Ottobre sta diventando il mese di Matteo Oleotto: lo scorso anno sedevamo con lui alla Festa del Cinema di Roma, dove presentava il suo Ultimo schiaffo in Alice nella Città, quest'anno lo raggiungiamo telefonicamente per parlare dei nuovi episodi della serie Netflix che dirige. Maschi Veri 2 è arrivata da pochi giorni, è già ai primi posti della top10 della piattaforma, e conferma il percorso positivo iniziato con la prima.
Ritroviamo quindi i quattro moschettieri interpretati da Francesco Montanari, Pietro Sermonti, Matteo Martari e Maurizio Lastrico impegnati a perseguire il loro percorso per superare i concetti di mascolinità tossica. Un cammino non semplice che hanno studiato ma che ora devono imparare a mettere in pratica. Ne abbiamo parlato con il regista per immergerci nel dietro le quinte della serie e del suo tema così importante oggi.
Dalla "tavola apparecchiata" al pranzo: la maturità di Maschi Veri 2
Come è stato tornare nel mondo di Maschi veri per Matteo Oleotto? "Le seconde stagioni sono più belle e più facili. La prima stagione è sempre faticosa perché devi costruire un mondo" un cambio di prospettiva che ci descrive con una efficace metafora: "È come se nella prima stagione fossi intento ad apparecchiare la tavola e capire il menu; nella seconda, finalmente, comincia il pranzo. Avevamo già tante cose assestate dalla prima stagione ed è stato molto stimolante lavorare con attori che sapevano già bene dove andare. Il nostro lavoro è diventato quello di gestirli e accompagnarli con una modalità più divertente e piacevole, rispetto allo stress dell'esordio."
Una stagione in cui ci si allontana maggiormente dall'originale spagnolo. "Sì, ci siamo allontanati. È un lavoro fatto e deciso molto dagli autori e dagli scrittori, ma abbiamo cercato di dare una forma ancora più radicata nel nostro Paese e mettere in campo grandi temi come la paternità e la maternità, vedendo come risuonano sui nostri personaggi. Per quanto riguarda gli attori, si sono legati tantissimo fin dalla prima stagione. Si frequentano anche fuori. Quando mettevamo in scena le singole sequenze, trovavamo un gruppo con grande voglia di interagire. Il rischio nelle scene corali è l'effetto 'ping-pong' con battute alternate e pause; noi invece abbiamo cercato, ai limiti della comprensibilità, di mettere grande naturalezza nel modo di recitare."
Ridere di cose serie: la lezione della grande commedia italiana
Una naturalezza al servizio della commedia, che è a sua volta al servizio dei temi che veicola. È un genere prezioso per far passare messaggi importanti al pubblico? "Da sempre ritengo che la commedia sia LO strumento per far passare certi messaggi. Mette lo spettatore in una condizione di estrema serenità e a 'cuore aperto'. Nei grandi drammi uno affronta il tema con diverse modalità a seconda del momento storico, la commedia invece ti fa mettere lì a vedere cosa succede, permettendo di aprire temi di riflessione. Negli ultimi anni abbiamo spesso confuso la commedia banale con la grande commedia che eravamo abituati a fare negli anni '60 e '70. Commedia non significa 'ridere sempre', ma trattare temi importanti con leggerezza, che è ben diversa dalla superficialità."
E per un autore che è abituato a fare anche progetti del tutto propri, come il già citato Ultimo schiaffo, è difficile mettersi al servizio di un progetto come Maschi veri? E come riesce a dare comunque la propria impronta? "Ti direi di no, perché io mi concentro molto sul lavoro con gli attori. Se fossi un regista legato solo all'estetica, nella serialità dovrei cambiare modalità a seconda del genere. Invece la mia modalità di lavoro con gli attori posso applicarla a qualsiasi progetto: dramma, commedia o thriller. Sono felice che si veda la mia mano, lavorando su ciò che mi piace di più è naturale lasciare un segno."
L'importanza delle parole e la responsabilità verso i figli
Come accennato, Maschi veri affronta un tema oggi molto preponderante e delicato e per questo lavoro è stato affiancato anche da una regista: è stato importante il punto di vista femminile? E cosa porta con sé di questo lavoro nella vita di tutti i giorni? "Il confronto con una regista donna e con la produzione Netflix è stato fondamentale e arricchente" ci ha detto Oleotto, "la diversità è bellezza e il punto di vista femminile ci ha permesso di costruire qualcosa a tutto tondo. La riflessione più grande che mi ha lasciato la serie è l'importanza delle parole. Di quanto una parola sbagliata possa offendere senza che ce ne rendiamo conto."
Un'importanza che emerge quotidianamente, anche nel rapporto con il figlio: "Io sono padre di un maschio di 10 anni e sento una responsabilità enorme: la mascolinità tossica è un problema di noi maschi, non delle femmine. Questa serie mi ha reso molto più attento nel correggere determinati retaggi culturali, anche nei dialoghi quotidiani di mio figlio o dei suoi coetanei. Bisogna ripristinare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Le donne ci hanno aiutato a decostruire la vecchia mascolinità, ma ora dobbiamo ricostruire insieme."
Il futuro: tra una possibile Stagione 3 e il ritorno al cinema
Una serie è un lavoro impegnativo e "dopo Maschi Veri 2 mi sono fermato per riposare e portare avanti progetti personali" ci ha detto, consapevole che "è stato un anno importante: sto sviluppando tre o quattro idee di film di finzione miei. Avevo bisogno di tirare fuori vecchie cose dal cassetto." Più progetti in divenire, perché il panorama è complicato: "Sto giocando su più tavoli contemporaneamente perché nel nostro settore i tempi sono lunghi e non tutto parte; in questo modo, se arrivano dei rifiuti, posso gettarmi subito su un altro progetto senza fasi di 'lutto' prolungate. Mi piacerebbe molto tornare a sperimentare sul grande schermo."
E invece tornerebbe nel mondo di Maschi veri, considerando che l'originale spagnolo è andato avanti a lungo? "Tantissimo. Se la prima stagione serviva a scegliere la tovaglia e la seconda è l'inizio del pranzo, abbiamo ancora molte portate da servire! È un tema fondamentale perché riguarda le fondamenta dell'essere umano e dei cittadini. Mi piacerebbe molto continuare a lavorarci."