Maschi veri 2: i quattro “moschettieri” e la decostruzione della mascolinità

Francesco Montanari, Pietro Sermonti, Matteo Martari e Maurizio Lastrico, protagonisti di Maschi Veri 2, raccontano la seconda stagione disponibile su Netflix, dalla decostruzione della mascolinità tossica all'alchimia del cast.

Una scena di Maschi veri 2

Dalla teoria alla pratica, il passo non è così breve né immediato. Ce lo conferma Maschi veri 2, i cui protagonisti si trovano nella difficile situazione di dover applicare quanto hanno iniziato a imparare nella stagione precedente della serie Netflix ispirata alla spagnola Machos Alpha. Ne abbiamo parlato con i protagonisti maschili, con Francesco Montanari, Pietro Sermonti, Matteo Martari e Maurizio Lastrico che interpretano questo affiatato gruppo di amici che deve affrontare sfumature e ripercussioni di uno dei temi più preponderanti e delicati della nostra contemporaneità: quello della mascolinità tossica. Come prosegue il discorso introdotto dalla serie Netflix nel secondo ciclo di episodi? Ecco cosa ci hanno risposto.

Dalla teoria alla pratica: l'evoluzione dei personaggi nella seconda stagione

Quello che i personaggi stanno affrontando è la decontrazione di un'idea molto radicata, che non può essere immediata e diventa, in Maschi veri, un processo in divenire. "Io faccio un riferimento un po' anni '80" ci ha detto Pietro Sermonti, "mi sembra che loro stiano passando dall'uomo che non deve chiedere mai all'uomo che si fa un sacco di domande. Anzi, forse l'uomo che non deve chiedere mai era il prequel. Poi c'è l'uomo che si fa delle domande nella prima serie, e la seconda serie è l'uomo che tenta di applicare il poco che è riuscito a capire a quella cosa difficile che si chiama realtà."

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I 4 protagonisti in campo

"ll fatto di aver ricevuto questo diploma di decostruzione non è la soluzione" ha continuato Matteo Martari, "la decostruzione probabilmente è un processo molto più lungo rispetto all'acquisizione di un diploma. Un po' come costruire: serve impegno, serve pratica, serve dedizione. E la decostruzione è lo stesso processo, perché quello che è stato costruito prima purtroppo è molto solido. E quindi il rischio è che diventi una decostruzione verbale, si fermi lì, a una decostruzione superficiale. La decostruzione deve essere nell'atteggiamento, nel modo di vedere le cose, non solo nel modo di esprimersi, nel modo di sentirle le cose. Quindi, come diceva giustamente Pietro, si passa un po' dalla teoria alla pratica: Hanno studiato nella forma teorica quella che è la decostruzione, solo che poi devi metterla in pratica. Come se io leggessi il manuale del calcio, e poi non è che fa di me un calciatore di Serie A."

"Secondo me Riccardo è quello più basico" ha detto Francesco Montanari del suo personaggio in Maschi veri, "quello più 'attivo-reattivo', è un po' binario, quello che ha meno sovrastruttura, fondamentalmente. Lui è così perché è sempre stato così, perché ha dovuto essere così, ha capito delle dinamiche un po' adolescenziali ed è rimasto quello che era. In questa seconda stagione, per motivi diciamo obbligatori, perché insomma è solo completamente e ha perso tutto, si trova a mettere in discussione il pregiudizio. E molto spesso non avendo lui diciamo un pensiero profondo rispetto alle relazioni umane, quando sposa qualcosa la sposa fino in fondo. È stato semplice."

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Matteo Martari con Ilenia Pastorelli in una scena

Va dritto sull'importanza del tema Maurizio Lastrico: "Questa serie veramente centra l'argomento, il dubbio su come si deve vivere nelle relazioni. Pur essendo una commedia, riesce ad avere questo tipo di efficacia. E il fatto che la serie originale abbia fatto così tante stagioni è interessante, perché non si esaurisce, perché comunque siamo ancora in discussione. E finché un essere umano continua a mettersi in discussione con questo tipo di profondità e con lo specchio degli altri, diventa interessante. E abbiamo scoperto che è una serie che genera tante discussioni nei fruitori a casa, quindi è qualcosa di vivo ed è bello per noi farla."

L'alchimia del cast: "Siamo come un Trivial Pursuit dei sentimenti"

E se funziona è anche merito dell'intesa dei protagonisti, di quell'alchimia che dimostrano anche nel piccolo della nostra intervista. "La cosa che è più sottile è che adesso tu scherzi con una persona e parli con una persona sapendo delle cose che non sapevi prima, per cui è quella la cosa vera" ci ha detto Pietro Sermonti, "al di là del semplice improvvisare, io so cosa ti tocca, so cosa pensi. La gioia della seconda stagione è che il prologo di una puntata inizia con finalmente lui che mi dà del 'Duca', perché il soprannome 'Du' Capelli' per me è una gioia totale, perché mi ricorda da bambino, è quel livello sottile e subliminale che rappresenta la cosa forte di noi."

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Chiacchiere tra amici in Maschi veri 2

Un'intesa che è venuta in modo spontaneo e semplice, ma non scontato. "È raro che quattro attori messi nello stesso gruppo siano andati tutti d'accordo, tutti insieme, con onestà. Nessuno di noi si è forzato di stare all'interno del gruppo." E se non fossero andati così d'accordo? "Il lavoro l'avremmo fatto uguale, però un incubo! Invece è successa una cosa bellissima che è stata una grande fortuna che non si può prevedere." L'aiuto per far sì che succedesse lo spiega Lastrico: "Secondo me ci ha aiutato la scrittura a creare anche questa sintonia. C'è senz'altro l'umanità dei miei colleghi che ringrazio per come sono stati super, ma è anche che noi recitiamo una specie di personaggio unico. Siamo una specie di Trivial Pursuit con tutti i triangolini delle mancanze e quindi dobbiamo anche respirare insieme ed è un grande valore aggiunto".

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Il team della serie Netflix al completo

Il fatto che si tratti di una commedia, può aiutare a far passare il tema, a far sì che resti qualcosa in più nel pubblico? "Non mette in soggezione chi fruisce di questa cosa ed è molto bello" ha detto Maurizio Lastrico, "perché secondo me arrivano tante stilettate, tante mazzate, però veicolate con il cucchiaio d'olio, prendendo in giro, ed è un modo per fare una carezza a chi sente questa ferita." E con l'originale spagnolo andato avanti per diverse stagioni, c'è la possibilità e la voglia di fare altrettanto? "Se lo porteremo avanti: volentieri" ci ha detto Francesco Montanari, "ma ancora non lo sappiamo." Di certo a loro piacerebbe ma ovviamente "dipende da chi guarderà" ha ammesso Pietro Sermonti, "noi, e penso di poter parlare a nome dei tre moschettieri, sicuramente sì."

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