Dietland

2018

Dietland: chi ha paura della rivoluzione femminista?

Tratto dal corrosivo e paradossale romanzo omonimo di Sarai Walker, il nuovo show di Marti Noxon evoca, con toni satirici ma bellicosi, una rivoluzione necessaria il cui campo di battaglia sono il corpo e l'immagine femminile.

Una cultura fissata con la magrezza femminile non rappresenta un'ossessione per la bellezza femminile, bensì per l'obbedienza femminile. La dieta è il più potente sedativo politico della storia delle donne: una popolazione placidamente folle è più facile da gestire (Naomi Wolf - Il mito della bellezza)

Lo scorso anno abbiamo parlato del suo esordio alla regia di un lungometraggio con Fino all'osso, accolto positivamente dalla critica; oggi, in attesa dell'allettante miniserie Sharp Objects che debutterà su HBO il prossimo 8 luglio, seguiamo il viaggio di Marti Noxon nello stesso territorio, quello dell'immagine, del disagio e dell'oppressione femminile, con modalità narrative ed espressive agli antipodi rispetto al film realizzato con Netflix e interpretato da Lily Collins.

Dietland: Julianna Margulies in una scena

Instancabile produttrice e sceneggiatrice televisiva che mosse i primi passi al fianco di Joss Whedon con Buffy - L'ammazzavampiri e Angel, e che in seguito ha creato show brillanti come UnReal e Girlfriends' Guide to Divorce, Noxon abbraccia un romanzo discusso e corrosivo, Dietland di Sarai Walker che, partendo dall'esperienza di una "donna invisibile", una ragazza sovrappeso che aspetta il successo della sua ennesima dieta - e dell'imminente intervento di bypass gastrico - per iniziare veramente a vivere, per raccontare come il mito della bellezza e della magrezza è stato utilizzato da una società patriarcale e consumista per controllare le donne, il loro ruolo sociale, politico ed economico.

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Dietland: Julianna Margulies nel pilot della serie

La dittatura della bilancia

Dietland: una scena con Julianna Margulies

Quello del sovrappeso di Plum Kettle (interpretata dalla strepitosa Joy Nash) naturalmente è solo una manifestazione del problema: una cultura tossica, pervasiva ed endemica ha mille modi per colpire le donne nella loro autostima, e se non siamo tutte ugualmente vulnerabili per indole e vissuto, è vero che per decenni il sistema teorizzato da Naomi Wolf nel suo classico Il mito della bellezza ha agito e funzionato. Per fortuna le "ribelli" ci sono sempre state: c'è un momento, nella prima parte dell'episodio inaugurale di Dietland, che mette in scena un incontro Weight Watchers a cui Plum partecipa docilmente perché i medici le chiedono - oltre a una barca di soldi - di perdere una decina di chili prima del suo intervento, e qui cui irrompe una magnifica rarità: una donna grassa, sfacciatamente grassa, che si piace, e che scopa. Ora l'originale ha un difficilmente traducibile "I get more hot dick than I can handle", quindi concedeteci il turpiloquio.

Dietland: una scena del pilot

Questa nostra eroina senza nome, sentendosi giudicata, compatita, guardata dall'alto in basso, va per la sua strada senza rimpianti, ma per Plum il viaggio verso la liberazione dalla schiavitù a cui è condannata per la sua impossibilità a uniformarsi a standard estetici arbitrari e punitivi per la maggior parte dei fisici femminili è appena iniziato, e vedrà delle svolte sorprendenti.

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Si salvi chi può, arriva Jennifer

Dietland: Julianna Margulies nel pilot dello show

Accanto al percorso di Plum e delle donne che l'aiuteranno a capire che non solo il suo valore come persona prescinde dal responso della bilancia e passa per la piena espressione della sua vitalità, della sua intelligenza e della sua sensibilità, Dietland ha una sottotrama incandescente e misteriosa, destinata a intrecciarsi con il plot principale in un modo che non ci azzardiamo a prevedere. Ma forse non è nemmeno corretto parlarne come si una sottotrama; è una seconda anima, inquietante e piena di rabbia, che porta il nome di Jennifer: un'organizzazione terrorista e guerrigliera che rapisce e uccide uomini colpevoli di violenza e sfruttamento ai danni delle donne. Le atrocità compiute da Jennifer raggiungono a Plum attraverso report e cronache televisive (i media sono un elemento fondamentale e usato in maniera imprevedibile da Noxon)... almeno nelle primissime battute dello show.

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Dietland: un momento del pilot con Julianna Margulies

Dietland, a questo punto l'avrete capito, è uno show coraggioso e provocatorio, stilisticamente vulcanico e sfrontatamente militante, nonché diverso da qualsiasi cosa lo abbia preceduto. Non per niente Marti Noxon dichiara di aver voluto fare "un Fight Club per le donne", e se di fronte a questa affermazione vi vengono i sudori freddi invece dell'acquolina in bocca, forse farete meglio a fidarvi del vostro istinto e evitarvi un mal di stomaco. Dietland non è per tutti, anche se crediamo che basterebbe il fascino e la calda umanità della semi-esordiente Joy Nash a convincervi a fare un tratto di strada al fianco di Plum Kettle. Accanto a lei, una veterana pluripremiata come Julianna Margulies in un ruolo che sottolinea con amara ironia la sua abbacinante - e convenzionale - bellezza e la sua evidente magrezza. Dice Margulies della collega più giovane: "Joy è fantastica. Oltre a essere una donna bellissima, è senza paura. Sta bene nella sua pelle, e credo che cambierà il mondo per molte donne" Noi non possiamo far altro che incrociare le dita, spalmare la Nutella e, visto che abbiamo aperto il pezzo con Naomi Wolf, chiuderlo con Susan Faludi.

'Sei ancora arrabbiata come eri un tempo?' chiede Julia, la guerriera della resistenza contro i nazisti, a Lilian Hellman nel film biografico Giulia. 'Mi piace quella rabbia... non lasciare che nessuno la plachi a forza di parole' (Susan Faludi - Contrattacco. La guerra non dichiarata contro le donne)

Dietland: chi ha paura della rivoluzione...
Alessia Starace
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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