Come ogni anno, con l'autunno si avvicina anche il momento del nuovo Classico Disney e quest'anno è quantomai appropriato, visto che il tema: le streghe. Dovremo aspettare ancora un pochino per guardare per intero Hexe - Il regno delle streghe, ma la Festa del Cinema di Roma e la sua sezione parallela e indipendente Alice nella Città sono state l'occasione per un primo sguardo in anteprima, accompagnato dalla produttrice Yvett Merino e l'annuncio delle voci italiane: Mariasole Pollio che interpreta la protagonista Billie, Claudia Pandolfi che dà voce alla madre Alice e Isabella Ferrari nel ruolo che in originale è di Jodie Foster, l'antegonista Celeste.
In quel di Roma abbiamo potuto guardare diverse scene, a cominciare dalla bellissima introduzione in animazione tradizionale, per un totale di una ventina di minuti che ci hanno lasciati con molta curiosità e la voglia di lasciarci guidare in questo mondo fatto di magia, insieme a una protagonista che appare diversa dai canoni classici Disney, dotata di poteri tutti da scoprire e imparare a governare. Ne abbiamo parlato con la produttrice Yvett Merino per farci anticipare qualcosa sul film che vedremo al cinema dal prossimo 26 novembre.
Dall'eredità dei Classici al regno di Hexe: la visione di Josie Trinidad
Cominciamo dal tema, dalla magia, qualcosa di presente da sempre nelle opere dello studio creato da Walt Disney, ma qui finalmente protagonista assoluta. Come mai si è scelto di gettarsi in questo mondo magico? "Sì, la magia è sempre stata parte integrante della nostra identità in Disney" ha confermato Yvett Merino, "l'idea è nata anni fa da Josie Trinidad, la nostra co-regista: voleva esplorare a fondo il significato di un universo plasmato interamente dalla magia e abitato da streghe. Siamo partiti da questo concetto per dare forma al mondo di Hexe. Abbiamo riguardato all'intera tradizione animata dello studio con l'intento di trarne ispirazione, ma senza replicarla pedissequamente. Ci siamo chiesti: se questo mondo fosse stato fondato e costruito dalle streghe stesse, che aspetto avrebbe avuto?"
Billie, l'antitesi della principessa Disney: anfibi, streetwear e lo studio del corpo
E l'aspetto ci sembra dominato da toni differenti da quelli usuali dei film di Disney Animation. Che caratteristiche volevano sin dall'inizio avere in questo film per renderlo unico? "Cerchiamo sempre di rendere ogni nostro progetto unico, e la caratterizzazione dei personaggi è cruciale. Abbiamo un team eccezionale di animatori che non si limita ad approfondire la psicologia dei protagonisti, ma studia meticolosamente la loro gestualità e il modo in cui occupano lo spazio. Con Billie abbiamo definito un'andatura specifica, analizzando come cammina e come attraversa la realtà circostante. Lo stesso lavoro è stato svolto su sua madre Alice, i cui movimenti riflettono il suo vissuto e le sue ferite pregresse. È un approccio incentrato sui dettagli più intimi: capire chi è un individuo per tradurlo in movimento fisico."
La rivoluzione sonora: perché Hexe sceglie i "needle drop" pop accanto alla colonna sonora
Una cosa che ci ha incuriositi guardando le sequenze in anteprima è un uso della musica che ci è sembrato differente da quanto fatto in precedenza. La componente musicale è in qualche modo è rappresentata nella storia? "Abbiamo scelto una strada molto peculiare, inconsueta per le nostre abitudini" ci ha detto la produttrice Disney, "abbiamo inserito diversi brani preesistenti su licenza (ndr: i cosiddetti needle drop), per conferire al film un'atmosfera decisamente più contemporanea e radicata nel nostro presente. Al tempo stesso, la colonna sonora originale orchestrale è imponente. La musica rimane una componente fondamentale dell'esperienza Disney, sia quando i personaggi cantano sia attraverso lo score strumentale. I passaggi musicali che ho ascoltato custodiscono una carica emotiva straordinaria."
L'impronta cromatica di Lorelay Bové: un regno di streghe mai visto prima
In chiusura vogliamo tornare sulla protagonista, su Billie che si sembra molto a fuoco come personaggio e diversa dalle classiche Principesse Disney. Che approccio hanno avuto per definirla? "Il merito principale va a Lorelay Bové, la nostra production designer, e a Bill Schwab, art director del character design. Nel concepire Billie volevamo dare vita a una sedicenne moderna, una ragazza che potresti letteralmente incontrare per strada oggi, ma dotata di un'unicità tutta sua. Lorelay ha la straordinaria capacità di accostare tinte cromatiche inaspettate rendendole armoniose e magnetiche. Questo tocco si percepisce sia negli abiti indossati da Billie, compresi i suoi iconici anfibi, sia nell'intera gamma cromatica con cui abbiamo dipinto il regno di Hexe."
E a tradurre queste sfumature nel parlato della nostra lingua ci penserà Mariasole Pollio, che si è trovata da subito uguale alla protagonista di Hexe - Il regno delle streghe. Un caso? Forse, ma siamo sicuri che riuscirà a mantenere questa vicinanza anche dal punto di vista vocale a quanto fatto in originale dalla collega Hailee Steinfeld.