Stellan Skarsgård, dalla serie TV River a Mamma Mia! Ci risiamo

L'incontro con Stellan Skarsgård che tra le altre cose parla di Mamma Mia 2 , il movimento MeToo e Lars von Trier.

Voleva tornare a recitare nella sua lingua Stellan Skarsgård ed il suo desiderio si è realizzato con il doppiaggio del film d'animazione Gordon & Paddy, diretto da Linda Hambäck e tratto da una serie di racconti per bambini scritti da Ulf Nilsson. Il film, presentato alla 68a Berlinale nella sezione Generation, racconta le avventure della rana detective Gordon ed il suo collega topo Paddy alla ricerca del colpevole di un furto di noci. Con la serie TV River che lo ha visto protagonista su Netflix e Mamma Mia! Ci risiamo da poco arrivato sui nostri schermi, Stellan Skarsgård fa un punto sulla sua carriera tra presente, figli d'arte (Alexander Skarsgård, Gustaf Skarsgård, Bill Skarsgård e Valter Skarsgård) gli inizi e l'attualità, aggiungendo il suo punto di vita sul movimento #MeToo.

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Berlino 2017: Stellan Skarsgård al Photocall di Return to Montauk

Doppiare una rana detective

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Perché hai deciso di doppiare Gordon & Paddy?

Due anni fa ho fatto un altro delizioso film con Linda Hambäck dal titolo Little Pink. Era un film per un pubblico di bambini dai 2 anni, mi piace come lavora Linda e mi piacciono i libri da cui è tratto Gordon & Paddy, li ho letti quasi tutti. Poi volevo lavorare con Melinda Kinnaman, avevamo già lavorato insieme quando lei aveva 14 anni e quando ne aveva 16. È una grande attrice ed insieme abbiamo detto a Linda che dovevamo lavorare insieme al doppiaggio perché tutto si incentra sulla relazione tra i nostri due personaggi, dovevamo trovare un modo di renderla il più reale possibile visto che c'è così poco nel dialogo tra i due che possa rivelare qualcosa in più. Da attori siamo bravi a costruire i personaggi anche da pochi dialoghi ma quando presti solo la tua voce, manca tutto quel sottotesto che gli attori aggiungono con sguardi e fisicità. Così abbiamo pensato di riprodurre la scena della buonanotte nello studio di registrazione, di filmarla e poi darla agli animatori in modo tale che potessero cogliere perfettamente ogni pausa, ogni respiro e rendere quella scena molto vera.

Finalmente sei tornato a recitare nella tua lingua, come ci si sente?

Non ho fatto molto in svedese negli ultimi tempi, l'ultimo è stato Borg McEnroe. Ci si diverte molto, è più intimo recitare nella propria lingua ma il mio inglese migliora ogni giorno di più.

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La Svezia ed i figli d'arte

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Continui a vivere in Svezia vero? Anche i tuoi figli sono nati lì.

Non vedo perché me ne dovrei andare. Nessuno qui muore di fame, c'è libero accesso alle scuole ed alle università, le donne vengono trattate equamente ed i bambini come esseri umani, è un posto bellissimo in cui vivere.

A proposito dei tuoi figli, Valter Skarsgård è tra i protagonisti di Lords of Chaos presentato all'ultimo Sundance Film Festival. Sembra assomigliarti molto.

Si, Valter è adorabile. Tra i miei figli attori è il più piccolo finora. Ne ho altri due più giovani però, ancora nella fase di sviluppo.

Come mai stanno seguendo tutti le tue orme secondo te?

Spero si allontanino il più possibile dalle mie orme e dalla mia ombra, non interferisco mai veramente nella loro vita , dopo i 16 anni devono intraprendere la loro strada. Nonostante ciò, se hanno successo, è grazie a loro ed ai loro genitori, se falliscono, è colpa dei genitori, ci andiamo sempre a perdere noi.

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Stellan adolescente: gli inizi

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I tuoi genitori sono stati sempre d'accordo sulla tua scelta di fare l'attore?

Mi è stata data abbastanza libertà devo dire, ho smesso di frequentare il liceo a 17 anni e nonostante le proteste dei miei genitori, ho ribadito che era la mia vita e decidevo io. Credo che i genitori debbano rispettare le scelte dei propri figli e non cercare mai di progettare la loro vita.

Hai iniziato a fare l'attore in una serie TV molto presto vero?

Si quando avevo 16 anni con Bombi Bitt och jag ma avevo già lavorato in teatro, prima in ruoli amatoriali e poi in ruoli per bambini nel teatro di Stoccolma. Son stati loro a pubblicare l'annuncio per i provini della serie TV e mio fratello ha iscritto alle audizioni sia me che lui ma alla fine ho avuto io la parte. All'epoca c'era solo un canale sulla televisione svedese quindi sono diventato quasi una rock star.

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Una lunga carriera, i grandi film di Hollywood, le serie TV e Mamma Mia!

Colin Firth, Stellan Skarsgård e Pierce Brosnane in una scena del musical Mamma Mia!

Nel corso della tua carriera è cambiato il modo in cui scegli i progetti?

No, ma di solito decido in base al momento in cui mi trovo. Per esempio, se ho appena lavorato ad una grande produzione americana, ho sicuramente voglia di partecipare ad un piccolo film indipendente che sia il più pericoloso e complicato possibile. Se invece è da molto tempo che lavoro nel cinema indipendente, allora non vedo l'ora di tornare ad Hollywood.

A proposito di grandi produzioni, hai anche lavorato in una serie TV, River.

È l'avventura più divertente che io abbia mai intrapreso in TV, in più è scritta da Abi Morgan che è un'autrice fantastica. Avevo sempre cercato di evitare le serie TV crime, perché non sono per niente capace di recitare le battute di quel genere come: "scaricate subito il video da quelle telecamere di sorveglianza!" (imita la voce tipica del poliziotto, ndr.) ma Abi mi ha mandato la sceneggiatura del primo episodio e ci ho visto tanto altro, è una storia d'amore, parla dell'elaborazione del lutto ed è una bellissima storia, dovreste vederlo tutti. È una miniserie in 6 episodi e la trovate su Netflix.

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Dei centinaia di progetti a cui hai partecipato, tra film e serie TV, qual è il migliore?

Credo Jim & Piraterna Blom (Jim and the Pirates) di Hans Alfredson. River è tra le migliori cose che ho fatto.

Com'è stato stare sul set in Mamma Mia! Ci risiamo?

È stato bellissimo incontrare la vecchia gang dopo 10 anni ed è stato come se non ci fossimo mai lasciati. Ci siamo divertiti molto nel fare il primo ed abbiamo continuato a divertirci anche in questo. Spero che la cosa contagi anche il pubblico. Mi vedrete danzare ma credo che abbiano tagliato tutte le scene in cui canto, lasceranno spazio a cantanti più bravi e più giovani di me.

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In America stanno anche lavorando al remake di In ordine di sparizione.

Si, il regista Hans Petter Moland sta rifacendo lo stesso film lì ma con Liam Neeson nella mia parte. Liam mi piace molto, è una persona adorabile.

Avresti rifatto il film in inglese?

Non credo, il film l'ho fatto una volta e mi basta così.

Le accuse a Lars von Trier, lo scandalo molestie e il #Metoo

The Nymphomaniac: Lars von Trier in una foto promozionale del film

Che ne pensi del movimento #MeToo e lo scandalo molestie? Anche Lars Von Trier è stato accusato.

Lars Von Trier un molestatore? Mi è difficile crederci. Mi chiedono spesso cosa penso del #MeToo, credo sia una cosa buona che le persone siano finalmente libere di parlare e che la verità stia finalmente venendo a galla ma credo anche che, in un momento come questo, dove la democrazia nei paesi occidentali si sta indebolendo sempre più a favore di governi autocratici come in Olanda, Ungheria, Turchia o USA, sia molto importante proteggere i diritti umani fondamentali come stabiliti dalle Nazioni Unite: Sei innocente fino ad un processo che prova il contrario, hai il diritto di sapere per cosa sei accusato, hai il diritto di difenderti e la punizione dovrebbe essere proporzionata al reato. Non importa quanto sia importante il movimento, non si possono dimenticare questi diritti. Quello che succede in ogni rivoluzione che inizia per una buona causa è che si inizia a tagliare la testa al Re, poi si passa alla nobiltà e poi ancora alla borghesia fino ad attaccare quelli che erano dalla parte sbagliata o chi si sospetta non supportino la causa e si arriva al caos. Bisogna stare attenti e devo dire che in questa situazione la stampa è stata veramente criminale, alimentandosi per sei mesi di fama e sesso. Ti chiamano e vogliono una dichiarazione. Se dici di non volerla fare, allora sei contro il movimento, se cerchi di essere meno estremo e riflettere su tutte le possibili sfumature, allora finisci nella stessa trappola in cui è caduto Matt Damon.

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Cafe Society: Woody Allen e Blake Lively in conferenza stampa

Ingmar Bergman ha probabilmente rovinato ancor più vite di quante ne abbia rovinate Harvey Weinstein

E di quello che è accaduto a Woody Allen?

È giusto impedire a qualcuno di esercitare la sua professione? Non lo so. Forse ci sarebbe voluta un altro tipo di punizione e comunque ci dovrebbero essere delle pene diverse tra chi ha commesso uno stupro e chi è colpevole di un inappropriato approccio sessuale. Ingmar Bergman ha probabilmente rovinato ancor più vite di quante ne abbia rovinate Harvey Weinstein ma io continuo ad essere felice che abbia avuto la possibilità di dirigere quei film. Bisogna stare attenti a non cadere nella dicotomia buoni e cattivi, perché nella vita come nel mondo dello spettacolo e perfino nella politica, non è facile trovare esempi di pura moralità. Roosevelt e persino Kennedy non sarebbero stati mai presidenti mentre Hitler probabilmente lo avrebbero eletto comunque perché era vegetariano e molto ligio al dovere.

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