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Lei mi parla ancora, Pozzetto e Gifuni: “La longevità dell'amore è un mistero, ma dipende anche dal carattere"

La video intervista a Renato Pozzetto e Fabrizio Gifuni, protagonisti di Lei mi parla ancora di Pupi Avati, grazie a cui si sono scoperti professionalmente e umanamente.

INTERVISTA di 10/02/2021
Lei Mi Parla Acora
Lei mi parla ancora: un momento del film

Nino è stato sposato per 65 anni con Rina e quando lei muore si sente perso, al punto da continuare a parlare con lei. Per cercare di aiutarlo, la figlia chiede a uno scrittore, Amicangelo, di ascoltarlo, in modo da trasformare la sua storia in un libro. Entrambi inizialmente ostili a questa operazione, i due scopriranno presto di amare la compagnia dell'altro, uniti dal piacere del raccontare. Tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Sgarbi, Lei mi parla ancora è il nuovo film di Pupi Avati, disponibile dall'otto febbraio su Sky Cinema e Now TV.

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Lei mi parla ancora: Fabrizio Gifuni e Renato Pozzetto in una foto del film

Per interpretare i due protagonisti il regista ha scelto Fabrizio Gifuni nel ruolo dello scrittore e Renato Pozzetto in quello di Nino, qui a uno dei suoi rari ruoli drammatici. Sulla carta una strana coppia, che invece sullo schermo è perfetta: Pozzetto porta una tenerezza e un candore che commuovono, mentre Gifuni è più spigoloso, ma alla fine anche lui si apre alla potenza di un sentimento, un amore durato una vita intera, che sembra aver sconfitto ogni cosa, anche il tempo.
Abbiamo incontrato i due attori via Zoom, scoprendoli affiatati anche fuori dal set, come confermato dallo stesso Fabrizio Gifuni: "Il mio personaggio era preso dai suoi problemi e soprattutto dalle sue frustrazioni, non aveva voglia di scrivere l'ennesima storia da ghost writer, perché sogna di scrivere il suo grande romanzo. Il fastidio che prova nell'ascoltare Nino all'inizio è un riflesso del suo non riuscire a realizzare il suo sogno. Invece poi grazie a questo racconto, che è anche molto terapeutico, curativo, che lo fa entrare in questo mondo di ricordi, nell'Emilia degli anni '50, in questo tempo dilatato in cui non esistevano telefonini, computer, fa rivivere allo spettatore, e anche a me che scrivo il libro, una dimensione del tempo molto più umana. L'abbiamo apprezzata sia da personaggi che da attori."

Intervista a Renato Pozzetto e Fabrizio Gifuni

Lei mi parla ancora, la recensione: Fenomenologia del "per sempre"

Lei mi parla ancora e il potere degli abbracci

Chiaracaselli
Lei mi parla ancora: Chiara Caselli in una foto del film

Verso la fine di Lei mi parla ancora Amicangelo legge a Nino la frase: "quando si è vecchi non ci si abbraccia più". In questo ultimo anno abbiamo tutti scoperto che l'abbraccio può mancare moltissimo, quindi forse non sono soltanto le persone anziane ad abbracciarsi poco, ma tutti noi. Il film di Pupi Avati in questo momento storico sembra proprio un grande abbraccio collettivo. Fabrizio Gifuni è d'accordo: "Mi manca molto. Dopo quasi un anno di questo strazio infinito sento che mi mancano proprio i corpi. I corpi sono l'unica cosa con cui abbiamo a che fare per tutta la vita. Io vivo le relazioni, anche di amicizia e di lavoro, in maniera molto fisica, sono una persona che abbraccia molto, non soltanto i propri figli o la propria compagna. Quindi mi manca molto, mi manca tutto."

Lei mi parla ancora e il segreto di un amore lungo una vita

Nel 2021 sentire che due persone stanno insieme per 65 anni è come vedere E.T. che sbarca sulla Terra. Non per Renato Pozzetto però, che ha avuto un matrimonio simile a quello del suo personaggio: "Io non mi sono stupito, perché ho conosciuto mia moglie a 15 anni. Siamo stati fidanzatini, fidanzati durante i primi anni del cabaret, poi a 27 ci siamo sposati. Purtroppo l'ho persa dieci anni fa. La mia avventura di vita vissuta è abbastanza vicina con quella raccontata. Abbiamo vissuto felicemente con i miei figli, abbiamo sempre vissuto molto vicini. Ho lavorato per 30 anni a Roma, ma il sabato e la domenica tornavo a casa da mia moglie e dai bambini. Andavo a trovare anche i miei genitori, che sono morti quasi centenari, sul Lago Maggiore. Ho sempre amato questo rapporto con la famiglia."

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Lei mi parla ancora: Haber, Sandrelli e Pozzetto sul set del film

Per Pozzetto è naturale, per Gifuni invece: "C'è poco da commentare, sono anche dei misteri. C'è un discorso generazionale. La generazione che incarna il mio personaggio, che è un po' un personaggio contemporaneo, come se fosse il punto di vista dello spettatore moderno, entra in quel mondo ed è una società completamente diversa. Possiamo passare ore a discutere su quanto sia diversa la società di oggi da quella dell'epoca, ma alla fine penso che prevalga il mistero dell'incontro e del sentimento amoroso. Contano molto anche i caratteri però: ci vuole una gran pazienza, come dice Nino."

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