The Last of Us 3 rischia grosso: la nuova stagione ha già due problemi fondamentali

L'attesa per i nuovi episodi della serie presa da uno dei videogiochi più amati potrebbe essere più sfiancante del previsto. E dopo la svolta della seconda stagione riconquistare una parte del pubblico non sarà facile.

The Last of Us

The Last of Us 3 non è stata cancellata, ma il cammino verso i nuovi episodi sembra già più complicato (e lungo) del previsto. Dopo una seconda stagione costruita intorno a una delle scelte narrative più discusse dell'intera saga, la serie HBO si prepara a cambiare pelle.

E la questione principale, ora, non riguarda soltanto ciò che è accaduto a Joel, ma anche il tempo che passerà prima di rivedere Ellie, Abby e il mondo post-apocalittico nato dal videogioco Naughty Dog. Sul piatto c'è quindi più di un problema enorme da affrontare e tenersi buono il pubblico non sarà affatto una cosa semplice.

The Last of Us 3, problema numero uno: l'attesa

The Last Of Us Stagione 2 Episodio 6 Bella Ramsey
The Last of Us, seconda stagione

Secondo quanto emerso, la produzione della terza stagione di The Last of Us avrebbe subito una pausa temporanea legata al contesto logistico creato dai Mondiali FIFA, evento destinato a complicare l'organizzazione nella zona di Vancouver, area vicina alle riprese della serie. Non si tratterebbe, dunque, di un problema creativo o di un segnale di crisi interna, ma di uno stop produttivo legato a fattori esterni.

Il punto, però, è un altro: al momento non esiste ancora una data d'uscita precisa. L'unica finestra indicata resta il 2027, con una distanza di circa due anni tra la seconda e la terza stagione. Un intervallo non insolito per le grandi produzioni televisive contemporanee, certo, ma comunque delicato per una serie che ha appena chiesto al pubblico di accettare uno dei suoi passaggi più dolorosi.

Il caso non è isolato. Serie come Stranger Things o Bridgerton hanno dimostrato che gli spettatori, pur lamentandosi delle lunghe attese, spesso tornano comunque all'appuntamento. Ma The Last of Us parte da una situazione diversa: la terza stagione arriverà dopo un cambio di prospettiva narrativo che non tutti hanno digerito.

Secondo problema: l'assenza di Pedro Pascal

The Last Of Us Stagione 2 Episodio 6 Pedro Pascal Immagine
Pedro Pascal in The Last of Us

Il destino di Joel nella seconda stagione era, per chi conosce il videogioco, inevitabile. Il personaggio interpretato da Pedro Pascal era destinato a uscire di scena in modo brutale, aprendo la strada a una storia meno centrata sul legame con Ellie e più orientata al conflitto con Abby.

Il problema è che Joel non era solo un personaggio chiave, era uno dei motivi principali per cui una parte del pubblico si era affezionata alla serie. Pedro Pascal, oggi tra i volti più amati di Hollywood, ha contribuito in modo decisivo al successo dello show. La sua assenza, anche se forse compensata da eventuali flashback, rischia quindi di lasciare un vuoto importante.

È giusto giudicare una serie solo dalla presenza di un attore? Probabilmente no. Ma il rapporto emotivo tra spettatori e personaggi segue regole tutte sue, e The Last of Us 3 dovrà fare i conti con chi potrebbe scegliere di non continuare senza Joel al centro della storia.

The Last of Us 2, recensione: una riflessione profonda e dolorosa sulle derive della nostra umanità The Last of Us 2, recensione: una riflessione profonda e dolorosa sulle derive della nostra umanità

Il personaggio di Abby divide il pubblico

The Last Of Us 2 Kaitlyn Dever
Abby (Kaitlyn Dever)

A complicare il quadro c'è Abby, figura fondamentale per il futuro della serie ma anche personaggio destinato a spaccare la fanbase. La sua storia è più complessa di quanto possa sembrare a un primo sguardo, e le sue motivazioni avranno un peso enorme nella nuova stagione. Però, dopo ciò che ha fatto a Joel, non sarà semplice portare tutti gli spettatori dalla sua parte.

La terza stagione dovrà quindi riuscire in un'impresa non banale: trasformare il rifiuto in curiosità, la rabbia in attenzione, il trauma narrativo in un nuovo punto di partenza. È qui che The Last of Us può ancora giocarsi la sua carta migliore. La serie ha già dimostrato di saper lavorare sui personaggi con sensibilità, evitando la semplice logica da survival horror.

Se riuscirà a dare profondità ad Abby senza cancellare il peso di Joel, e se saprà tenere Ellie al centro di un racconto emotivamente forte, la lunga attesa potrebbe persino aumentare l'interesse.