Ice Cream Man: dalle filastrocche al terrore. Perché le icone dell'infanzia diventano i migliori mostri horror

Dal gelataio di Eli Roth, al cinema dal 29 ottobre con Midnight Factory, alle bambole killer, dai clown assetati di sangue alle fiabe da brivido, l'horror si appropria da decenni dei simboli dell'infanzia per turbare i nostri sonni. Scopriamo insieme perché.

Il gelataio di Ice Cream Man di Eli Roth

Preannunciato da un allegro motivetto, un camioncino bianco e azzurro avanza placidamente lungo la via tra due ali di case color pastello. Il suono vivace del furgoncino dei gelati ha accompagnato la nostra infanzia e anche quella dei ragazzini di Bayleen Bay, cittadina fictional in cui si consumano gli orrori di Ice Cream Man, nuova fatica di Eli Roth, al cinema dal 29 ottobre con Midnight Factory.

Nella visione giocosamente truculenta del regista americano un gelataio baffuto e impomatato con le fattezze di un giovane Clark Gable trasforma i ragazzini in zombie assetati di sangue. Ad "attivarli" sono proprio le note cristalline della melodia.

I ragazzi che giocano sul prato, il sole, le mamme che chiacchierano amabilmente nella placidità del tardo pomeriggio. Tutto così familiare, visto e rivisto centinaia di volte, ma basta la percezione di un qualcosa che risulta fuori posto suggerita dall'abile regia di Roth a instillare nello spettatore un terrore crescente.
Lo stesso terrore generato dalla nenia cantata da Maria Grazia Fontana in Profondo rosso, che anticipa puntualmente ogni omicidio.

L'infanzia, che dovrebbe essere l'età spensierata per eccellenza, si rivela un groviglio di traumi e turbe psichiche da far invidia a Freud. Materia fertile per i maestri del terrore, che trasformano icone della fanciullezza in entità minacciose pronte a turbare i nostri sonni. Nelle loro mani la dolcezza del gelato lascia il posto al sapore metallico del sangue e i rassicuranti simboli dell'età verde danno vita a minacce raccapriccianti.
Scopriamo insieme perché la corruzione dei nostri ricordi più dolci funziona così bene sul grande e piccolo schermo.

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Una scena inquietante di Ice Cream Man

In principio era il clown

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IT: Chapter 2, una scena del film con Bill Skarsgård

Nel 1986 Stephen King intuisce il potenziale orrorifico dei clown costruendovi intorno una massiccia epopea adolescenziale in cui un gruppo di ragazzini si trova a combattere un pagliaccio demoniaco - simbolo del male che infesta la cittadina di provincia americana (di nuovo!) in cui la storia di It è ambientata - e la cecità degli adulti.
Nel concepire il suo Pennywise dal volto bianchiccio, dal sorriso dipinto e dallo sguardo demoniaco, il Re del Brivido non poteva non aver presente la carriera criminale di John Wayne Gacy che, negli anni '70, torturò e uccise 33 giovani uomini, alternando l'attività di serial killer con quella di intrattenitore di bambini alle festicciole col nomignolo di Pogo il Clown.

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Art the Clown, la sanguinaria star di Terrifier

Grazie alla potenza della sua scrittura, Stephen King ha trasformato Pennywise nel simbolo del male assoluto inaugurando una lunga serie di clown mostruosi. D'altronde, ben prima del romanziere del Maine, Bob Kane aveva dato fattezze da pagliaccio all'eterna nemesi di Batman, quel Joker che semina il panico a Gotham City col suo esercito di clown impazziti.

Il cinema ha saccheggiato questo immaginario a più riprese mettendo alla prova l'istrionismo di interpreti quali Jack Nicholson, Heath Ledger, Jared Leto e Joaquin Phoenix in una gara ideale di follia iconoclasta. Più di recente, il regista underground Damien Leone ha reciso ogni legame col mondo dell'infanzia con la saga di Terrifier, dominata da un clown sadico e nichilista di nome Art.

Tra circo e luna park: benvenuti nel regno del grottesco

Ma qual è il luogo per eccellenza deputato allo spettacolo dei clown? Il circo, ovviamente, oggetto del desiderio di ogni bambino.
Fin dal rituale dell'ingresso nel tendone buio, attraversamento di una soglia fisica e simbolica che permette di accedere a un mondo altro (come la sala cinematografica), il circo coi suoi domatori di leoni, con le ballerine in equilibrio sul filo e con le strane creature che lo popolano contiene promesse di divertimento infinito.

Ma la sua stessa natura può trasformarlo in un trappola mortale e lo stesso vale per la sua declinazione en plein air, il luna park. Se Tim Burton e Guillermo del Toro hanno colto l'animo poetico del circo, molti altri cineasti ne hanno sviluppato le potenzialità orrorifiche.

Killer Clowns
I clown alieni di Killer Klowns from Other Space

Dal Tod Browning di Freaks al cult Hammer La regina dei vampiri (in originale Vampire Circus) passando per lo sgangherato Killer Klowns from Outer Space, dove un'astronave a forma di tendone da circo atterra nella cittadina di Crescent Cove seminando clown alieni che avvolgono gli umani in bozzoli di zucchero filato per poi succhiarne il sangue con le cannucce, il "più grande spettacolo del mondo" svela tutta la sua negatività. Per non parlare del luna park, il cui scopo primario è spaventare i visitatori con attrazioni mozzafiato. Ovvio che Tobe Hooper col suo tunnel dell'orrore o Rob Zombie col sadico Murder World abbiano gioco facile, come dimostra anche la vertiginosa sequenza iniziale di Final Destination 3.

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Chi ha paura di giocare con le bambole?

Annabelle: Annabelle, la bambola malefica, in una scena dell'horror
La raccapricciante Annabelle

Le bambole da brivido del succitato Profondo Rosso ci forniscono la misura di come il giocattolo per eccellenza, feticcio di ogni bambina e anche di molti maschietti, sia in grado di sprigionare una tale dose di malvagità.
L'amico dei più piccoli, mini-me in plastica o ceramica e nylon su cui il bambino proietta affetto, complicità, giochi e desiderio di protezione, può acquistare vita autonoma e sviluppare intenzioni maligne.

E così la cameretta dei bambini, rifugio per eccellenza dai pensieri cattivi, si trasforma nel luogo della carneficina. Ne sanno qualcosa i proprietari dell'irriverente Chucky, bambolotto 'Tipo bello' dai capelli rossi e dal ghigno satanico in cui finisce accidentalmente l'anima del serial killer di Chicago Charles Lee Ray, dando vita alla saga de La bambola assassina che comprende otto film e una serie tv.

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I pupazzi animatronici di Five Nights at Freddy's

Più di recente a turbare i sonni ci ha pensato Annabelle, l'inquietante bambola di porcellana del franchise di The Conjuring. Meno mobile di Chucky, ma altrettanto malefica, la bambola con le trecce capace di catalizzare ogni male ha una trilogia tutta sua che ha visto scendere in campo nomi illustri come James Wan e Peter Safran.
Una menzione, a cavallo tra cinema e videogiochi, se la meritano anche i pupazzi animatronici di Five Nights at Freddy's, che avevano il compito di sollazzare i piccoli clienti di Freddy Fazbear's Pizza negli '80 e che oggi sono posseduti dalle anime di cinque bambini uccisi nella pizzeria. Se non è un cortocircuito da brividi questo.

C'era una volta... l'orrore

The Ugly Stepsister Lea Myren In Una Scena Del Film
Una scena disturbante di The Ugly Stepsister

L'ultimo trend del cinema 'da paura'? Rileggere in chiave horror fiabe e miti dell'infanzia. Da Topolino a Cenerentola, da Bambi a Braccio di Ferro, nessuno si salva da questo revisionismo folle che ha contagiato il mondo dei B-movie.
A inaugurare il Twisted Childhood Universe è stata una versione slasher di Winnie the Pooh costata appena 50.000 dollari che ha lanciato la Jagged Edge Productions, spingendo la compagnia a ripetere il fortunato modello con Peter Pan, Pinocchio e chi più ne ha più ne metta.

Più raffinata, anche se ad altissimo tasso di raccapriccio, la rilettura gore di Cenerentola in chiave protofemminista diretta dalla norvegese Emilie Blichfeldt. Un body horror contro la schiavitù dell'apparenza, The Ugly Stepsister denuncia le sofferenze a cui il corpo femminile viene sottoposto per piacere agli uomini non senza una vena di sadica ironia.

D'altronde le stesse novelle dei fratelli Grimm, parabole morali che affondavano le radici nel folclore medievale, erano cupe, violente e niente affatto rassicuranti. Perché prima di farci sognare, le fiabe sono nate proprio per insegnarci ad aver paura del buio.

Ice Cream Man sarà al cinema dal 29 ottobre con Midnight Factory.

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