Doctor Sleep, la recensione: faccia a faccia con Shining

La recensione di Doctor Sleep, film di Mike Flanagan tratto dal romanzo di Stephen King, sequel di Shining con Ewan McGregor e Rebecca Ferguson: l'orrore ritorna.

RECENSIONE di 31/10/2019
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Doctor Sleep: una scena del film con Ewan McGregor

Una recensione di Doctor Sleep può solo tentare di restituire la ricchezza del film, adattamento del romanzo di Stephen King. Trentasei anni dopo Shining, il Re del Brivido è tornato a rivisitare quel mondo per esplorarne gli aspetti che più gli stavano a cuore. Ci sono voluti altri sei anni prima che il libro, lungo 531 pagine, prendesse la via dello schermo. Mike Flanagan, rivelazione dell'horror contemporaneo, si è avvicinato col massimo rispetto al nuovo romanzo traducendolo in un film che rende giustizia al genio creativo dell'autore del Maine e al suo sentire, celebrando al tempo stesso l'opera di Stanley Kubrick.

Tanto Shining è cerebrale e geometrico, quanto il sequel si sbilancia sul piano emotivo con l'intento di abbracciare mondi, personaggi e orrori diversi con slancio empatico. Mike Flanagan non teme il paragone con l'originale, anzi, ne ingloba gli elementi chiave in un omaggio appassionato (e raccapricciante).

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Ritorno all'Overlook Hotel

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Doctor Sleep: una scena del film con Rebecca Ferguson

Doctor Sleep torna a far visita a Danny Torrance, ormai adulto. Il bambino di Redrum che vede i morti e ha un amico immaginario di nome Tony si è trasformato in un adulto cinico e sofferente, che affoga nell'alcool i traumatici ricordi d'infanzia "appannando" a poco a poco la sua Luccicanza. Dopo aver toccato il fondo, il vagabondo Danny, che ora si fa chiamare Dan, decide di disintossicarsi. Una volta sobrio, viene contattato telepaticamente da una bambina di nome Abra Stone che possiede i suoi stessi poteri, ma amplificati. Abra è in grado di percepire l'esistenza di un gruppo di oscuri personaggi, guidati dalla malefica Rose Cilindro, che si nutrono della Luccicanza degli innocenti per raggiungere l'immortalità. Dan e Abra uniranno le forze in uno scontro epico tra bene e male, con implicazioni imprevedibili per lo stesso Dan.

Dal romanzo al film

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Doctor Sleep: Kyliegh Curran in una scena del film

Partiamo dal presupposto che Shining non necessitava di un seguito. Il film di Stanley Kubrick è un'opera iconica, uno dei lavori del maestro della regia che più è rimasto impresso nella memoria collettiva ed è ritenuto uno degli horror più spaventosi della storia del cinema. La storia, autoconclusiva, si interrompe nel cortile innevato dell'isolato Overloook Hotel, sui monti del Colorado. Mike Flanagan accetta l'improbo compito di ripartire proprio da lì raccogliendo una sfida insidiosa. Contro ogni previsione, il risultato è positivo. Doctor Sleep funziona nonostante la durata monstre di 151 minuti e, cosa più importante, a tratti riesce a far paura.

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Doctor Sleep: una sequenza del film

Fin dall'incipit, Doctor Sleep denuncia la volontà di Mike Flanagan di accostarsi all'opera di Stephen King con un adattamento piuttosto fedele. Il film si apre e si chiude con una struttura ciclica in cui l'universo di Shining viene rievocato con dovizia di dettagli e qualche gustoso easter egg disseminato qua e là. Al di là della presenza di numerosi personaggi vecchi e nuovi, Doctor Sleep è emanazione diretta di Dan Torrance e il personaggio, interpretato da Ewan McGregor, è il cuore pulsante della pellicola. L'alcolismo in cui Dan è caduto è l'unico modo che l'uomo conosce per far risuonare dentro di sé l'eredità paterna, ma è anche riflesso delle dipendenze più volte dichiarate da Stephen King negli anni '80.

L'orrore che funziona

E il 1980, anno di Shining, così come l'infausta stanza 237 dell'Overlook Hotel, ricompaiono in Doctor Sleep creando una continuità tra passato e presente. A garantire l'unità del racconto ci pensa la presenza di Ewan McGregor, che si accosta con serietà e dedizione al personaggio di Dan Torrance. Risulta più complicato empatizzare con la piccola Abra Stone (Kyliegh Curran), che persegue la linea del distacco emotivo perfino nei momenti più drammatici. Non aiuta il doppiaggio italiano del personaggio, assai poco convincente. Tra i nuovi arrivi la figura più intrigante è senza dubbio quella di Rose Cilindro (Rebecca Ferguson), seducente nemesi non tanto di Abra quanto dello stesso Dan, come confermerà il finale. Questa dicotomia tra bene e male, tra luce e tenebre, si stempera in un contesto in cui lo stesso Danny risulta essere non un eroe, ma un uomo capace di sacrificarsi accettando il coinvolgimento in una situazione da cui vorrebbe fuggire. Esempio perfetto della filosofia kinghiana di cui Doctor Sleep è intriso.

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Doctor Sleep: Violet McGraw in una scena del film

Mike Flanagan procede con mano sicura, mettendo ordine nella mole di spunti narrativi e subplot. Il suo spirito pratico lo aiuta a evitare passi falsi, perfino nei momenti narrativamente più deboli. Il regista si concede qualche tocco genuinamente raccapricciante solo nelle sequenze horror vere e proprie, ma tutto il film è avvolto in un'atmosfera cupa che riproduce il sentire del suo protagonista. Il tuffo al cuore per lo spettatore arriva però con la ricomparsa - nell'ultima parte - dell'Overlook Hotel. Rivedere l'enorme hall, i corridoi tappezzati con motivi geometrici e colori caldi, il bar bianchissimo e luminoso suscita emozioni intense. Sensazione che si amplifica ulteriormente nello scoprire che la presenza della location non è un semplice omaggio, ma ha una funzione narrativa essenziale. Doctor Sleep si dimostra capace di restituire l'universo di Stephen King preservando, al tempo stesso, un'identità personale. Barcamenandosi tra passato, presente e futuro, il film è un regalo ai fan di vecchia e nuova data. Lungi dall'essere perfetto, rimane comunque un film ricco, denso e ben girato, tutto da scoprire.

Conclusioni

Come sottolinea la nostra recensione di Doctor Sleep, Mike Flanagan vince la sfida imposta dal materiale realizzando un adattamento da Stephen King fedele e al tempo stesso personale. Tanti i temi e i personaggi che si intrecciano in un sequel capace di omaggiare il predecessore Shining proponendo nuovi orrori. Ewan McGregor si accosta con dedizione e serietà al ruolo di Danny Torrance adulto, figura chiave di un'opera imperfetta, ma capace incutere terrore.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • La ricchezza della letteratura kinghiana si riversa sul grande schermo grazie alla regia sicura di Mike Flanagan.
  • Nonostante la lunga durata, il film è avvincente e ricco di suspence.
  • Non mancano momento davvero raccapriccianti.
  • L'omaggio a Shining si concretizza in un finale emozionante...

Cosa non va

  • ...la smania citazionista rischia a tratti di sbilanciare il tono dell'originale.
  • Non tutti i personaggi sono sviluppati allo stesso livello.