Dopo quattro stagioni - tra inseguimenti, operazioni clandestine e crisi geopolitiche - il personaggio creato da Tom Clancy (ri)torna a essere raccontato in un lungometraggio, pur tarato per essere il diretto sequel dell'acclamata serie Prime Video. Così, collegandoci su Zoom per il nostro junket video, non possiamo non provare un brivido d'emozione pensando che dall'altra parte, connessi da Los Angeles, ci siano tre leggende che, in un solo set, riescono a riassumere tre epoche seriali differenti.
Al centro ecco John Krasinski, sempre più legato al "suo" Jack Ryan, mentre seduti al suo fianco ecco Wendell Pierce e Michael Kelly, capaci di riscrivere l'immaginario seriale grazie a titoli come The Wire e House of Cards. I tre sono protagonisti di Jack Ryan: Ghost War di Andrew Bernstein (dal 20 maggio su Prime Video), che vede l'ex agente CIA tornare in campo per sventare un piano internazionale.
Jack Ryan: Ghost War, John Krasinski, Wendell Pierce e Michael Kelly raccontano il film
Tuttavia, il vero cuore del film non è solo l'azione spettacolare, ma il legame umano tra i personaggi. "Ci è voluto molto tempo per decidere di fare un film", racconta Krasinski a Movieplayer.it. "Volevamo rendere omaggio agli originali. Dopo la serie, però, avevamo passato così tanto tempo con questi personaggi da conoscere davvero le dinamiche tra loro. Avevamo costruito relazioni abbastanza solide da poterli mettere in situazioni molto più intense, quasi come in una pentola a pressione. Ed è questo che ha reso il film più personale".
Anche Pierce, che interpreta il vicedirettore CIA, sottolinea come l'umanità sia il vero motore della storia: "Ci saranno le scene d'azione, certo, ma sono i rapporti tra uomini e donne a permetterti di capire davvero cosa provano l'uno per l'altro, il lavoro che stanno facendo e quanto dipendano reciprocamente. E poi ci sarà anche dell'umorismo, soprattutto nei momenti più difficili, per alleggerire la pressione". Per Michael Kelly, invece, l'evoluzione dei personaggi nel corso degli anni è "ciò che distingue Ghost War dai classici thriller d'azione", perché "è proprio questo sviluppo a rendere il film speciale. Le relazioni tra i personaggi danno solidità all'intera storia".
Il cinema come riflesso della nostra società
In Jack Ryan: Ghost War i protagonisti "lottano per la luce". Una frase che apre una riflessione sul ruolo del cinema. Può ancora essere uno strumento per migliorare il mondo? Kelly dicei: "Penso che il cinema renda sempre il mondo un posto migliore. È una fantastica via di fuga. Viviamo in un mondo folle e caotico e andare al cinema significa potersi staccare per un'ora e quarantacinque minuti e semplicemente divertirsi".
Pierce, invece, vede nel cinema uno spazio di riflessione collettiva: "Guardare un film ci permette di fermarci e pensare a chi siamo, a come ci trattiamo a vicenda, a cosa conta davvero per noi. Può essere un modo per riflettere come società".
Tra l'altro, Ghost War ruota attorno all'idea di un sogno globale che forse sta svanendo. "Credo molto nella visione del mondo che ho trovato incontrando uomini e donne straordinari che rischiano davvero la vita per gli altri", confida John Krasinski. "Combattono perché credono che il mondo possa essere migliore e che valga la pena difenderlo. È questo che mi ha fatto amare Jack Ryan fin da bambino: rappresenta persone che credono ancora in qualcosa di più grande".
E sì, John Krasinski rimpiange l'era Napster
A proposito di mondi migliori, durante il film si cita Napster e si scherza sulle radici analogiche di Jack Ryan, punzecchiato dalla new Emma Marlow, agente M16, interpretata da Sienna Miller. Alla domanda se l'epoca di Napster sia stata in effetti la "migliore", Krasinski sorride prima di rispondere: "Forse sì. Era il periodo in cui vivevo al massimo la mia passione per la musica. C'erano band incredibili ovunque. Non so se fosse davvero il periodo migliore, ma spesso il migliore è semplicemente quello che ricordi con più affetto. Quindi sì, per me la risposta è sì".