Titanic, Eric Braeden non voleva recitare nel film: "Non me ne fregava un ca.. di James Cameron"

Il volto storico di Febbre d'amore racconta il dietro le quinte del suo casting per il kolossal del 1997. Tra casting director arroganti e script poco convincenti, Braeden ammette oggi di aver rischiato un errore colossale.

Una scena del fuori le quinte del Titanic

Il veterano delle soap Eric Braeden rivela di aver quasi rifiutato il ruolo in Titanic a causa di un provino disastroso e della scarsa stima iniziale per il regista. Solo l'insistenza del figlio e l'inaspettata ammirazione di Cameron per un vecchio film dell'attore hanno salvato la collaborazione.

Un provino che ha affondato il Titanic

Il confine tra un trionfo planetario e un oblio autoindotto è spesso sottile come un foglio di carta, e Eric Braeden sembra averlo calpestato con una certa spavalderia. L'attore, oggi ottantacinquenne e pilastro indiscusso della soap Febbre d'amore, ha recentemente confessato ai microfoni del podcast Still Here Hollywood quanto sia andato vicino a voltare le spalle a un pezzo di storia del cinema.

Una foto di Eric Braeden
Una foto di Eric Braeden

Nel 1997 interpretò John Jacob Astor IV, l'uomo più facoltoso a bordo del transatlantico, ma l'entusiasmo iniziale rasentava lo zero. "Non volevo farlo," ha ammesso con la schiettezza che lo contraddistingue, aggiungendo un lapidario: "Non me ne fregava un cao di James Cameron. Non lo conoscevo".

A pesare sulla bilancia c'era uno script che non lo faceva gridare al miracolo e un ruolo che, sulla carta, appariva tutt'altro che imponente. La svolta arrivò grazie alle pressioni costanti del figlio, Christian Gudegast, oggi regista affermato dei capitoli di Nella tana dei lupi, che intuì prima del padre la portata monumentale del progetto e l'importanza di lavorare con un autore della stoffa di Cameron.

Dall'attrito al rispetto del "genio"

La strada verso il set fu però lastricata di incomprensioni e momenti di puro attrito. Braeden ricorda ancora con fastidio il primo incontro presso gli uffici della Warner Bros., descrivendo un responsabile del casting decisamente troppo presuntuoso.

Una scena di Titanic di James Cameron
Una scena di Titanic di James Cameron

Dopo un'attesa estenuante, alla domanda sgarbata su cosa ci facesse lì, l'attore rispose per le rime: "Mi sono appena fatto la stessa domanda" prima di andarsene sbattendo la porta e intimando alla sua agenzia di non trascinarlo mai più in simili situazioni senza senso. Eppure, un mese dopo, il destino bussò di nuovo: Cameron lo voleva a tutti i costi.

Il motivo? Il regista era un ammiratore sfegatato di Colossus, il thriller sci-fi del 1970 che vedeva Braeden protagonista. Questo legame artistico imprevisto spianò la strada a un accordo produttivo complesso, che dovette incastrarsi con i ritmi serrati della soap opera, impedendo persino all'attore di apparire in diverse sequenze del kolossal.

Nonostante le difficoltà logistiche, il personaggio di Astor lasciò il segno, specialmente nello scambio fulminante con il Jack di Leonardo DiCaprio, dove il milionario interroga il ragazzo sulle sue presunte origini nobili a Boston, ignaro di trovarsi di fronte a un orfano del Wisconsin.

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La tragica fine del magnate, sommerso dall'acqua che travolge lo scalone d'onore, rimane una delle immagini più potenti della distruzione finale. Riconsiderando quegli anni col senno di poi, Braeden ha cambiato radicalmente prospettiva, mettendo da parte l'orgoglio degli esordi. "Sono felice di aver fatto Titanic perché nutro un rispetto enorme per James Cameron," ha dichiarato.

"Se ho mai incontrato una persona che chiamerei genio senza alcuna esitazione, quella persona è lui". Un dietrofront clamoroso che trasforma un vecchio battibecco da ufficio casting nel preludio di una partecipazione iconica a una delle pellicole più premiate di sempre, disponibile oggi come testimonianza di un incontro che, per un pelo, non è colato a picco prima ancora di salpare.