Tom Holland ha confessato di aver rifiutato più volte la possibilità di condurre Saturday Night Live. Il motivo non riguarda l'ansia da palcoscenico o la comicità in diretta, ma una difficoltà che lo accompagna fin dall'infanzia: la dislessia.
Tom Holland e quel palco che continua a spaventarlo
Negli ultimi anni Tom Holland si è abituato a ogni tipo di pressione. Ha guidato una delle saghe più importanti del cinema contemporaneo, ha lavorato con alcuni dei registi più influenti di Hollywood e si prepara a tornare nei panni di Spider-Man con Spider-Man: Brand New Day. Eppure esiste una sfida che continua a metterlo in difficoltà.
Durante una recente apparizione nel podcast Good Hang condotto da Amy Poehler, l'attore britannico ha raccontato di aver ricevuto più volte l'invito a condurre Saturday Night Live, storico programma della NBC che da oltre cinquant'anni ospita celebrità, musicisti e comici. La risposta, però, è sempre stata la stessa. "Mi hanno chiesto diverse volte di farlo e la verità è che l'idea mi terrorizza", ha ammesso.
Una confessione che potrebbe sorprendere chi lo vede affrontare senza problemi red carpet, interviste e set milionari. Il punto, però, non riguarda l'esibizione in sé. Holland adora il programma. Gli piace l'energia dello show, il suo spirito irriverente e la possibilità di divertirsi davanti al pubblico. Il problema nasce qualche minuto prima. O meglio, nasce dalle celebri card che gli attori leggono durante gli sketch.
"Sono gravemente dislessico e l'idea di dover leggere qualcosa che può cambiare all'ultimo momento mi spaventa davvero", ha spiegato. Una difficoltà che accompagna l'attore da sempre e che, ancora oggi, rappresenta uno degli aspetti più complessi del suo lavoro.
"Quando devo leggere ad alta voce mi blocco": la confessione dell'attore
Nel corso della conversazione, Holland ha raccontato qualcosa che raramente emerge quando si osserva il lavoro di un attore sul grande schermo. "Leggere normalmente non è un problema. Quando però devo leggere ad alta voce succede qualcosa. È come un blocco mentale. Posso congelarmi completamente." Per questo motivo, ha spiegato, il momento più difficile di qualsiasi produzione non coincide con una scena d'azione o con una sequenza particolarmente emotiva.
Il vero ostacolo arriva durante le letture preliminari della sceneggiatura. "Il giorno peggiore sul set è sempre il read-through. Evidenzio tutto, studio le battute in anticipo e cerco di impararle il più possibile, così quando arriva il momento riesco quasi a scorrere il testo invece di leggerlo davvero." Un metodo costruito negli anni e affinato esperienza dopo esperienza.
Amy Poehler, che ha fatto parte del cast di Saturday Night Live dal 2001 al 2008, ha provato a rassicurarlo con una battuta. Secondo l'attrice, nel corso della storia dello show molti altri ospiti con difficoltà simili sono riusciti a cavarsela senza problemi. La sua risposta è stata ancora più ironica.
"Devi ricordarti che alcune persone hanno condotto il programma completamente sotto effetto di droghe. Credo che tu possa farcela." La battuta ha alleggerito il momento, ma le parole di Holland hanno offerto anche uno sguardo diverso su una figura spesso percepita come estremamente sicura di sé.
Dietro il volto di uno dei protagonisti più popolari della sua generazione rimane infatti un ragazzo che continua a convivere con le proprie insicurezze, imparando ogni volta nuovi modi per aggirarle. E forse è proprio questo che rende la sua confessione così interessante. Non il rifiuto di un programma televisivo leggendario, ma il fatto che persino chi sembra perfettamente a proprio agio sotto i riflettori possa avere un piccolo palco davanti al quale sentirsi ancora vulnerabile.