Avengers: Endgame Extra è un successo al box office: operazione furba o vero regalo al pubblico Marvel?

Avengers: Endgame Extra domina gli incassi al cinema, sia in Italia che in USA, tra furba strategia commerciale verso Doomsday e pura nostalgia che riporta i fan ad affollare le sale.

Chris Evans è Captain America in Endgame

I dati del boxoffice degli ultimi giorni parlano chiaro: il ritorno in sala di Avengers: Endgame nella sua versione Extra ha conquistato la vetta della classifica sia in Italia che in USA, superando le prime visioni e i titoli inediti della settimana con 1,7 milioni tra giovedì, venerdì e sabato da noi, 26 nel weekend americano. A sette anni dal debutto originale del 2019, la pellicola dei fratelli Russo dimostra di possedere una forza d'attrazione immutata, capace di staccare il biglietto più di produzioni recenti e fortemente pubblicizzate. Un'operazione che ci aveva fatto storcere il naso sin dall'aggiunto, non tanto per il ritorno al cinema di per sé, diventato ormai consuetudine per tanti titoli del passato, ma per l'aggiunta di quei nuovi minuti extra, per l'appunto, che vanno ad alterare la versione originale e preparare il campo per il prossimo capitolo, Doomsday, in arrivo a dicembre.

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Avengers: Endgame, l'incontro tra Robert Downey Jr. e Chris Evans

Una necessità, dopo il cambio di piani per le nuove fasi dell'MCU a causa di imprevisti e insuccessi, ma che avevamo percepito come una forzatura per riportare l'attenzione sul filone dell'Universo Marvel che il pubblico aveva seguito e amato. 
Perplessità che però crollano davanti alla risposta del pubblico, non solo in termini di meri incassi ma anche della sensazione che abbiamo leggendo reazioni e post sui social: il pubblico non è tornato in sala solo per le scene inedite che vi abbiamo già spiegato, ma per la voglia di ritrovare la dimensione di quel grande evento cinematografico che Endgame era stato. E così questo primato al botteghino solleva una riflessione inevitabile sullo stato dell'industria contemporanea: siamo di fronte a un'operazione di puro cinismo commerciale o alla risposta diretta a un bisogno reale del pubblico?

L'operazione (furba) che prepara a Avengers: Doomsday

Guardando i numeri con gli occhi soprattutto alla distribuzione, la re-release di Endgame Extra rappresenta un'operazione commerciale di efficienza chirurgica: rilanciare un titolo con un brand consolidato richiede costi promozionali ridotti al minimo rispetto al lancio di un film inedito, garantendo un margine di profitto netto altissimo per la Marvel e gli esercenti. Farlo a ridosso del prossimo grande titolo dell'MCU sfrutta anche un gancio potente e solido e la mossa si inserisce in una precisa roadmap strategica: dopo una Fase 4 e una Fase 5 caratterizzate da una risposta altalenante al botteghino, i Marvel Studios hanno la necessità strutturale di riabituare il pubblico di massa all'idea dell'evento corale in sala, al netto del successo di Spider-Man: Brand New Day che pur essendo dell'universo Marvel è però a sé, sia perché si tratta di un personaggio che vive un successo proprio, sia perché prodotto e distribuito da Sony.

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Una scena del film Marvel

Riportare sul grande schermo il momento culminante della Saga dell'Infinito serve a riaccendere l'attenzione collettiva per quel mondo e quei personaggi, parzialmente snobbati nel recente futuro pre-Spider-Man, e a preparare il terreno per Avengers: Doomsday, ponendosi come una gigantesca campagna promozionale che si ripaga da sola direttamente al botteghino. Farlo con l'aggiunta di scene inedite è quel tocco di furbizia in più che da una parte rappresenta una spinta ulteriore, dall'altra consolida il legame con i prossimi titoli. Furbo, sì, ma efficace.

La certezza dell'evento e la ricerca del "Comfort Movie"

Dall'altro lato della medaglia, parlare dell'iniziativa solo come una semplice operazione commerciale sarebbe riduttivo. In un contesto economico in cui l'accesso al cinema richiede una spesa ponderata e la soglia d'attenzione è saturata dalla fruizione domestica su Disney+, nel caso specifico, e sulle tante piattaforme, lo spettatore medio è diventato estremamente cauto. Rischiare il costo del biglietto per un titolo inedito privo di garanzie è percepito come un azzardo, mentre Endgame, al pari degli altri ritorni in sala, offre la certezza assoluta dello spettacolo e dell'impatto visivo. Non è il primo caso di riedizioni che scalano le posizioni in classifica e confermano quanto il pubblico ami rifugiarsi in queste esperienze ben note, piuttosto che rischiare una novità assoluta.

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L'Iron Man di Robert Downey Jr.

Il valore di questa versione Extra risiede soprattutto nella natura dell'esperienza: la possibilità di rivivere la battaglia finale contro Thanos con il supporto audio e visivo della sala cinematografica, in aggiunta all'esperienza collettiva sempre più rara e preziosa, è un fattore che lo streaming domestico non può eguagliare. I minuti di contenuti aggiuntivi e il materiale legato ai prossimi capitoli del MCU funzionano da incentivo ulteriore per i fan più fedeli, trasformando la visione in quel rito collettivo che non possiamo non premiare. In tal senso, non si può non considerare Extra anche un regalo ai fan vecchi e nuovi della Marvel, che infatti stanno rispondendo con grande entusiasmo.

Non si vive di sola Marvel

In definitiva, quindi, Endgame Extra è entrambe le cose: una operazione distributiva solida e intelligente in modo spietato, ma allo tesso tempo quella risposta che mancava e serviva alla domanda di un pubblico che chiede intrattenimento garantito. Ancor di più se si tratta di uno dei maggiori incassi della storia del cinema, il climax assoluto di un universo cinematografico, costruito lungo un decennio e con svariati titoli. E ci fa capire quanta potenzialità di incasso porta con sé il prossimo Doomsday, che debutterà al cinema il prossimo 16 dicembre. C'è però una forte riflessione da fare: se una riedizione del 2019 riesce a portare al cinema più spettatori delle novità della settimana, così come è accaduto anche con altre in precedenza, la colpa non è della Marvel che sfrutta il proprio catalogo e il momento, ma di un mercato che trova soltanto di rado nuove storie capaci di imporsi nell'immaginario collettivo con la stessa forza.

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Avengers: Doomsday, Robert Downey Jr. durante la presentazione live del cast

Per fortuna veniamo da un'estate di grandi successi, da Spider-Man a Odissea e anche di recente il piccolo fenomeno che è stato Coyote vs. Acme, ma il timore è che si ripeta quanto accaduto negli ultimi anni, con esplosioni di grandi incassi che hanno faticato a trovare continuità. Ben venga questo furbo regalo ai fan dei cinecomic, ma speriamo di vedere in testa alla classifica anche i prossimi grandi titoli attesi al cinema, da Digger a The Social o Street Fighter, Clayface e Hunger Games: l'alba della mietitura.

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