Il gatto col cappello, Fresi e Ballerina dal film di Dr. Seuss all'amore per Miyazaki e i robot anni '80

Stefano Fresi ed Herbert Ballerina raccontano il doppiaggio de Il gatto col cappello, al cinema dal 5 novembre: le sfide con l'inglese, i cult animati del cuore e la guida irrinunciabile di Manfredi.

Un'immagine de Il gatto col cappello

C'è un rapporto privilegiato tra l'animazione e Lucca Comics and Games, tra l'evento toscano e questo media che tanto amiamo e coinvolge tante competenze artistiche differenti. E quale posto migliore, quindi, per lanciare Il gatto col cappello, nuovo film d'animazione in arrivo al cinema dal 5 novembre, tratto da un autore che in USA è un vero e proprio fenomeno come Dr Seuss.

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Una scena del film d'animazione presentato a Lucca Comics

L'immaginario surreale del Dr. Seuss torna, quindi, a conquistare il grande schermo con il nuovo film d'animazione doppiato nella versione originale è Bill Hader a dare voce all'irriverente protagonista, un vero e proprio "agente del caos" inviato dall'I.I.I.I. (l'Istituto per l'Istituzione dell'Immaginazione e dell'Ispirazione) per aiutare Gabby e Sebastian a superare il trauma di un trasloco. Tra gag imprevedibili assicurate e il rischio concreto di perdere il suo iconico cappello magico, il film approda nelle sale italiane forte di un doppiaggio d'eccezione: Stefano Fresi ed Herbert Ballerina, che abbiamo potuto incontrare in quel di Lucca per farci raccontare i segreti del lavoro al leggio e le sfide di un adattamento ad altissimo ritmo.

Da Dr. Seuss al grande schermo: l'incontro con i personaggi

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Una scena del film d'animazione

Partiamo dal personaggio e l'opera di Dr. Seuss: li conoscevano già prima di lavorare a questo progetto? "Conoscevo già molto bene l'opera perché ho comprato e regalato il libro a mio figlio circa 16 anni fa, appena nato" ha ricordato Stefano Fresi, "è un personaggio meraviglioso, divertente e poetico. Non pensavo che da una filastrocca così essenziale potesse nascere una storia tanto ricca, pur sapendo che ci sono state diverse trasposizioni cinematografiche in passato. Questa versione è davvero splendida."
 Herbert Ballerina è stato invece conquistato dalla "calma e la classe" del suo personaggio: "È un pesce, ma è a tutti gli effetti un lord, una persona con le squame! Mi ha dato l'occasione inedita di interpretare una figura molto 'british, un Lord Fish, mentre di solito mi affidano ruoli decisamente più rozzi. Era ora di misurarsi con l'alta società!"

Il lavoro al leggio: rispettare l'originale con la guida di Massimiliano Manfredi

Che sfida è stata adattarsi al lavoro dei doppiatori originali de Il gatto col cappello? Sono stati una guida o un vincolo? "Entrambe le cose" ha spiegato Fresi, "la traccia originale è una guida fondamentale che richiede massimo rispetto, perché il personaggio è stato costruito e plasmato da chi gli ha dato la voce per primo. Il nostro compito è adattarlo e renderlo universale per il pubblico italiano. Rappresenta una sfida complessa, piena di paletti tecnici, ma al tempo stesso regala un enorme divertimento quando riesci a innestarci la tua sensibilità."


Per Herbert Ballerina non è stato semplice adattarsi ai toni diversi della lingua anglosassone: "Non è naturale adattarsi a una recitazione in lingua inglese; non puoi fare affidamento sulle cadenze della tua lingua madre. Per me è stato decisivo l'aiuto del nostro direttore di doppiaggio, Massimiliano Manfredi, che ci ha guidato passo dopo passo." Lo ha confermato Stefano Fresi, che ha definito Manfredi "una colonna. Quando Herbert era al leggio gli diceva scherzando: 'Tu zitto, parlo io!'." Lo ricorda scherzando anche Ballerina: "Esatto! E io rispondevo: 'Ma se sto zitto io, non posso recitare!'. Battute a parte, mi ha dato un supporto straordinario."

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I personaggi de Il gatto col cappello

E sono riusciti ad aggiungere anche qualche sfumatura più personale al lavoro? "Sono rimasto molto fedele alla griglia e alle indicazioni fornite dalla direzione. Qualche piccola sfumatura personale l'ho inserita, ma sempre nel rispetto del personaggio." E non potrebbe essere altrimenti perché, come sottolinea Fresi, "quando hai a disposizione un talento comico come Herbert te lo giochi fino in fondo. Spesso noi talent veniamo coinvolti come elemento di richiamo per il lancio del film, ma veniamo scelti anche per portare in dote una specifica personalità vocale. L'importante è riuscire a donare qualcosa di personale senza mai uscire dai binari tracciati dalla versione originale."

La passione per i cartoon: dai robot anni '80 a Hayao Miyazaki

Allarghiamo quindi il discorso a tutto il mondo dell'animazione. Quali sono i loro titoli preferiti? "Ho una passione smisurata per l'animazione" ha detto con gioia Stefano Fresi, "amo tutti i grandi classici Disney, l'universo di Hayao Miyazaki, Lupin III e l'intera epopea dei robot anni '80: L'Uomo Tigre, UFO Robot Goldrake, Mazinga Z, Daitarn 3... e ovviamente la mitica sigla di Devilman!"

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Una scena del film d'animazione

Si scherza anche sui personaggi che si sarebbe voluto doppiare e Ballerina è sicuro: "Io dico Le vacanze di Pippo. In quel corto Pippo non parla, emette solo versi: praticamente il ruolo perfetto per me!" 
Fresi torna invece su Miyazaki e cita Conan ragazzo del futuro: "una pietra miliare per me, un capolavoro post-apocalittico straordinario e senza tempo. "

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