Le bambine, recensione: il grido di rabbia delle sorelle Bertani in un'opera dirompente

Una fiaba dark diretta a quattro mani dalle sorelle Nicole e Valentina Bertani che racconta la collisione tra il mondo dei piccoli e quello ben più caotico degli adulti.

Una scena de Le bambine

La critica al patriarcato e all'indifferenza degli adulti nei confronti dell'infanzia passa attraverso l'esordio arrabbiato delle sorelle Valentina e Nicole Bertani. Già attiva da anni sul fronte dei videoclip e dei documentari, Valentina ha unito le forze con Nicole per realizzare il dirompente Le bambine. Scritto e diretto a quattro mani, con la collaborazione di Maria Sole Limodio alla sceneggiatura, Le bambine si apre in Svizzera nel 1997 per poi spostarsi in una non meglio precisata città di provincia del Nord Italia benestante.

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Le bambine: una scena del film

Le bambine del titolo sono due sorelle abbandonate a loro stesse, e al loro stravagante babysitter queer Carlino (Milutin Dapcevic), da due genitori troppo presi dal lavoro. Un giorno nel quartiere si imbattono nella loro nuova vicina di casa, Linda, bambina solitaria di 8 anni, e nella sua bellissima e devastata madre Eva, tossicodipendente fuggita dalla casa della ricca madre svizzera. Pian piano tra le tre ragazzine si crea un legame indissolubile mentre intorno a loro il mondo degli adulti sembra implodere come una supernova.

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Surreale, caustico sovraccarico, il film delle sorelle Bertani è una ventata d'aria fresca nel panorama cinematografico italiano che volta le spalle alla tradizione neorealista per occhieggiare certo cinema indie americano di nicchia (Todd Solondz, ma anche un pizzico di John Waters). La natura fortemente autobiografica del film viene trasfigurata attraverso un lavoro sulla forma e sul tono che dà al film un'aura di unicità. La ricca provincia settentrionale, sotto lo sguardo indagatore delle sorelline alter ego delle registe, diventa il centro di uno scontro di energie, quella vitale e positiva del mondo dell'infanzia e quella cupa e feroce degli adulti.

Dalla vicina di casa invadente e maligna ai barista che sfrutta e illude Carlino, dai genitori distratti delle sorelle Azzurra e Marta alla nonna di Linda, che non riesce a salvare la figlia pur conoscendo la sua debolezza, al ritratto impietoso del mondo dei grandi corrisponde un'ulteriore dicotomia tra femminile e maschile, visto che al girl power delle giovanissime protagoniste si contrappone lo squallore dei maschi. Non per nulla, l'unico uomo che si salva, in questo quadro cupo e desolante, è proprio Carlino, che con i suoi abiti femminili e il trucco glitterato appartiene di diritto all'universo femminile più che a quello maschile.

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Il lavoro sull'immagine

Questo universo dai tratti stranianti viene costruito dalle sorelle Bertani attraverso un attento lavoro sull'immagine. A partire dal formato, che ricorda quello della Polaroid in una rievocazione degli anni '90, epoca in cui il film è ambientato, passando per la palette di colori, l'uso di angolazioni atipiche e deformanti e il lavoro su trucco, costumi e acconciature, le registe creano un universo dai tratti unici in cui, in alcuni momenti significanti, sembrano addirittura sprigionarsi forze soprannaturali.

La scelta di aderire al punto di vista delle bambine al centro del film è letterale: il microcosmo del quartiere residenziale in cui si svolge la vicenda viene mostrato attraverso il loro punto di vista. Ecco che questo mondo assume a momenti tratti fiabeschi, con luoghi oscuri da cui fuggire e vicini di casa grotteschi e minacciosi.

Originale ed energetico, Le bambine si sforza di trovare un linguaggio unico per dar voce a chi solitamente non viene preso in considerazione perché "troppo piccolo". E così le eroine dell'esordio diretto a quattro mani dalle sorelle Bertani si trasforma in un racconto di supereroine "street level" costrette a cavarsela da sole in un mondo di genitori distratti. Da tener d'occhio le tre piccole protagoniste Mia Ferricelli, Agnese Scazza e Petra Scheggia, che rubano la scena a interpreti blasonati come Jessica Piccolo Valerani e Marco Martari (genitori di Azzurra e Marta) o Clara Tramontano e Cristina Donadio (magnetiche nel ruolo della disastrata Eva e della ricca madre).

Conclusioni

Come svela la nostra recensione, Le bambine è un esordio da non perdere, un ritratto impietoso del mondo dei grandi realizzato aderendo al punto di vista infantile attraverso un attento lavoro sull'immagine e sulla recitazione. Con un occhio di riguardo verso certo cinema indie americano, una fiaba dark sul girl power e sull'inno al diverso tra lenti deformanti, metafore surreali e colori fluo.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.0/5

Perché ci piace

  • La potenza delle immagini e il tono surreale.
  • La rivendicazione femminista in un'opera che dà voce ai diversi.
  • Le scelte registiche fuori dai canoni.
  • L'andamento da fiaba dark.

Cosa non va

  • La recitazione straniante in alcuni casi risulta un po' troppo eccessiva, sfiorando il caricaturale.