Keira Knightley: i migliori 10 film

Sono 35 anni per Keira Knightley, l'ex ragazza che stupì il mondo in Sognando Beckham: rievochiamo la sua carriera, fatta di blockbuster di successo e film d'autore di grande raffinatezza, con una classifica dei suoi 10 migliori film.

CLASSIFICA di 26/03/2020
Matthew MacFadyen e Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio
Matthew MacFadyen e Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio

Fare una classifica dei 10 migliori film di Keira Knightley, una delle attrici di maggior impatto del nuovo millennio, è un compito tutt'altro che semplice, visto che questa londinese figlia d'arte (padre attore e madre sceneggiatrice), ha avuto una carriera sicuramente atipica, fatta di grandi successi, ma anche costellata di critiche e con alcune performance accolte con freddezza. Il volto spigoloso, espressivo, lo sguardo penetrante ed insieme ironico, la silhouette esile, nervosa, ed assieme la grande adattabilità, la capacità di sapersi destreggiare tra commedia, dramma ed azione, di interpretare le diverse sfumature dell'animo femminile... il tutto mostrando sempre una straordinaria duttilità, così come, allo stesso tempo, una spiccata propensione per ruoli di ragazze e donne forti e indipendenti.

10) Anna Karenina (2012)

Keira Knightley con Aaron Johnson in una scena di Anna Karenina
Keira Knightley con Aaron Johnson in una scena di Anna Karenina

Ennesima trasposizione cinematografica del celeberrimo romanzo di Tolstoj, Anna Karenina, uscito nel 2012, vedeva la Knightley nei panni della romantica e sfortunata Anna, rinchiusa in un matrimonio triste e infelice con il taciturno e noioso Aleksej Karenin (Jude Law), stregata dalla corte insistente del bel Conte Aleksej Vronskij (Aaron Taylor-Johnson) e disposta per quell'amore a mettere a rischio la sua reputazione, il suo onore, tutto. Nonostante la critica in generale a suo tempo sia stata tiepida con l'opera di Joe Wright, tutti furono concordi nel definire l'interpretazione della Knightley di altissimo livello, capace di dare alla sua Anna Karenina un incredibile fascino, ma soprattutto di renderne in modo assolutamente perfetto il dibattersi tra dovere e passione, tra paura e desiderio. Sfarzoso ed esteticamente impeccabile, con una colonna sonora di Dario Marianelli di grande caratura, il film fruttò all'attrice inglese il premio come miglior interprete femminile ai Saturn Awards, giusto riconoscimento alla sua bravura, nonché al suo essersi confrontata in modo egregio con un personaggio di enorme caratura.

9) La Duchessa (2008)

Keira Knightley è la protagonista del film La duchessa
Keira Knightley è la protagonista del film La duchessa

Ancora un personaggio femminile forte, pregno di significati, la Duchessa del Devonshire Georgiana Cavendish, figura tra le più importanti della società e della storia inglese del XVIII secolo, donna che ebbe una vita sentimentale molto agitata e discussa all'epoca. Diretto da Saul Dibb, La duchessa è un sontuoso film storico, con un cast di prima grandezza che comprende Ralph Fiennes nei panni del marito di Georgiana il Duca William Cavendish, Dominic Cooper in quelli del celebre Conte Charles Grey (che fu l'amante della Duchessa), Hayley Atwell come Lady Bess Foster e Charlotte Rampling in quelli della madre di Georgiana, Georgiana Spencer. Un cast quindi ricco, all'interno di un iter narrativo sublimato da costumi e scenografie sontuose, in cui la performance della Knightley, nei panni di una donna che fu paladina di emancipazione, libertà e indipendenza femminili per eccellenza, con una performance che risaltò per energia e carisma agli occhi della critica. Vibrante, umanissima, determinata, La Duchessa ci riporta alla memoria un'epoca in cui le donne non valevano nulla, erano succubi di una società feroce e ipocrita, che però non riuscì ad arginare la sua vitalità, il suo influenzare in modo radicale la politica, i costumi e l'arte. Uno dei suoi ruoli più riusciti e dei suoi film più belli.

8) Sognando Beckham (2002)

Sognandobeckham
Una scena di Sognando Beckham

Il film che ha lanciato l'attrice inglese a livello internazionale, sicuramente una delle commedie più importanti del cinema inglese degli ultimi vent'anni, diretta da Gurinder Chadha, simbolo delle difficoltà e dei conflitti nella società europea contemporanea, alle prese con un multiculturalismo alquanto problematico per le nuove generazioni. Nonostante non fosse la protagonista (ruolo andato a Parminder Nagra nei panni dell'indiana Jess Bahmra), Keira in Sognando Beckham, colpì molto con la sua Jules, calciatrice volitiva e ragazza dal carattere complesso, apparentemente così sicura di sé stessa, così determinata e carismatica, in realtà molto più vulnerabile di quanto sembri. Oltre a contribuire alla popolarità del calcio femminile, Sognando Beckham permise alla Knightley di diventare un sex symbol ed assieme un punto di riferimento per tutte quelle ragazze che non volevano rientrare negli schemi e che videro in questo ragazza magra e dal fisico così poco formoso, un pò maschiaccio, anche un simbolo di una femminilità diversa dai canoni della pop-culture dominante.

7) Non lasciarmi (2010)

Keira Knightley, Andrew Garfield e Carey Mulligan, protagonisti di Never Let Me Go
Keira Knightley, Andrew Garfield e Carey Mulligan, protagonisti di Never Let Me Go

Sicuramente il film più atipico, più originale tra quelli interpretati da Keira Kinghtley, dove assieme a Carey Mulligan ed Andrew Garfield, formava un trio di ragazzi cresciuti in un terribile mondo futuristico, tre cloni, come si sarebbe scoperto più avanti, messi al mondo solo per poter essere usati come donatori di organi dal resto dell'umanità.
Non lasciarmi è un film doloroso, malinconico, pieno di sentimento, dove la Knightley assieme agli altri due membri del cast, fu bravissima nel tratteggiare un personaggio molto diverso da qualsiasi altro avesse interpretato prima.
Nel film di Mark Romanek, la sua Ruth era una ragazza incredibilmente fragile, a tratti molto egoista, a cui la Knightley con uno stile molto sopra le righe, instabile, dette una grande vitalità ed assieme un cinismo, una disperazione totali.
Opera che orchestra l'iter in un continuo oscillare tra speranza e disperazione, tra accettazione della realtà e incapacità di arrendersi ad un destino orrendo, Non lasciarmi ha in Ruth un simbolo della volontà di vivere, ma anche di amare, di apprendere dai propri errori, andando oltre l'egocentrismo, lottando contro l'omologazione e per la sovversione all'ordine costituito, per la vitalità degli spiriti liberi nel tirannico mondo moderno.

6) A Dangerous Method (2011)

Keira Knightley e Michael Fassbender in A Dangerous Method
Keira Knightley e Michael Fassbender in A Dangerous Method

Film difficile, torbido, strutturato sul confronto-scontro tra personalità fortissime, disturbanti e brillanti, A Dangerous Method, del grande David Cronenberg, portò sullo schermo i complicati rapporti intercorsi tra Sigmund Freud (Viggo Mortensen), Carl Jung (Michael Fassbender), Otto Gross (Vincent Cassel) e Sabina Spielrain (Keira Knightley), dagli inizi del XX secolo in cui la psicoanalisi si insinuò prepotentemente nello scibile.
Film non completamente riuscito, per una sceneggiatura forse troppo irregolare, incerta ed instabile, A Dangerous Method è però sorretto da una prova del cast di assoluto valore, uscita vincente dal confronto con quattro personaggi tutt'altro che semplici. La Knightley ebbe sicuramente il compito più gravoso, visto che la sua Spielrain durante l'iter narrativo subì una metamorfosi complessa, si dibatté in modo molto interessante tra razionalità e istinto, tra scienza e anima.
Paziente ritenuta da tutti incurabile e affetta da isteria, viene liberata dai suoi incubi e traumi da Jung, di cui diventerà assistente, e dopo anche amante, scoprendo nella psicanalisi e in quell'uomo qualcosa di assolutamente spiazzante, turbolento, capace di rivoluzionarle la sua vita e la sua mente.
La Knightley fu sopraffina nel dipingere una donna dalla personalità in continuo divenire, passionale, fragile ed assieme forte, razionale solo a tratti, sempre in tumulto ed in un moto senza fine tra la ricerca di una vita borghese, ed il rinnegare totalmente quest'ultima. Sicuramente la sua prova d'attrice più complessa.

5) Colette (2018)

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Colette: Keira Knightley in una scena del film

Altro film per Keira Knightley ed altro ruolo di donna forte, libera, emancipata, simbolo di rottura in un'epoca, la Belle Epoque, che ci ha donato nell'arte, nella letteratura e nella scrittura, opere di enorme sensibilità, capaci di creare una cesura totale con la norma. E lei, Sidonie-Gabrielle Colette, in arte solo Colette, ne fu una delle più importanti, di certo la penna femminile più rilevante dell'inizio del XX secolo, artista a tutto tondo, capace di destreggiarsi nel teatro, autrice, critica, giornalista, sceneggiatrice, esperta di moda e di cosmetici. Il film di Wash Westmoreland, due anni fa ha riportato in auge le grandi doti di interprete di Kiera Knightley, capace di riportarci ai tempi in cui l'autrice francese fu capace di dare una voce senza precedenti a milioni di ragazze, sospese tra adolescenza e giovinezza, così come di andare oltre la mera provocazione da salotto, rompendo ogni schema e regola nella vita privata, così come nell'arte. Con un cast che comprende Dominic West nei panni del manipolatore e tirannico compagno Willy, Eleanor Tomlinson e Aiysha Hart in quelli di Georgie Duval e Polaire, Colette è uno dei migliori film storici degli ultimi anni, scevro da ogni trionfalismo, quanto piuttosto incentrato su un percorso di crescita personale, di presa di coscienza da parte di una giovane donna, che troppo a lungo visse ignorando chi era realmente.
E a cui la Knightley seppe dare pur restando sotto le righe, intensità ed un grande coraggio.

4) The Imitation Game (2014)

The Imitation Game: Benedict Cumberbatch in una scena con Keira Knightley
The Imitation Game: Benedict Cumberbatch in una scena con Keira Knightley

Storia terribile quella di Alan Turing, geniale matematico che durante la Seconda Guerra Mondiale, fu la mente dietro quella complessa operazione che permise all'intelligence britannica di decifrare Enigma, il sofisticatissimo dispositivo di comunicazione usato dai tedeschi per inviare messaggi segreti.
E che per ringraziamento fu processato e condannato per la sua omosessualità appena finita la guerra. Indispensabile per carpire i piani del nemico, nonché per prevedere gli attacchi ai convogli americani diretti verso la Gran Bretagna, l'operazione di decriptazione da lui guidata, fu un successo completo e permise agli Alleati di infliggere in Africa ed Europa colpi terribili alle forze dell'Asse. La tragica vicenda di Turing nel 2014 viene rievocata nello splendido The Imitation Game, diretto da Morten Tyldum, con un grandissimo Benedict Cumberbatch nei panni del complicato e difficile matematico. Keira Knightley invece interpretò Joan Elisabeth Lowther Clarke, crittoanalista e numismatica di eccezionale talento, nonché migliore amica di Turing, di cui fu la più preziosa collaboratrice. Imitation Game ottenne ben otto candidature ai Premi Oscar, comprese quelle a Cumberbatch e alla stessa Knightley (statuetta andata poi a Patricia Arquette), che fu semplicemente superba come Joan Clarke, donandoci il ritratto di una donna dalla fibra eccezionale, coraggiosa, piena di talento ma anche di umanità, tollerante e capace di andare oltre le apparenze. Il tutto senza renderla una super-donna o una persona perfetta, preservandone la quotidianità, la dimensione umana, le piccole timidezze ed imbarazzi, scevra da un'epica trionfale, monumento al coraggio delle donne inglesi, che lottarono per difendere non solo il loro paese, ma anche un futuro che le avrebbe viste più libere.

Benedict Cumberbatch: da Sherlock a The Imitation Game, tra fascino e ambiguità

3) Pirati dei Caraibi (2003)

Keira Knightley e Johnny Depp in una scena di Pirates of the Caribbean: At Worlds End
Keira Knightley e Johnny Depp in una scena di Pirates of the Caribbean: At Worlds End

Sicuramente il ruolo che più l'ha resa famosa e consegnata all'immaginario collettivo. Difficile scegliere quale dei film del franchise abbia avuto la migliore interpretazione da parte dell'attrice londinese, ma di sicuro sappiamo che la sua Elizabeth Swann è diventata una delle eroine più carismatiche e importanti del cinema moderno. La Knightley fu scelta tra le papabili dai produttori dopo il successo di Sognando Beckham , ma stupì per bravura durante l'audizione il regista Gore Verbinski, che rimase stupefatto da ciò che il pubblico avrebbe imparato di lì a poco: la duttilità di Keira era stupefacente. In effetti a ben pensarci, nessun personaggio cambiò così tanto fin dal primo film, da Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma, dove Elizabeth fu capace di essere ad un tempo dama di corte e della buona società inglese, figlia devota, ma anche avventuriera, seduttrice, astuta combattente e pirata, collegandosi alle tante, vere, piratesse che inseguirono non solo il bottino e la ricchezza in quei mari, ma soprattutto la libertà.
E lo fece in modo convincente, offrendo un personaggio (ancora una volta) emancipato, intelligente e forte.
Il che, per una saga commerciale su pirati, navi fantasma e mari in tempesta come Pirati dei Caraibi, non è affatto poco, e crea un momento di forte rinnovamento nell'universo femminile del genere adventure.

2) Espiazione (2007)

Keira Knightley e James McAvoy in una scena romantica del film Espiazione
Keira Knightley e James McAvoy in una scena romantica del film Espiazione

Melodramma tra quelli di maggior successo dell'ultimo ventennio, Espiazione (tratto dal romanzo di Ian McEwan) e diretto da Joe Wright (regista feticcio della Knitghtley) ricevette ben sette nomination agli Oscar, aggiudicandosi quello per Miglior Colonna Sonora.
Peccato, perché secondo molti critici meritava maggior considerazione, ed era forse il miglior film dell'anno. Keira Knightley interpretava la bella e ricca Cecilia Tallis, rampolla di un'influente famiglia inglese, travolta dalla passione per Robbie Turner (James McAvoy) figlio di una loro serva, amore ostacolato dall'infantile ma terribile macchinazione messa in atto dalla sorella di Cecilia, (Briony (Saoirse Ronan da adolescente, Romola Garai da ragazza), convinta erroneamente che Robbie fosse un pervertito ed uno stupratore. Ambientato nel 1935 e durante le terribili giornate di Dunkerque, quando l'esercito inglese, francese e belga erano in rotta sotto lo stivale nazista, Espiazione è un film tragico, intenso, con al suo centro il terribile rapporto tra verità e finzione, tra immaginazione e realtà, senza rinunciare all'ennesimo sferzante attacco alla classista società inglese.
La coppia formata da Knightley e McAvoy era l'asse portante, due amanti assolutamente perfetti, disperati, assetati di vita, carnali ma che il film di Wright non commise mai l'errore di rendere irreali o troppo aulici. Oltre ad aver lanciato Saoirse Ronan, il film è forse la miglior dimostrazione di quanto Keira Knightley sia stata a conti fatti sovente sottovalutata, venendo poi "riscoperta" da una critica smemorata un numero innumerevole di volte.
E questa sua interpretazione, la sua Cecilia, è assolutamente fantastica, di certo quella dove seppe andare oltre i cliché del genere, ritagliarsi ancora lo spazio per un personaggio forte, coerente, emancipato eppure molto umano anche nei difetti, come l'essere vendicativa, irascibile, cocciuta.

1) Orgoglio e Pregiudizio (2005)

Matthew MacFadyen e Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio
Matthew MacFadyen e Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio

La sua migliore interpretazione senza ombra di dubbio, il suo film più importante e che allo stesso tempo le ha permesso, vestendo i panni Elizabeth Bennet, ribelle e cocciuta figlia dell'Inghilterra ottocentesca, protagonista del bellissimo romanzo di Jane Austen, di diventare il simbolo di una sferzante ed elegante critica alla società borghese ed assieme ode all'amore e al libero arbitrio. Pimpante, mutevole, naturalissima, Keira Knightley fu celebrata per una performance a dir poco incredibile, che le fece guadagnare una nomination agli Oscar (statuetta poi andata a Reese Witherspoon) e dimostrò in modo inequivocabile che c'era qualcosa di più in lei che una diva delle teenager. Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright, impostato per essere più accessibile e fruibile ad un pubblico più giovane, convinse e stupì la critica, per la perfetta chimica e ottima performance tra Matthew MacFadyen e la Knightley, che venne giudicata dal Guardian come semplicemente perfetta, asserendo che la sua performance era la migliore di sempre in quel ruolo. Era vero. Non solo perché l'età era più congeniale al ruolo e al personaggio scritto dalla Austen, ma anche perché l'attrice londinese fu capace di fare della sua Elizabeth uno spirito incredibilmente libero, ironico, in perenne lotta per raggiungere la verità, per scoprire chi è, per trovare qualcosa di vero in un mondo fatto di "orgoglio e pregiudizio".