, con il mondo degli incontri clandestini che a un certo punto diventa palcoscenico chiave della sempre più concitata vicenda.

Una Scena Di Furia
Una scena d'azione di

Fúria funziona in particolar modo quando l'azione si trasferisce sul ring, evitando coreografie eccessivamente stilizzate in favore di una fisicità più cruda e credibile, coerente con l'ambientazione MMA scelta come ambientazione. La rabbia che viene scatenata nello scontro, spesso violento, diventa catalizzatrice di segreti destinati a tornare alla luce, tra colpi di scena e figure secondarie che aggiungono ulteriori tasselli a quella mente da ricostruire del protagonista. Il pubblico può anche contare sull'ormai canonica puntata prequel - la quinta per la precisione - che ci svela quanto avvenuto prima del prologo.

Cosa funziona e cosa no

Laddove l'operazione paga qualche forzatura è proprio nelle numerose contorsioni del racconto, che tra sottotrame e rivelazioni deve spesso fare affidamento a evidenti forzature per indirizzare la vicenda sul percorso prestabilito. Cattivi cattivissimi, false piste a go-go, traumi del passato che hanno segnato non soltanto Marcelo ma anche la sua nuova cerchia di amici: Fúria non si fa problemi nel reiterare situazioni stereotipate, sfruttando anche una certa prevedibile retorica nei passaggi clou e nelle scene madri. L'epilogo è soltanto parzialmente aperto a un prosieguo - per ora la piattaforma di streaming non ha ancora fatto nessun annuncio a riguardo - e la storia può quindi dirsi autoconclusiva (almeno per il momento) permettendo l'avvicinamento anche a chi temeva di rimanere scottato dalle sempre più comuni cancellazioni di progetti in corso d'opera.

La Battaglia Ha Inizio In Furia
Fúria: una scena della serie Netflix

Il cast fa il suo anche se a funzionare meglio sono i villain, per via dell'ambiguità con la quale sono caratterizzati i loro personaggi. Particolarmente convincente risulta così Eduardo Moscovis nelle vesti di Henrique, colui che orchestra tutto dall'alto senza alcun rispetto della vita umana; Vinicius Neri, macchina da guerra nei panni di Marcelo, convince invece dal punto di vista fisico, mantenendo quello sguardo monolitico che comunque si adatta discretamente a un protagonista alla perenne ricerca di se stesso.

Conclusioni

La lotta diventa sopravvivenza, in un ring che si fa metafora delle disparità sociali del Brasile, con la MMA quale fonte di riscatto per chi ha già pagato un prezzo troppo alto. Fúria non riesce a soddisfare tutte le sue ambizioni, ma si rivela una visione gradevole, soprattutto per gli amanti delle arti marziali miste, che vi troveranno un buon numero di combattimenti alternati a una trama drammatica di memorie perdute e ingiustizie da correggere. A tratti fortemente retorica, altrove più lucida e incisiva, la serie regala un godibile, seppur mai memorabile, intrattenimento a tema.

Movieplayer.it
3.0/5

Perché ci piace

  • Sequenze di combattimento avvincenti e credibili.
  • Buon equilibrio tra la fase agonistica e quella tensiva.

Cosa non va

  • Alcuni personaggi secondari poco sviluppati.
  • Retorica e forzature fanno capolino qua e là.
Aggiungici come fonte preferita su Google