Eli Roth ci racconta Ice Cream Man: "Tra Morricone, Snoop Dogg e la paura primordiale dei padri"

Eli Roth ci parla del suo Ice Cream Man: dalla genesi dell'idea splatter al contributo di Snoop Dogg e Ennio Morricone. Al cinema dal 29 ottobre con Midnight Factory.

Un'immagine di Ice Cream Man
INTERVISTA di — 15/10/2026

Un furgoncino dei gelati, una melodia rassicurante e una scia di sangue che travolge l'innocenza della provincia americana. A vent'anni dalle atmosfere disturbanti di Cabin Fever e Hostel, Eli Roth torna alle sue radici più estreme e senza compromessi con Ice Cream Man, al cinema dal 29 Ottobre con Midnight Factory. Il maestro del body horror ci porta dietro le quinte di quello che lui stesso definisce "il suo film più violento, ma anche il più divertente".

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Una scena di Ice Cream Man

Una chiacchierata a tutto tondo in cui il regista ci svela come l'incredibile successo al botteghino di Terrifier 3 abbia finalmente sbloccato un progetto ritenuto per anni "troppo folle" per il grande schermo. Dalla gestione sul set di un cast di bambini assassini fino alle paure primordiali dei genitori, Roth ci racconta la genesi di un incubo pop, impreziosito da inaspettate collaborazioni con Snoop Dogg e devoti omaggi ai maestri Dario Argento ed Ennio Morricone.

La genesi: 20 anni d'attesa e l'eredità di Terrifier 3

Ma come nasce l'idea di una minaccia di questo tipo? "Ho avuto questa idea oltre 20 anni fa. Era durante la promozione di Cabin Fever, d'estate: vidi un camioncino dei gelati, i bambini che gli correvano dietro e la musica in sottofondo. Mi ha fatto pensare a quando ero bambino d'estate, quando giochi con gli amici e passa quel camioncino: gli corri dietro, vai da tua madre a farti dare i soldi. In Italia è diverso con il gelato, perché avete gelaterie ovunque, ma in America si andava al negozio di dolciumi, al supermercato o, nei quartieri residenziali, passava il camioncino dei gelati; tutti uscivano di corsa ed era un evento. Il gelato ha sempre un sapore migliore preso dal camioncino. Così ho pensato: e se quella musica ti attivasse per uccidere, come un programma MKUltra? E se il gelataio... noi ci fidiamo di loro. Li vediamo, gli corriamo incontro e mangiamo il gelato, ma se mettessero qualcosa nel gelato che attiva i bambini a uccidere nel cuore della notte?"

Raccontato così è già di per sé un incubo che non poteva che evocare immagini potenti in un autore come Eli Roth: "Avevo in mente l'immagine del camioncino che passa, i bambini che si svegliano e uccidono i genitori. Poi ne mangiano ancora, diventano più forti, uccidono gli insegnanti, poi gli altri adulti, finché l'intera città viene invasa dai bambini e nessuno può fare nulla perché sono ragazzini e nessuno li fermerà. Ho scritto una prima stesura con il mio amico Noah Belson, ma per anni la gente mi diceva 'È troppo folle, non puoi farlo, è troppo violento'. Poi, dopo Terrifier 3, vedendo il successo di quel film al cinema con quel livello di violenza e dopo aver fondato la mia società, The Horror Section, ho capito che era giunto il momento. È il mio decimo film, volevo tornare a ciò che amo, alle mie radici di Cabin Fever, Hostel, The Green Inferno: senza compromessi, hardcore. È il film più violento che abbia mai fatto, ma penso sia anche il più divertente."

Tra Ennio Morricone, Dario Argento e Snoop Dogg: La colonna sonora

Siamo arrivati alla nostra intervista ancora con la canzone finale in testa e non potevamo non chiedere qualcosa riguardo la musica al regista di Ice Cream Man: "Quando stavo montando il film" ci ha detto, "pensavo alla colonna sonora di Ma come si può uccidere un bambino?. Ho visto quel film e mi aveva persino fermato dal realizzare Ice Cream Man 20 anni fa, perché pensavo 'È un capolavoro, non riusciremo mai a fare di meglio'. Poi ho pensato che potevo comunque fare la mia versione di questo tipo di storia, anche se la vera ispirazione è stata Gli Uccelli. C'era quella canzone usata ne Gli Uccelli, Risselty Rosselty, nella scena in cui Tippi Hedren fuma... l'ho usata, è un brano di pubblico dominio, ho riscritto il testo e inciso una nuova versione cantata da bambini. Abbiamo fatto una parodia de Gli Uccelli con i bambini nel parco giochi."

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Ice Cream Man: I bambini in una scena

Non è stata però l'unica ispirazione per le canzoni del film: "Ho preso la musica da Gli Uccelli, ma anche Ennio Morricone da L'uccello dalle piume di cristallo... quel motivetto 'la la la'. Quella voce in falsetto è così infantile e innocente, e ovviamente Dario Argento è uno dei miei eroi di sempre. Durante il montaggio abbiamo tagliato la scena su quel brano ed era così perfetta che io e il compositore ci siamo detti che non avremmo mai fatto di meglio. Abbiamo scritto alla famiglia Morricone e ci hanno generosamente concesso di usarla. Io e Brandon Roberts ci siamo divertiti a creare una colonna sonora con sonorità infantili, e poi Snoop Dogg ci ha dato questi brani. Snoop ha curato la musica dell'attacco al parco giochi, la chitarra da quando lasciano l'auto della polizia a quando corrono in chiesa; mi ha dato una traccia fantastica e poi ha voluto incidere il brano 'You Scream, I Scream, We Scream Ice Cream'. È qualcosa di fresco e divertente, l'ho adorato. È fantastico quando tutto si incastra. La musica è da sempre la mia parte preferita del processo di regia."

Come dirigere piccoli mostri: Il metodo Eli Roth con i baby attori

La musica però sorregge un'impalcatura di violenta fatta da tanti piccoli mostri. È stato difficile scegliere gli interpreti per i piccoli interpreti? E come è stato lavorare con loro? "I bambini sono stati fantastici! Adoravano fare i mostri, guardano tutti The Walking Dead. Per loro era come unire Natale e Halloween ogni giorno. Una volta messo il trucco, non c'era nemmeno bisogno di dirigerli. La protagonista, Charlie Storey, che interpreta Piper, ha già lavorato con me cinque volte: nello show Urban Legend, in A Ghost Ruined My Life, nel finto trailer Don't Go in That House Bitch dove fa la giovane esploratrice che viene decapitata, e poi in Thanksgiving, dove le spruzzavamo sangue addosso mentre gridava 'Nonno!'. Conosco i genitori, ho lavorato con la sorella... amano l'horror e sono dolcissimi. Ho pensato che Charlie sarebbe stata perfetta per Piper, e mi ha mostrato questo sguardo fisso su cui aveva lavorato tantissimo. Carina Battrick, che interpreta Marcella, aveva questo sguardo glaciale... Durante i provini capisci subito quando un'attrice non va bene per un ruolo ma è perfetta per un altro."

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La piccola protagonista di Ice Cream Man
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Non è però l'unica piccola attrice del film: "Poi i giovani protagonisti, Kyriie Mairs, Charlie Zeltzer, Shilo O'Reilly, sono stati incredibili, sono attori seri. Ho chiesto loro: 'Volete che vi diriga come bambini o come adulti?'. Hanno risposto: 'No, dirigici come adulti'. Gli ho detto: 'Ok, vi dirigerò nello stesso modo in cui ho diretto Ana de Armas o Cate Blanchett'. Hanno adorato questo approccio. Sono stato animatore nei campi estivi per tre estati e ho imparato che i bambini amano essere trattati da adulti. Anch'io ero un bambino molto precoce e mi infastidivo se mi parlavano 'da piccolo'."

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Gli inquietanti bambini del film di Eli Roth

E quanto al dirigerli, non sarebbe potuto essere più semplice: "si stavano semplicemente divertendo. In una scena stile gioco dell'Allegro Chirurgo, in cui i bambini estraggono le viscere da una ragazza, una bimba di 6 anni continuava a guardare in macchina. Le ho detto di pensare alla scena come se fosse affascinante. Sua madre, presente sul set, mi fa: 'Mio marito è uno chef italiano'. Allora le ho detto: 'Immagina che questi siano gli spaghetti del venerdì sera cucinati da tuo papà, i più deliziosi al mondo'. Al ciak successivo ha fatto un'espressione perfetta! Si tratta solo di trovare il giusto modo per farli immedesimare."

L'Ice Cream Man come figura rassicurante e l'angoscia dei genitori

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Il gelataio protagonista in una scena

È intrigante anche il look dell'Ice Cream Man, come lo ha immaginato? "Pensavo all'artista Norman Rockwell e al Saturday Evening Post. È una miscela tra i cartoni del sabato mattina e il Saturday Evening Post. Mi piaceva l'idea di questo aspetto classico, molto rassicurante, quasi come il lattaio o il classico gelataio di una volta. Non l'ho mai immaginato con un aspetto malvagio o inquietante: è sorridente, amichevole, felice di portare gioia e di dare ai bambini il potere di uccidere gli adulti, è il giorno più bello della sua vita! È dolce, affidabile. Ari Millen, che lo interpreta, è un attore brillante e meticoloso già visto in Orphan Black. Ogni movimento, i baffi, gli sguardi, il sorriso: tutto era studiato nei dettagli. Ha preso un personaggio senza linee di dialogo e ne ha fatto qualcosa di straordinario."

Ci sarà un sequel per Ice Cream Man?

Andando oltre l'Ice Cream Man, ci sono altre figure che si prestano a un adattamento horror e che gli piacerebbe trasformare in un incubo? "Sì, ma credo ci sia qualcosa di molto specifico nella figura del gelataio: entra nel tuo quartiere, i bambini gli corrono incontro e ci si fida di lui. Il film parla molto della prospettiva dei genitori. Per me, che sono padre di una bambina bellissima, c'è questa sensazione di non poter proteggere i propri figli a prescindere da tutto. Non importa cosa insegniamo loro: qualcosa può arrivare nel quartiere, insinuarsi nella loro mente e rivoltarli contro di te. È una paura primordiale."

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Un'immagine suggestiva del film di Eli Roth

E quindi c'è possibilità di vederlo ancora in futuri progetti? Può diventare un franchise? "Dipende interamente dal pubblico. Se le persone andranno al cinema a vederlo, mi piacerebbe molto continuare la storia. Se non lo vedrà nessuno, allora sarà la fine dell'Ice Cream Man. Ma sono fiducioso, amo questo universo narrativo: lo abbiamo concepito in modo da poterlo espandere e proseguire."

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