Steven Spielberg applaude Backrooms e Obsession, che coi loro budget ridotti stanno cambiando le regole

Due film nati lontano dai budget stellari dei blockbuster stanno dominando il box office americano. A notarli è stato anche Steven Spielberg, che ha elogiato pubblicamente Backrooms e Obsession, simboli di una nuova stagione per il cinema horror indipendente.

Un ritratto di Steven Spielberg

Per anni Hollywood ha raccontato la stessa favola: più soldi spendi, più possibilità hai di conquistare il pubblico. Poi arrivano due film horror costruiti con budget che, nel sistema degli studios moderni, basterebbero appena per qualche settimana di riprese. E all'improvviso quella favola inizia a scricchiolare. A renderlo ancora più evidente è stato Steven Spielberg, uno che i blockbuster li ha praticamente inventati.

Quando i numeri smettono di avere senso

Guardando gli incassi di Obsession e Backrooms, la prima reazione è quasi di incredulità. Non perché il pubblico non ami l'horror. Quello accade da sempre. La vera sorpresa riguarda il modo in cui questi due film siano riusciti a imporsi in un mercato che, negli ultimi anni, sembra aver sviluppato una dipendenza cronica da franchise miliardari, universi condivisi e sequel costruiti con il righello.

Obsession Poster
Locandina di Obsession

Obsession, diretto da Curry Barker, è partito quasi in punta di piedi. Nessun cast da copertina. Nessuna campagna promozionale capace di tappezzare mezzo pianeta. Eppure settimana dopo settimana il film ha continuato a crescere, fino a trasformarsi nel maggiore successo domestico della storia di Focus Features. Poi è arrivato Backrooms.

Quella che per molti era soltanto una curiosità nata sul web si è trasformata in uno dei fenomeni cinematografici più inattesi dell'anno. Kane Parsons, appena ventenne, ha preso il mondo inquietante creato online e lo ha portato sul grande schermo, firmando un risultato che pochi avrebbero pronosticato qualche mese fa.

I numeri parlano da soli. O forse urlano. Backrooms è diventato il primo film A24 a superare la soglia dei 100 milioni di dollari nel mercato americano, un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava appartenere esclusivamente alle grandi major. Ed è proprio questo che ha colpito Spielberg.

Durante un evento dedicato al suo nuovo film Disclosure Day, il regista ha parlato apertamente dei due successi horror del momento. "Sono davvero felice per loro. Penso sia fantastico", ha spiegato. Parole semplici. Ma quando arrivano da uno dei cineasti più influenti della storia del cinema, assumono inevitabilmente un peso diverso.

L'applauso di una leggenda alla nuova generazione

La parte più interessante delle dichiarazioni di Steven Spielberg non riguarda soltanto gli incassi. A colpirlo sembra essere stata soprattutto la sproporzione tra investimento e risultato.

The Backrooms Chiwetel Ejifor
Backrooms: Chiwetel Ejiofor in una scena

Secondo il regista, Obsession sarebbe stato realizzato con meno di un milione di dollari, mentre Backrooms avrebbe richiesto appena nove o dieci milioni. Cifre che, nel panorama attuale, fanno quasi sorridere se confrontate con produzioni che superano tranquillamente i duecento milioni. Eppure sono proprio questi film a occupare le conversazioni degli spettatori.

"Stanno andando così bene che posso soltanto applaudirli", ha dichiarato Spielberg. Il regista ha anche rivelato di aver già visto Obsession. E gli è piaciuto parecchio.

Per Backrooms, invece, dovrà attendere la fine dei suoi impegni promozionali. Una promessa che, detta da qualcuno che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del cinema, suona quasi come una sorta di passaggio di testimone simbolico. Perché dietro questi successi non si nasconde soltanto la forza dell'horror. Si intravede qualcosa di più interessante.

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Una generazione di autori che non aspetta il permesso di Hollywood per raccontare le proprie storie. Registi cresciuti tra internet, software accessibili e videocamere digitali. Creativi che costruiscono mondi partendo da idee forti prima ancora che da enormi disponibilità economiche. Forse è questo che Spielberg ha riconosciuto. Non soltanto due film di successo. Ma la dimostrazione che, ogni tanto, il cinema trova ancora il modo di sorprendere perfino chi lo ha cambiato per sempre.