Chiara Ferragni - Unposted, la recensione del documentario: la vita (poco segreta) di un’influencer

La recensione di Chiara Ferragni - Unposted, documentario in anteprima a Venezia 76 dedicato alla vita della famosa influencer.

RECENSIONE di 04/09/2019
Chiara Ferragni Unposted
Chiara Ferragni - Unposted: Chiara Ferragni in una scena

Prima di cominciare questa recensione di Chiara Ferragni - Unposted, vi vogliamo assicurare che ci siamo approcciati alla visione di questo documentario su Chiara Ferragni, influencer di fama mondiale, a mente aperta, non dando peso alle polemiche che hanno seguito l'annuncio della sua presentazione a Venezia 76 nella sezione Sconfini.

Nel mondo di questo genere di prodotti, come in quello dei film ma in maniera chiaramente diversa, non esistono temi più nobili e più interessanti di altri, i documentari non devono necessariamente parlare un certo tipo di argomento, precludendosi il resto. Se trattato nella giusta prospettiva qualsiasi tema può risultare stimolante, può scatenare riflessioni e dibattito (pensate solo a Tickled, l'acclamato documentario di David Farrier dedicato al solletico).

Fatta questa doverosa premessa, una domanda sorge quindi spontanea: questo Chiara Ferragni - Unposted è stato per noi spunto di riflessioni? Ci ha raccontato qualcosa di nuovo, qualcosa che le pagine social di Chiara Ferragni non ci avessero già mostrato, più e più volte, nel corso del tempo? Purtroppo no. Il documentario dedicato alla sua vita e alla sua carriera di imprenditrice digitale altro non è, a nostro parere, che una versione estesa (e montata con cura) della sua pagina Instagram.

Non sta a noi giudicare il personaggio di Chiara Ferragni, sia chiaro, ma possiamo invece chiederci che senso abbia la scelta di fare un documentario che più che raccontarci a tutto tondo la sua vita, soffermandosi magari anche quegli alti bassi che la rendono un po' più vicina alle nostre, decide di riproporre in maniera (non sempre) più approfondita ciò che lei stessa ci aveva già fatto vedere attraverso i social. Le difficoltà e i lati oscuri ci sono, lo sappiamo, ma vengono spesso solo sfiorati e lasciati in sospeso per poi tornare a mostrarci quel mondo patinato e perfetto che già conoscevamo.

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Pochi spunti di riflessione

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Chiara Ferragni - Unposted: Chiara Ferragni in un'immagine del documentario

Dal punto di vista formale Chiara Ferragni - Unposted, diretto da Elisa Amoruso, sceglie di non seguire una struttura schematica e precisa, ma anzi procede introducendo alcuni temi che vengono riproposti a più riprese nel corso del documentario.

Ciò che ci viene mostrato sono diversi momenti della vita della sua protagonista - passando dalle riunioni lavorative, alla preparazione di serate importanti fino alla preparazione del matrimonio con Fedez - inframezzati da una parte da una serie di riflessioni fatte da lei e da chi la conosce e, dall'altra, da numerosissimi (forse anche troppi) filmati amatoriali della sua infanzia.

La narrazione si sofferma esclusivamente su una rosa di argomenti: su come Chiara sia riuscita a "costruirsi" una professione con le sue sole forze, su come i social abbiano cambiato il mondo della moda e come lei sia in parte responsabile di questa trasformazione e, infine, su come sia stata capace di realizzarsi anche del punto di vista personale e familiare.

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Chiara Ferragni - Unposted: una scena con Chiara Ferragni

L'impressione che si ha, proseguendp nella visione, è che ci potrebbero essere degli spunti senza dubbio adatti a riflessioni più approfondite ed interessanti, da come Chiara gestisce le critiche negative e gli haters a come, sempre per esempio, la continua presenza dei social possa influenzare i rapporti con le persone che le sono vicine.

Molto spesso quello che appare sullo schermo da l'idea di essere stato pianificato per mostrare una determinata immagine, sorvolando su certi aspetti forse non consoni ad un certo tipo di narrazione. Quando vediamo Chiara al lavoro per esempio, durante alcune riunioni con i suoi collaboratori o nella sede di The Blond Salad, il tutto dà l'impressione di essere un po' troppo patinato e costruito: sarebbe stato interessante scoprire che cosa comporta lavorare in un ambiente così competitivo ed elitario, che tipo di difficoltà si incontrano, lo stress e frustrazioni che può causare.

Anche la grande rivelazione del documentario, ovvero il perché si siano rovinati i rapporti con l'ex fidanzato e collaboratore di lunga data Riccardo Pozzoli, viene messa da parte velocemente, minimizzando al massimo l'influenza che determinate circostanze possano aver avuto sulla sua vita.

Un documentario per un pubblico specifico

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Chiara Ferragni - Unposted: Elisa Amoruso e Chiara Ferragni in un'immagine

Tirando le somme di quanto detto fino ad ora, Chiara Ferragni - Unposted sembra essere stato pensato e creato per un pubblico ben specifico: i fan della famosa influencer.

Quello che ci viene mostrato fallisce nel suscitare interesse, forse per la ripetitività e ridondanza di certi temi trattanti, anche in chi non conosce e segue Chiara, discostandosi quindi così da quello che dovrebbe essere l'obiettivo di ogni documentario: catturare, trattando tematiche che possono essere considerate "universali" per la prospettiva in cui vengono lette e trasmesse, l'attenzione di un pubblico il più ampio possibile.

Conclusioni

Concludendo questa recensione di Chiara Ferragni – Unposted non possiamo che ribadire come il documentario dedicato alla famosa influencer fallisca nel suscitare interesse in un pubblico vario, indirizzandosi forse un po’ troppo verso i fan di Chiara. Gli spunti adatti a riflessioni più approfondite e stimolanti ci sono, ma vengono solo sfiorati e lasciati in sospeso.

Movieplayer.it

2.0/5

Voto medio

1.1/5

Perché ci piace

  • I fan di Chiara apprezzeranno molti passaggi del documentario, soprattutto quelli dedicati alla sua infanzia.
  • Le sequenze in cui è presente anche Fedez sono spesso divertenti.

Cosa non va

  • La scarsità di spunti di riflessione offerti dal documentario.
  • Si parla tanto del mondo dei social ma se ne offre una visione completamente positiva, senza soffermarsi anche su quelli che potrebbero esserne i lati negativi.
  • Certi temi vengono ripetuti e ripetuti, rendendo la narrazione un po’ ridondante.