Marte: con National Geographic alla conquista dello spazio

Dal 15 Novembre su National Geographic l'esperimento seriale in sei parti prodotto da Ron Howard che ci porta alla conquista del pianeta rosso.

Mars: un'immagine dei protagonisti
Mars: un'immagine dei protagonisti

Si è tanto parlato di Marte ultimamente in ambito scientifico, sia per i problemi alla sonda Schiaparelli, sia per i discorsi relativi ad una potenziale missione con equipaggio umano per il futuro. Un'idea quest'ultima presente nelle menti di chi si occupa di esplorazione spaziale almeno dall'indomani del pionieristico sbarco sulla Luna di Armstrong e compagni. Un'idea ammantata nell'alone dell'utopia, perché sono immense le difficoltà che un'impresa del genere dovrebbe superare, proporzionali alla distanza tra il nostro pianeta e Marte, a dispetto di progetti apparentemente in cantiere per rendere concreto questo sogno e fare anche un ulteriore passo in avanti, ragionando su una vera e propria colonizzazione del pianeta rosso.

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Non possiamo che essere affascinati dalle parole di personalità come Elon Musk, che con la sua SpaceX assicura l'uomo su Marte già nel 2024, ma ci rassicura notare come questa fascinazione, stuzzicata dal marziano Matt Damon dello scorso anno, sia condivisa a diversi livelli ed abbia portato all'ambiziosa proposta seriale di National Geographic Marte, serie in sei episodi prodotta da Ron Howard e Brian Grazer che persegue il doppio scopo di informare, come è abitudine e forza della rete televisiva internazionale, e raccontare una storia avvincente. Un interessante ibrido che potrebbe diventare marchio di fabbrica del network una volta padroneggiato nelle prossime produzioni, già annunciate, che vedremo nei prossimi mesi.

Mission to Mars

Mars: una foto degli astronauti
Mars: una foto degli astronauti

Prima di vedere se e quanto l'esperimento è riuscito, è doveroso spendere due parole sulla serie, su come è strutturata e sulla sua particolarità. Se abbiamo parlato di ibrido è perché Marte è composta da due anime parallele e distinte: da una parte c'è quello che ci si aspetterebbe da una produzione National Geographic, lo spirito divulgativo, la descrizione e analisi delle caratteristiche e difficoltà di una missione che si prefigge lo scopo di portare l'uomo sul quarto pianeta del nostro Sistema solare; dall'altro la cosidetta fiction la finzione e il sogno, una storyline ambientata nel 2033 e che racconta il risultato dei progetti che parallelamente ci vengono descritti, seguendo l'avventura spaziale dell'equipaggio della prima missione umana su Marte e il viaggio di sei astronauti alla volta del pianeta rosso. Un viaggio a cui non mancheranno ostacoli, imprevisti e drammi, come è intuibile dalle primissime battute che non vi anticipiamo nel dettaglio.

Conoscere Marte

Mars: un'immagine dedicata all'agricoltura su Marte
Mars: un'immagine dedicata all'agricoltura su Marte

Come è ambiziosa e complessa la colonizzazione di Marte voluta da Musk, un sogno proibito disseminato di infinite variabili e pericoli, altrettanto problematica è l'originalità cercata da National Geographic e i suoi produttori Howard e Grazer, un evento globale che debutta in ben 171 paesi e 45 lingue. Va detto subito che funziona piuttosto bene l'anima scientifica di Marte, con interviste a nomi illustri e menti brillanti del settore, dallo stesso Musk che collaborerebbe con Nasa per rendere realtà questo sogno fino all'autore di The Martian Andy Weir e l'ex astronauta James Lowell, alla descrizione delle tecnologie ipotizzate per l'impresa ed una descrizione esaustiva dei pericoli insiti in un viaggio del genere e delle conseguenze sull'organismo umano di una permanenza così prolungata a gravità zero. Insomma rappresenta una porzione della serie che riesce nel suo scopo, di informare e proporre una panoramica interessante e mediamente approfondita, come ci si aspetterebbe da una produzione del settore.

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Le insidie di un progetto ambizioso e complesso

Mars: la foto degli astronauti
Mars: la foto degli astronauti

Ma è una panoramica che fatica a trovare un equilibrio con l'altra metà di Marte, quella che ci immerge nella missione del Dedalus del 2033 in compagnia dei sei membri dell'equipaggio: sicuramente aiuterà una conoscenza più approfondita dei personaggi e le loro storie, a cui contribuiranno gli episodi successivi (il primo si concentra soprattutto sul comandante Ben Sawyer, interpretato da Ben Cotton) per aumentare immedesimazione e partecipazione emotiva, ma in prima battuta, nella premiere della serie, questa empatia stenta a manifestarsi e l'equipaggio completato dal pilota coreano Hana Seung (Jihae), l'idrologo e geochimico spagnolo Javier Delgado (Alberto Ammann), la fisica e biochimica francese Amelie Durand (Clémentine Poidatz), l'ingegnere meccanico nigeriano Robert Foucault (Sammi Rotibi) e l'esobiologa e geologa russa Marta Kamen (Anamaria Marinca) restano figure non ancora perfettamente a fuoco. Non aiuta di certo una messa in scena a tratti essenziale, che si avvale delle interessanti musiche di Nick Cave e Warren Ellis, oltre che dei costumi dell'italiana Daniela Ciancio, ma che purtroppo risente del confronto con l'imponenza del già citato The Martian di Ridley Scott, che ci ha conquistati non più tardi di un anno fa, e tanta fantascienza che siamo abituati a guardare.

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Marte e il futuro

Mars: una foto dei protagonisti della miniserie
Mars: una foto dei protagonisti della miniserie

Il continuo alternarsi di realtà documentaristica e finzione in Marte provoca un effetto unico, che non può essere trascurato nel valutare la riuscita di quello che va considerato un esperimento: talvolta il montaggio e l'affinità tematica tra quello che ci viene proposto accresce e amplifica l'interesse, altre volte il passaggio è straniante e in qualche modo fa uscire lo spettatore dalla storia. Ciononostante la serie National Geographic è da considerare apprezzabile e interessante anche e soprattutto in prospettiva futura, quando questo nuovo modello di format proposto dal popolare network scientifico avrà raggiunto una sua maturità e sarà capace di dare equilibrio ad ogni sua parte per un'esperienza totalmente appagante sotto ogni punto di vista. Nel frattempo, godiamoci questo viaggio su Marte e sogniamo il giorno in cui anche la metà fantascientifica di questa storia potrà essere realtà.

Movieplayer.it

3.0/5