Nintendo fa causa all'amministrazione Trump: “I dazi illegali ci danneggiano, chiediamo rimborso immediato"

Nintendo ha avviato un'azione legale contro il governo degli Stati Uniti per ottenere il rimborso dei dazi introdotti durante l'amministrazione Trump, ritenuti illegittimi dalla Corte Suprema.

Una scena di Super Mario

La guerra commerciale tra politica e tecnologia arriva in tribunale: Nintendo ha avviato una causa contro il governo degli Stati Uniti dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi alcuni dei dazi introdotti durante l'amministrazione Trump, tariffe che avevano colpito direttamente anche il lancio di Switch 2.

Nintendo contro i dazi: cosa è successo davvero

La causa è stata depositata presso la U.S. Court of International Trade e punta a ottenere il rimborso delle tariffe che l'azienda giapponese considera illegittime. Secondo Nintendo, i dazi introdotti attraverso l'International Emergency Economic Powers Act del 1977 (IEEPA) hanno causato danni economici concreti all'azienda.

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Super Mario Bros. - Il film di casa Nintendo

Il caso nasce dalla recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha annullato alcune delle misure tariffarie volute da Donald Trump. Dopo quella sentenza, molte aziende hanno iniziato a muoversi per recuperare le somme versate negli ultimi anni. Nintendo non è l'unica a farlo. Più di mille società, tra cui giganti come FedEx e Costco, hanno presentato ricorsi simili. Per il settore tecnologico si tratta di una battaglia legale potenzialmente enorme.

Nel documento depositato in tribunale, l'azienda sostiene di essere stata "gravemente danneggiata dall'imposizione illegale degli ordini esecutivi e dal pagamento dei dazi IEEPA", chiedendo alla corte il rimborso immediato delle tariffe pagate, con interessi e spese legali.

Il caso Switch 2 e l'impatto sull'industria tecnologica

L'effetto dei dazi si è fatto sentire in un momento particolarmente delicato per Nintendo: il lancio di Switch 2. Quando le tariffe entrarono in vigore, l'azienda si stava preparando ad aprire i preordini della nuova console. L'incertezza sulle politiche commerciali costrinse però la compagnia a rinviare l'apertura dei preordini, mentre molte aziende tecnologiche parlavano pubblicamente di generiche "condizioni di mercato in evoluzione" invece di citare direttamente le tariffe.

Super Mario Bros Il Film 7
Una scena del film Nintendo

Nonostante le difficoltà, Nintendo riuscì comunque a rispettare la data di lancio prevista. Switch 2 arrivò nei negozi con un prezzo fissato a 449,99 dollari, che non subì aumenti diretti. Tuttavia le conseguenze dei dazi si fecero sentire sugli accessori della console, molti dei quali registrarono rincari.

Il caso Nintendo riflette un problema più ampio che ha colpito l'intero settore tecnologico. In quegli anni alcune grandi aziende si sono ritrovate a pagare oltre un miliardo di dollari di dazi a trimestre, costi spesso trasferiti sui consumatori attraverso aumenti di prezzo.

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Ora che la Corte Suprema ha dichiarato illegittime alcune di quelle misure, molte imprese stanno cercando di recuperare quanto versato. Resta però un punto chiaro: anche se i rimborsi arriveranno, i consumatori che hanno pagato prezzi più alti per console e dispositivi difficilmente vedranno indietro quel denaro.