Chiara Celotto, intervista: “Claudio Bisio mi ha fatto il complimento più grande"

L'attrice napoletana racconta il lavoro con Claudio Bisio sul set di Uno sbirro in Appennino, l'approccio con la sua Amaranta, impulsiva e testarda, e i sogni per il futuro

Chiara Celotto interpreta Amaranta in Uno sbirro in Appennino

Nella carriera di Chiara Celotto ci sono delle ricorrenze particolari. Una è certamente quella di interpretare donne con nomi stranissimi: se in Vincenzo Malinconico era Alagia, Uno sbirro in Appennino l'ha addirittura ribattezzata Amaranta.

"Eppure nella vita reale io un'Amaranta l'ho conosciuta davvero" ci dice la giovane interprete partenopea quando la raggiungiamo a telefono per chiederle qualcosa in più su un personaggio tanto particolare.

L'altro elemento ricorrente della sua carriera è quello di lavorare sempre con nomi importanti del mondo dello spettacolo. Sul set di Uno sbirro in Appennino, per esempio, come collega si è ritrovata Claudio Bisio, che le ha detto qualcosa difficile da dimenticare: "Mi ha fatto un complimento grandissimo: ha detto che sono tra le poche persone che riescono a farlo ridere. E detto da lui!".

Il rapporto con Claudio Bisio sul set di Uno sbirro in Appennino

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Il legame che si sviluppa tra Amaranta Palomba il commissario Vasco Benassi (più di un mentore, una sorta di figura paterna) è il vero motore della fiction RAI. Un rapporto tra i personaggi che ha portato per forza di cose Chiara Celotto a lavorare fianco a fianco con uno dei pesi massimi dello spettacolo in Italia.

"Con lui c'è stato certamente un rapporto di grande stima reciproca" ci racconta l'attrice. "Sono rimasta colpita dall'umiltà e dalla dedizione con cui lavora sul set. Ogni giorno tra noi c'era una piccola riunione preliminare, mi ha sempre consultata prima di prendere qualunque decisione che riguardasse i personaggi. Quello di 'Uno sbirro in Appennino' è stato un set molto veloce, tante cose dovevamo prepararle prima: mi ha colpita tutto il lavoro che Bisio faceva per gestire al meglio la scena, come lui studiava il personaggio per capire con quale stato d'animo affrontare un certo momento particolare della storia".

Chi è veramente Amaranta Palomba secondo Chiara Celotto?

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Amaranta non è un personaggio facile da decifrare. E nemmeno da interpretare.
Giovane, determinata, ambiziosa: un descrizione che sfuma certamente i confini tra la co-protagonista della nuova fiction del giovedì sera di Rai 1, e la sua interprete, Chiara Celotto, napoletana, classe 1997, ormai lanciatissima nel panorama televisivo e cinematografico italiano.

Qualcosa però che inevitabilmente le divide c'è, e arriva quando si parla di emozioni, perchè, come Chiara ci racconta: "Amaranta non sa gestire quelle positive, quindi reagisce con rabbia. Allontana tutto ciò che c'è di bello nella sua vita e per questo agli altri appare lunatica, instabile".

Un personaggio non sempre accessibile anche per lei che ha dovuto interpretarlo: "Ci sono state scene difficili da girare proprio perchè a volte sembra che agisca senza una ragione, ma la motivazione di certi suoi atteggiamenti c'è semore, e io ho voluto e dovuto trovarla nella sua emotività complessa".

Col passare delle puntate, però, lo stiamo vedendo ogni giovedì (stasera andrà in onda su Rai 1 la terza puntata), anche Amaranta sta trovando, in quel piccolo borgo sull'Appennino emiliano, delle persone disposte a comprenderla e ad aiutarla. Primo fra tutti il suo mentore, quel Vasco Benassi interpretato da Claudio Bisio: "Sul lavoro ha una grande passione e anche in questo è molto simile a Benassi. Entrambi sono però anche più propensi a seguire il proprio istinto, cosa che spesso li porta a essere al di là delle regole".

Un dettaglio, poi, che restituisce concretezza al personaggio, rendendolo più credibile anche nelle scene d'azione: "Amaranta ha una guida sportiva, diciamo così. A me piace guidare ma non sono spericolata come lei, quindi sono andata a prendere lezioni per essere scattante e rapida, soprattutto sulle curve dell'Appennino".

"Amaranta femminista? Forse è più impulsività"

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Non passa puntata nella serie in cui non si senta Bisio/ Benassi "discolparsi", ironicamente, per sembrare, agli occhi di lei, un vecchio maschilista: questo succede più per insicurezza di lui o perchè Amaranta è realmente una femminista?

Chiara Celotto non può certo escludere che in Amaranta si agitino ideali vicini al femminismo, ma allo stesso tempo deve rilevare come: "La battuta di lui è sempre una reazione ai rimproveri di lei. Che segua un ideale o no, le sue azioni sono, soprattutto all'inizio, spinte più dall'impulsività e da un po' di presunzione".

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Imparare dai grandi: improvvisazione e studio

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Chiara Celotto e Massimiliano Gallo in una scena di Vincenzo Malinconico - Avvocato d'insuccesso

Non solo Bisio. Chiara Celotto, dicevamo, ha lavorato tanti grandi nomi dello spettacolo: Massimiliano Gallo, Teresa Saponangelo, Luca Zingaretti (che l'ha diretta ne La casa degli sguardi), Sidney Sibilia.

"Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni di loro anche a lungo. Sono i casi in cui, se sei un'interprete giovane, sei continuamente al lavoro ma anche in fase di studio".
Il set a cui è più affezionata è certamente Vincenzo Malinconico, Avvocato d'insuccesso perchè "è stato il mio progetto più grande".

Ma anche perchè ha avuto l'opportunità di lavorare fianco a fianco con uno dei suoi attori preferiti: Massimiliano Gallo. "Da lui ho rubato tutto il rubabile" ammette Chiara Celotto.
"Da Massimiliano Gallo ho imparatto a stare costantemente in ascolto dell'altro, ho cercato di carpire tutto quello che potevo sui tempi comici, anche perché quando sei con lui sul set è quesi tutta improvvisazione".

I personaggi che restano (e quelli che verranno)

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Povere creature!: un primo piano di Emma Stone

Quello di Chiara Celotto è un percorso ancora tutto in costruzione, proprio come i personaggi che sceglie: istintivi, complessi, difficili da incasellare. Esperienze importanti alle spalle, e tanti desideri per il futuro. Pur senza nessuna strategia rigida: "Questo mestiere mi ha insegnato a non guardare troppo a lungo. Ogni volta che mi arriva un copione lascio che il personaggio mi sorprenda".

Ma questo è anche uno spazio per sognare, e allora: "se proprio devo sognare, vorrei essere protagonista di un horror o un bel thriller, sto pensando a 'The Watcher' e al personaggio di Naomi Watts. E mi piacerebbe anche molto confrontarmi di più con personaggi della mia età, per far emergere la complessità dei rapporti quando non hai più 20 anni".

E il sogno più grande, quasi inconfessabile, resta quello di lavorare magari un giorno con uno dei suoi registi preferiti: Yorgos Lanthimos. E a tal proposito Chiara Celotto ha ammesso con molta schiettezza: "Ho invidato moltissimo Emma Stone nel ruolo di Bella Baxter in 'Povere creature!' Quel modo di mettere in scena la femminilità, il corpo, l'intimità, le emozioni... Un personaggio completamente fuori dagli schermi che avrei voluto fosse mio".