Scarface, Brian De Palma sfidò la censura e fece uscire la versione vietata

Brian De Palma visse un'esperienza molto particolare con la censura americana per il film Scarface, contestato per i contenuti violenti.

NOTIZIA di 21/03/2021

Brian De Palma visse un'esperienza molto particolare con la censura americana per il film Scarface, contestato per i contenuti violenti. Il regista sottomise infatti il lungometraggio alla commissione ben tre volte, e in tutte e tre le occasioni, nonostante tagli effettuati dopo le prime due volte, il film ricevette il visto X (oggi NC-17), che ne avrebbe limitato il potenziale commerciale poiché molti cinema rifiutano di proiettare titoli con quel limite d'età (l'equivalente del nostro divieto ai minori di 18 anni).

Una foto di Scarface (1983) nel quale Al Pacino interpreta Tony Montana
Una foto di Scarface (1983) nel quale Al Pacino interpreta Tony Montana

Dopo la terza comunicazione in merito, De Palma e il suo produttore organizzarono un incontro fra la commissione e un gruppo di esperti, i quali affermarono che i livelli di violenza riflettevano la realtà e rafforzavano il messaggio antidroga della pellicola. Questo convinse i censori a concedere il visto R, che vieta la visione ai minori di 17 anni non accompagnati. De Palma a questo punto sostenne che anche il primo montaggio fosse da R, ma la commissione non era d'accordo. Convinto che non avrebbero notato la differenza, il regista fece uscire in sala la prima versione, senza tagli, e la cosa passò effettivamente inosservata fino all'uscita dell'edizione home video, quando De Palma confessò la sua "malefatta".

Oliver Stone: "Scarface? L'ho scritto quando la cocaina mi stava distruggendo"

Al Pacino e Robert Loggia in una scena di SCARFACE
Al Pacino e Robert Loggia in una scena di SCARFACE

Scarface, rifacimento libero dell'omonimo film di Howard Hawks, è notevole ancora oggi per i livelli di violenza, in particolare in sequenze come quella della motosega. In occasione di un premio alla carriera assegnato ad Al Pacino, il collega e amico Robin Williams ironizzò sulla cosa con la seguente battuta: "C'è chi sostiene che quel film fosse sopra le righe, ma chiunque abbia mai sniffato mezzo chilo di cocaina peruviana sa benissimo che è praticamente un documentario!".

Oliver Stone, autore della sceneggiatura, era in preda alla tossicodipendenza in quel periodo, e ha ammesso di aver scritto il film parzialmente per disintossicarsi, poiché il vizio della cocaina lo stava quasi per uccidere. È attualmente in lavorazione una nuova versione della storia, che sarà diretta da Luca Guadagnino.