Marco Giallini: "Il cinema italiano? La rinascita arriverà quando si faranno incassi paurosi"

Reduce da una stagione di grandi soddisfazioni personali dopo il successo del film Perfetti Sconosciuti e della fiction Rocco Schiavone, Marco Giallini ci ha fatto un bilancio dello stato di salute del cinema italiano, che mostra segni di ripresa ma che, secondo l'attore, diventerà veramente popolare soltanto quando i grandi incassi diventeranno la normalità.

Loro Chi?: Marco Giallini in una scena del film

L'ultimo anno è stato un trionfo: il successo di Perfetti sconosciuti in sala, che continua ad andare in giro per il mondo e presto avrà un remake americano prodotto da Robert De Niro e Leonardo DiCaprio, che, se dovesse recitare nel film vorrebbe interpretare proprio il suo Rocco, e quello di Rocco Schiavone in tv, ha reso Marco Giallini uno degli attori più amati e popolari del momento.

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Impegnato su diversi set, tra cui l'ennesimo film insieme a Paolo Genovese, che secondo l'attore, ha una vera e propria fissazione per lui, quello di Rimetti a noi i nostri debiti di Antonio Morabito, in cui recita insieme a Claudio Santamaria, e quello della nuova opera di Daniele Luchetti, Io sono tempesta, in cui è al fianco di Elio Germano, con Luca Bigazzi come direttore della fotografia, Giallini ha trovato il tempo di tornare a far visita al Giffoni Film Festival, dove lo abbiamo incontrato.

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In A.C.A.B. di Stefano Sollima il personaggio di Giallini si fa chiamare Mazinga, qualche giorno prima avevamo incontrato, sempre a Giffoni, i registi di Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, che ci hanno parlato della "generazione Mazinga" al potere: in qualità di Mazinga in persona, cosa ne pensa l'attore di questa nuova generazione di autori che stanno portando al cinema tutto il loro baglio culturale pop? "Si dice sempre che c'è una rinascita del cinema italiano: ogni anno me lo chiedono. La rinascita ci sarà quando il cinema italiano farà degli incassi paurosi: quella è la rinascita. Gli americani incassano centinaia di milioni di dollari: quella diventa cultura pop. In Italia se riesci a raggiungere un incasso che supera di poco il costo del film tutti sono soddisfatti: ma se un film non viene visto, è inutile che nei festival o tra addetti ai lavori ci diciamo che è stato un successo. Come si può dire che un film è stato un successo se l'hanno visto centomila persone? La maggioranza dei film che ho fatto, tranne gli ultimi dieci, sono andati così. Anche film come L'odore della notte, che sono entrati nell'immaginario, sono stati riscoperti dopo, non quando sono usciti in sala. Il cinema ha bisogno della gente che lo va a vedere: la cultura pop è popolare per quello, deve arrivare al pubblico. Anche un film come Lo chiamavano Jeeg Robot, che è stato un successo, ci è arrivato piano piano, per passaparola: sarebbe stato bello che, quando è uscito in sala, ci fosse stata la massa, la fila. Anche Perfetti Sconosciuti, che ha incassato venti milioni, è stato sì un gran successo, ma un gran successo per oggi: in Italia il grande successo arriva ancora grazie alla televisione. Il cinema italiano avrebbe bisogno di un po' di internazionalità".

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