Steven Spielberg e il sogno durato anni di dirigere James Bond: “Mi hanno sempre rifiutato”

Steven Spielberg ha raccontato di aver cercato più volte di dirigere un film di James Bond senza mai riuscirci. Oggi scherza sulla vicenda: "Se me lo chiedessero adesso, direi che non possono permettersi il mio cachet".

Un ritratto di Steven Spielberg

Per decenni Steven Spielberg ha costruito alcune delle saghe più iconiche della storia del cinema, da Indiana Jones a Jurassic Park. Eppure esiste un franchise che il regista non è mai riuscito ad aggiungere al proprio curriculum: quello di James Bond.

Due tentativi, due rifiuti

Ospite del podcast The Rest Is Entertainment durante il tour promozionale di Disclosure Day, Steven Spielberg ha ripercorso uno dei grandi "what if" della sua carriera, raccontando di aver inseguito per anni il sogno di dirigere un film dell'agente 007 senza mai riuscire a convincere il produttore storico della saga, Albert "Cubby" Broccoli.

Steven Spielberg, presentatore ai Golden Globes 2007
Un ritratto di Steven Spielberg

Una storia che oggi Spielberg racconta con il sorriso di chi non ha più nulla da dimostrare, ma che all'epoca rappresentava un desiderio autentico: "Mi avvicinai a Cubby dopo che Lo Squalo era diventato un enorme successo", ha ricordato il cineasta. "Avevo sempre voluto realizzare un film di James Bond fin dal giorno in cui avevo visto Dr. No. Così lo chiamai dopo il successo di Jaws e mi offrii volontario. Gli dissi: "Se avete bisogno di un regista, mi piacerebbe moltissimo dirigere un Bond"".

La risposta, però, arrivò secca. "Mi disse di no". Fine della storia? Non proprio. Qualche anno più tardi i due si ritrovarono nuovamente in contatto, ma per una ragione completamente diversa. Dopo l'uscita di Incontri ravvicinati del terzo tipo, Broccoli chiamò Spielberg per chiedergli il permesso di utilizzare nel film Moonraker il celebre motivo musicale di cinque note associato agli alieni del film.

Per il regista sembrò l'occasione perfetta per tornare alla carica: "Gli dissi: "Facciamo un patto. Ti concedo il permesso di usare quelle cinque note se mi lasci dirigere un film di James Bond"". Anche stavolta, però, non andò come sperava. "Mi disse di no. Ma gli diedi comunque il permesso di usare le note".

A distanza di decenni Spielberg ammette di non aver mai saputo davvero cosa ci fosse dietro quella chiusura. "Mi hanno sempre respinto. Almeno Broccoli lo ha fatto. Non mi ha mai spiegato perché non volesse farmi entrare nella famiglia Bond".

Una frase che colpisce perché arriva da uno dei registi più influenti della storia del cinema, autore di alcuni dei maggiori successi commerciali e critici mai realizzati. Eppure, nemmeno il fenomeno Spielberg riuscì a convincere i custodi di 007.

Il rifiuto che portò a Indiana Jones

Paradossalmente, però, proprio quel "no" aprì la strada a qualcosa che avrebbe avuto un impatto ancora più profondo sulla sua carriera. Spielberg racconta infatti di aver confidato la vicenda a George Lucas durante una vacanza alle Hawaii nel 1977. Era un momento particolare: Star Wars stava per arrivare nelle sale e nessuno immaginava ancora il terremoto culturale che avrebbe provocato.

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Il trio per Indiana Jones

Lucas ascoltò la sua frustrazione e gli rispose con una frase destinata a entrare nella storia. "Quando raccontai la storia a George Lucas, lui mi disse: "Ho qualcosa di meglio di Bond. Si chiama Indiana Smith"". Quel nome sarebbe poi cambiato in Indiana Jones. "Mi raccontò tutta la premessa della serie di Indiana Jones ed è così che ho ottenuto quel lavoro", ha spiegato Spielberg.

Col senno di poi, è difficile immaginare una compensazione migliore. Se Bond gli sfuggì, Spielberg si ritrovò infatti a dirigere una saga che avrebbe ridefinito il cinema d'avventura moderno e dato vita a uno dei personaggi più iconici della cultura pop.

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Oggi, mentre il franchise di James Bond si prepara a una nuova era sotto la supervisione di Amazon MGM Studios, il regista osserva la situazione da una posizione molto diversa rispetto a quella del giovane autore che cercava disperatamente di ottenere un incarico. E quando gli è stato chiesto cosa risponderebbe se qualcuno gli proponesse finalmente di dirigere un film di 007, Spielberg non ha perso l'occasione per chiudere il cerchio con una battuta perfettamente calibrata. "Se oggi mi chiedessero di fare un film di James Bond, la mia risposta sarebbe: "Non potete permettervi di pagarmi"".

Una battuta, certo. Ma anche la fotografia di una carriera che, alla fine, non ha avuto bisogno di Bond per entrare nella leggenda.