Serena Rossi ci racconta la sua Signora Panini: “Ho studiato Pavarotti e Bottura per 96 ore"

Serena Rossi e la regista Letizia Lamartire ci racconta La Famiglia Panini alla Festa del Cinema di Roma: i retroscena sul dialetto, i costumi d'epoca e l'album del cuore.

Serena Rossi e Letizia Lamartire sul set de La Famiglia Panini

Un'icona pop che ha cresciuto generazioni di italiani, un impero editoriale nato da un'edicola e una saga familiare radicata nel cuore dell'Emilia: con La Famiglia Panini, la serialità italiana torna a esplorare una delle grandi epopee industriali e umane del dopoguerra e, nello specifico, L'avventura delle figurine. Ne abbiamo potuto parlare in occasione della Festa del Cinema di Roma, con la protagonista Serena Rossi e la regista Letizia Lamartire che ci hanno svelano il dietro le quinte di una ricostruzione storica rigorosa ma vibrante di calore: dalla decisione registica di scavare nello spirito dei personaggi anziché nel puro mimetismo estetico, fino alla monumentale sfida vocale affrontata dall'attrice partenopea, immersa in oltre 96 ore di dizione con la dialect coach Daniela Tosco studiando le cadenze di Luciano Pavarotti e Massimo Bottura per padroneggiare la specifica fonetica modenese.

Serena Rossi La Famiglia Paninijarnoiotti
Serena Rossi è Olga Panini

Un racconto corale che attraversa trent'anni di storia tra polvere, rinascita e memoria collettiva, e che l'attrice e la regista hanno arricchito con aneddoti personali indimenticabili: dal mito dell'introvabile Puffetta alla scoperta tardiva dell'ufficio figurine mancanti ideato proprio dalla caparbia signora Olga. La fiction Rai andrà in onda a partire dal 22 Novembre, ovviamente su Rai 1 che è il canale perfetto per questo tipo di storia.

Diventare Olga Panini: invecchiamento scenico e postura d'epoca

Uno degli aspetti più importanti e delicati quando si racconta una storia come quella de La Famiglia Panini è la ricostruzione. Un lavoro minuzioso che non riguarda solo il contesto in cui ci si muove, ma anche i personaggi, a cominciare alla figura di Olga Panini interpretata da Serena Rossi. Un lavoro ancor più complesso perché coinvolge anche l'accento modenese, non semplice da riprodurre per una napoletana. "Entrare nei panni della signora Olga non è stato facile, per tanti motivi" ha confermato l'attrice partenopea, "innanzitutto perché dovevo interpretare una donna che va dai 40 ai 70 anni, quindi nella prima parte uso la mia faccia e basta. Nella seconda parte della serie invece sono aiutata da un trucco che mi invecchia e di conseguenza una postura."

Ma non basta il trucco a fare un personaggio e l'attenzione è stata elevata per ogni aspetto. "Anche nella fase in cui ho 40 anni, ovviamente raccontiamo una storia che inizia nel 1940, quindi anche i costumi mi hanno aiutato a muovermi in un determinato modo. La ricostruzione anche storica di un personaggio passa anche molto dal movimento, oltre che dalle battute e dall'immagine. Le donne di un tempo si muovevano in un altro modo perché si vestivano in un altro modo, quindi sono piccoli dettagli, in realtà sono piccole sfumature a cui io tengo tantissimo. Perché la signora Olga non si sarebbe mai seduta così, no?" Ci dice mimando una posa che non sarebbe appartenuta a donna vissuta negli anni '40.

La sfida del dialetto modenese: "96 ore di studio guardando Pavarotti e Bottura"

Aspetto, tra trucco e costumi, postura ma anche e soprattutto accento. "Io sono napoletana, ma ho dovuto interpretare una donna di Modena, in un tempo in cui si parlava in italiano sì, con un fortissimo accento, e poi si parlava anche in dialetto. E quindi abbiamo lavorato tantissimo: ho iniziato guardando tutte le interviste di Luciano Pavarotti e di Massimo Bottura, che sono proprio di Modena, perché poi ho scoperto che in quella regione bastano 5 km di scarto e cambia completamente l'accento, cambia la 's', cambiano le vocali, cambia tutto. Quindi dovevamo essere Modena Modena, cercare personaggi tipici modenesi famosi, e tutto questo insieme a una coach che si chiama Daniela Tosco, con cui ho lavorato per 96 ore prima."

Serena Rossi La Famiglia Panini Di Letizia Lamartire Jarnoiotti
La Famiglia Panini in una scena della fiction Rai

Praticamente un corso intensivo per diventare modenese. "Certamente, per forza! Dovevamo essere credibili, dovevamo essere veri, tutti noi. Perché non c'è nessun attore di Modena nella famiglia. Alcuni sono emiliani, ma non proprio di Modena, quindi anche loro avevano un coach che teneva un po' le fila di tutto. Dovevamo essere accordati, dovevamo essere una famiglia, dovevamo parlare tutti nello stesso modo, perché nelle famiglie i membri parlano tutti uguale." E non sarebbe potuto essere altrimenti, vista l'enfasi sul gruppo, sulla Famiglia Panini, sin dal titolo della fiction.

La visione registica di Letizia Lamartire: estetica, guerra e calore vintage

E si è occupata Letizia Lamartire di tratteggiare questa famiglia, tracciarla in modo che funzionasse come gruppo. "Trattandosi di una storia vera, come prima cosa, secondo me, è di vitale importanza innanzitutto scegliere la distanza dalla realtà, cioè a che distanza porre lo stile, i personaggi, dalla realtà" ci ha detto la regista Letizia Lamartire, "e noi manteniamo gli eventi realmente accaduti, però, per esempio, sugli attori non ho cercato un lavoro di somiglianza rispetto al look, al modo di parlare: ho lavorato singolarmente su ognuno di loro, perché poi ognuno di loro subiva degli invecchiamenti. Noi abbiamo lavorato sullo spirito dei personaggi, non tradendo quello che sono le loro singole gesta. E da lì la costruzione della famiglia, perché loro dovevano essere credibili come famiglia Panini nella serie. Quindi fondamentale è stata la costruzione proprio della famiglia."

Serena Rossi Ed Edoardo Pesce La Famiglia Panini Jarnoiotti
Una scena della fiction Rai

Sullo sfondo di questo gruppo di personaggi accordati, come li ha definiti Serena Rossi, c'è però il contesto ambientale dell'epoca, che è sempre una sfida da riprodurre su schermo con fedeltà. "È un qualcosa che, tra le altre cose, mi capita spesso di fare ultimamente, il racconto storico, e mi piace tantissimo. Anche lì abbiamo cercato, soprattutto negli anni '40, di non affrontare un racconto storico di guerra classico: la guerra rimane sullo sfondo, c'è ed è un'ombra nella storia della famiglia, ma il look volevo che fosse rappresentativo dell'energia vitale di questa famiglia, e quindi i colori nei costumi, la loro casa, i loro luoghi hanno sempre un délabré ma nostalgico, un qualcosa che comunque ti fa sentire una vicinanza. Io non volevo che fosse escludente anche dal punto di vista visivo."

Tra nostalgia e ricordi: da Puffetta al segreto dell'ufficio figurine mancanti

L'approccio non potrebbe che essere anche nostalgico, visto il tema e il mondo delle figurine che ha segnato e cresciuto più generazioni di italiani. Ma, ci chiediamo, sarà ancora così per i giovani di oggi? "Adesso hanno più alternative, forse, rispetto a noi, è vero" ci ha detto Serena Rossi e non possiamo non chiederle quello che ricorda con maggior affetto e la figurina introvabile: "I Puffi e Puffetta!" ci ha risposto convintissima, "Puffetta è... porca miseria, è la Pizzaballa dei Puffi!" ha aggiunto facendo riferimento al giovane secondo portiere dell'Atalanta.

Le Figurine La Famiglia Paninijarnoiotti
Un momento della fiction La Famiglia Panini

Quanto alla Lamartire, ricorda che "il mio primo album è stato l'album dei Calciatori, quindi questo me lo ricordo perfettamente. Non ricordo di una figurina in particolare, ma ricordo che non sono mai riuscita a finire un album, perché non avevo capito che si poteva scrivere." Una colpevole mancanza, colmata proprio lavorando alla serie Rai. "Ma come, la signora Olga ha fatto tutta quella fatica a pensare a questa cosa e tu non lo sapevi?!" Le ha detto infatti Serena Rossi, incoraggiandola a finirlo ora. D'altra parte ora hanno un accesso diretto e privilegiato alla famiglia e la loro storica attività.

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