Toy Story 5 arriva su Disney+: dopo il miliardo al cinema, Woody e Buzz puntano allo streaming

Dopo il successo al cinema, Woody, Buzz e Jessie tornano su Disney+ in un'avventura che mette i giocattoli di sempre di fronte alla nuova sfida dell'infanzia digitale.

Una key art di Toy Story 5

Dopo aver conquistato il pubblico al cinema e superato il miliardo di dollari al box office mondiale(1,1 miliardi per essere precisi), Toy Story 5 si prepara a una nuova fase della sua corsa: il film Pixar arriverà su Disney+ dal 23 settembre 2026, entrando nella collezione dedicata alla saga insieme agli altri capitoli.

Per Woody, Buzz Lightyear, Jessie e il resto della banda si tratta dell'ennesimo ritorno davanti a un pubblico che, in oltre trent'anni, è profondamente cambiato, e proprio il rapporto tra passato e presente è uno degli aspetti più interessanti di questo quinto capitolo, che porta Toy Story a confrontarsi con un tema decisamente contemporaneo: l'impatto della tecnologia sull'infanzia e sul modo di giocare e socializzare.

Toy Story 5 racconta un'infanzia sempre più tecnologica

Toy Story 5 Tablet Minaccia
Toy Story 5, Woody e Buzz contro una nuova minaccia

Il nuovo capitolo aggiorna l'universo di Toy Story senza rinunciare agli elementi che lo hanno reso riconoscibile. Bonnie sta crescendo e i suoi giocattoli devono fare i conti con una presenza sempre più ingombrante nella sua quotidianità: Lilypad, un nuovo tablet pensato per giocare e comunicare con gli altri bambini.

Il problema non è però semplicemente la tecnologia. Toy Story 5 evita infatti di trasformare tablet e giochi digitali nel nemico da combattere e costruisce una riflessione più interessante sull'uso che ne facciamo e sul loro rapporto con la socialità. È un'evoluzione naturale per una saga che ha sempre raccontato il cambiamento attraverso gli occhi dei suoi giocattoli. Se nei primi film il problema era soprattutto la crescita dei bambini e il momento in cui i giocattoli venivano lasciati indietro, oggi la domanda è diversa: che cosa succede quando a prendere il loro posto sono gli schermi?

È proprio Jessie, più di Woody e Buzz, a diventare la testimone di questa trasformazione e delle conseguenze dell'abbandono. Il film affronta così questioni molto attuali senza rinunciare alla leggerezza e alla sensibilità che hanno sempre caratterizzato Pixar.

Woody e Buzz funzionano ancora dopo trent'anni?

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La risposta, almeno guardando al risultato ottenuto dal film, sembra essere sì. Toy Story 5 ha dimostrato di poter ancora attirare un pubblico enorme, ma il suo interesse non dipende soltanto dalla forza del marchio. A più di trent'anni dal primo film, la saga continua a funzionare perché cambia insieme ai propri spettatori. Chi da bambino ha conosciuto Woody e Buzz oggi può tornare a incontrarli da adulto, magari insieme ai propri figli, mentre una nuova generazione può scoprire per la prima volta personaggi ormai entrati nell'immaginario collettivo.

È anche per questo che il quinto capitolo non appare semplicemente come un'operazione nostalgica. Il mondo di Toy Story rimane quello che conosciamo, ma le domande che pone sono cambiate.

Uno degli aspetti più riusciti del film è proprio il modo in cui affronta il cambiamento. Sarebbe stato facile costruire una contrapposizione elementare tra giocattoli buoni e tecnologia cattiva. Pixar sceglie invece una strada più sfumata.

Toy Story 5 e la sfida del tempo: come Pixar fa crescere i suoi eroi nell'era digitale Toy Story 5 e la sfida del tempo: come Pixar fa crescere i suoi eroi nell'era digitale

Lilypad è uno strumento, esattamente come lo sono i giocattoli: il problema non è la sua esistenza, ma il modo in cui viene utilizzato e il ruolo che finisce per occupare nella vita di Bonnie. Da questo punto di vista, Toy Story 5 riesce a parlare dell'infanzia contemporanea senza perdere il proprio pubblico di riferimento. Le domande che pone sono semplici ma tutt'altro che banali: un gioco online può sostituire un gioco condiviso nella realtà? Una chat può avere lo stesso valore di una conversazione faccia a faccia? E qui il film non offre risposte facili.

Anche l'animazione guarda al futuro

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Il tema della tecnologia non riguarda soltanto la storia. Toy Story 5 mostra anche quanto sia cambiato, sul piano tecnico, il cinema d'animazione rispetto agli inizi della saga. Il lavoro sulle animazioni è uno degli elementi più convincenti del film: la differenza nei movimenti tra giocattoli, esseri umani e animali, la fluidità delle sequenze più movimentate e la costruzione delle inquadrature contribuiscono a rendere il mondo di Bonnie ancora più credibile.

È quasi un gioco di specchi: una saga nata anche grazie all'evoluzione della tecnologia digitale racconta oggi una generazione cresciuta proprio attraverso quella tecnologia. Il risultato non è necessariamente il capitolo "più indispensabile" della saga, come ciò che è già venuto e che forse verrà dopo la conclusione della trilogia originale. Ma Pixar è riuscita ancora una volta a trovare un modo per aggiornare il proprio immaginario e parlare del presente senza smettere di essere Toy Story.

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