Le nebbie invernali, le luci del lungomare di Rimini e una criminalità spietata che si scontra con l'anima ruvida della Romagna. Durante lo scorso Italian Global Series, è stata presentata in anteprima Cagnaz - Rimini in crime, la nuova attesissima serie TV targata Rai Fiction e prodotta da Garbo Produzioni di Maite Carpio.
Un progetto ambizioso che unisce un cast di altissimo profilo guidato da Guido Caprino, la scrittura affilata del duo formato da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, e l'esordio alla regia di una serie per Alessandro Roia. Ma la vera sorpresa che è emersa dal panel di Rimini, e mai location fu più adatta per una presentazione, è il legame di sangue che unisce questo nuovo titolo a uno dei cult più amati della televisione italiana: L'Ispettore Coliandro.
Da Coliandro a Cagnaz: l'evoluzione del noir in Riviera
Come spiegato durante il panel dell'Italian Showcase dell'IGS, la genesi di Cagnaz affonda le sue radici proprio nell'universo narrativo creato da Lucarelli e Rigosi per le avventure bolognesi di Coliandro. Tuttavia, per questo nuovo capitolo televisivo, la produzione ha scelto di compiere un deciso salto evolutivo, come sottolineato dalla produttrice Maite Carpio: "Cagnaz è nato in realtà da una lunga storia di creazione. Nasce da Coliandro, parla di un'evoluzione del personaggio: volevamo dargli una psicologia più approfondita, lavorando sui livelli di backstory per raccontarlo come si fa oggi, a differenza della carica più comica e macchiettistica di Coliandro. E soprattutto è venuta l'idea di ambientarlo a Rimini, perché la Riviera per noi è un luogo iconico, ricco di grandissimi spunti."
Non più la Bologna urbana, dunque, ma una Rimini lontana dai cliché estivi, dipinta quasi come un'Ibiza italiana dove la cronaca nera si intreccia con i drammi personali. A confermare l'importanza del cambio di ambientazione è Ivan Carlei, Vice Direttore di Rai Fiction: "L'elemento della location è sempre stato fondamentale. C'era la voglia di raccontare una visione anche poco conosciuta della malavita: una 'ndrangheta calabrese che si scontra con una malavita più romagnola. E poi c'è questo poliziotto sui generis, per il quale ci siamo ispirati a figure come Lemmy dei Motörhead o Michael Lemmo: un uomo un po' matto con le sue camicie improbabili, ma capace di esprimere una grande sensibilità e un grande dolore."
Guido Caprino è Cagnaz: un poliziotto ruvido tra dialetto e buddy movie
A prestare il volto a questo detective dolente e testardo è Guido Caprino, in un'interpretazione che ci viene definita viscerale che ha richiesto una preparazione maniacale, che è dovuta necessariamente partire dalla padronanza del dialetto romagnolo. Ad affiancarlo sul set in veste di attore ma anche di dialect coach è stato Denis Campitelli, che nella serie interpreta Masin il Mat: "Quando mi ha chiamato per lavorare sulla lingua, Guido aveva già trovato una sua musica. Essendo un amante del motociclismo, passava da Dovizioso a Valentino Rossi! Il lavoro più duro è stato sulla 'Z' strisciante: temeva sempre di cadere nello stereotipo macchiettistico, perciò abbiamo lavorato per trovare il colore del territorio senza mai calcare la mano. In Romagna la lingua forma il carattere: più vuoi bene a una persona, più gli dici parole forti come 'cucregn un cancar'!"
Accanto a Caprino troviamo un affiatato cast corale, a partire da Eugenio Franceschini nel ruolo dell'ispettaore Ossani. Un rapporto che Alessandro Roia ha definito un vero e proprio buddy movie, condito da una spiccata alchimia ironica: "Scherzando dicevo a Eugenio che il suo riferimento doveva essere Ned Flanders dei Simpsons: l'uomo impeccabile che però quando si toglie la maglietta sfoggia un six-pack inaspettato! Hanno creato una coppia d'attori pazzesca con Guido." A completare il ricco cast troviamo anche Astrid Meloni, Chiara Martegiani, Sergio Romano, Dora Romano, Amedeo Gullà, Denis Fasolo e Giordano De Plano.
La regia di Alessandro Roia: tra De Palma, Ghirri e pellicola
Per Alessandro Roia, il passaggio dall'altra parte della macchina da presa, dopo il debutto cinematografico con Con la grazia di un dio, rappresenta un'occasione per scardinare i canoni visivi della classica fiction televisiva. Il regista ha infatti cercato di imprimere alla serie un'identità visiva fortissima, attingendo alla fotografia d'autore e al grande cinema di genere. "Per me è stata l'opportunità di fare una sperimentazione di linguaggio, grazie alla libertà concessa dalla produzione. Quando chiudevo gli occhi immaginavo le giostre e la Riviera invernale attraverso le fotografie di Luigi Ghirri, i personaggi malinconici di Celati o i movimenti di macchina alla Brian De Palma."_
È stata la spinta a realizzare qualcosa di diverso da quello che di solito si fa in tv: "Non ho voluto 'coprire' le scene con mille inquadrature, ma ho preteso di fare scelte di messa in scena precise e di far funzionare ogni singolo piano sequenza." Tra gli aneddoti più divertenti emersi dal set, Roia ha raccontato la realizzazione di una complessa sequenza con personaggi ubriachi: "Non riuscivo a rendere visivamente il senso di sbandamento dell'alcol. Così ho chiesto ai macchinisti di costruirmi al mattino una pedana rotante fatta di tubi innocenti: abbiamo fatto girare la stanza attorno agli attori. È stato un lavoro d'esperienza artigianale e cinematografica bellissima."
Cagnaz: quanti episodi sono e quando va in onda su Rai 1?
La presentazione nel contesto dell'Italian Global Series è stata l'occasione si saggiare un progetto che vedremo prossimamente in tv: la prima stagione di Cagnaz è composta da 8 episodi da 50 minuti, che verranno trasmessi su Rai 1 suddivisi, come d'abitudine, in 4 prime serate, oltre ad essere disponibili in streaming su RaiPlay. Attualmente la fase di post-produzione, montaggio ed effetti visivi si sta avviando alla conclusione e, salvo variazioni di palinsesto, la serie dovrebbe approdare sul piccolo schermo nei primi mesi dell'anno nuovo, posizionandosi come uno dei titoli di punta dell'offerta noir di Rai Fiction per il prossimo inverno.