Se c'è un regista che ha contribuito più di chiunque altro a plasmare l'immaginario collettivo sugli alieni, quello è Steven Spielberg. Eppure, proprio mentre si prepara al debutto di Disclosure Day, il suo nuovo film dedicato al tema degli UFO e del contatto extraterrestre, il regista ha ammesso qualcosa che potrebbe sorprendere molti fan: non avrebbe alcuna voglia di essere la persona incaricata di accogliere una civiltà aliena qualora si presentasse davvero sulla Terra.
"Non sarei la persona giusta"
Intervistato nelle ultime settimane, Steven Spielberg ha spiegato che l'idea del primo contatto è molto più complessa di quanto il cinema possa raccontare. Per questo motivo non si considera il candidato ideale per affrontare una situazione simile.
Il regista, oggi 79enne, ha letteralmente portato sulla Terra gli alieni: da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T., passando per La guerra dei mondi, gran parte della sua carriera è stata attraversata dal fascino per ciò che potrebbe esistere oltre il nostro pianeta. Ed è sempre stato suggestionato e affascinato dall'eventualità che un giorno l'umanità possa assistere a una vera rivelazione sull'esistenza di forme di vita intelligenti provenienti da altri mondi. Un evento che, secondo lui, rappresenterebbe uno dei momenti più straordinari della storia umana.
Nonostante ciò, Spielberg ha precisato di non essere ossessionato dall'idea di vedere un alieno faccia a faccia. A suo dire gli basterebbe qualcosa di molto più semplice: una prova concreta che non siamo soli nell'universo.
Il sogno di vedere un "Tic Tac"
Con una battuta che ha subito attirato l'attenzione degli appassionati di UFO, Spielberg ha detto che dopo decenni trascorsi a raccontare civiltà extraterrestri sul grande schermo si sentirebbe almeno autorizzato a osservare uno dei famosi "Tic Tac", gli oggetti volanti non identificati avvistati da alcuni piloti della Marina statunitense nel 2004.
Il riferimento è a uno degli episodi più discussi nella storia recente degli avvistamenti, diventato nel tempo una sorta di simbolo per chi studia fenomeni aerei inspiegabili.
Il regista ha poi ricordato un episodio legato alla realizzazione di E.T., raccontando come la giovane Drew Barrymore fosse convinta che il celebre extraterrestre fosse una creatura reale e non il risultato del lavoro di tecnici ed effetti speciali. Un ricordo che, ancora oggi, lo porta a interrogarsi su una domanda affascinante: forse sono i bambini, più degli adulti, a essere davvero pronti a credere nell'esistenza di altre forme di vita nell'universo.
In attesa di scoprire se Disclosure Day riuscirà a conquistare il pubblico, una cosa appare chiara: dopo mezzo secolo passato a raccontare alieni, Spielberg continua a guardarli con lo stesso misto di curiosità, stupore e cautela che ha reso iconici i suoi film. Però a distanza.