Melissa Barrera è tornata a parlare del suo licenziamento dal cast di Scream 7, avvenuto dopo che aveva sostenuto alcune raccolte fondi a favore di organizzazioni che difendono i diritti della popolazione palestinese e condiviso degli articoli in cui si accusava Israele di genocidio.
L'attrice, intervistata da Variety, ha sostenuto che ci sono ancora persone che provano risentimento nei suoi confronti, prima di aggiungere che i produttori hanno mentito sugli incassi del recente capitolo del franchise horror.
Le accuse ai produttori di Scream 7
Parlando della sua esperienza, Melissa Barrera ha sottolineato: "La realtà è che Scream sarà sempre una parte importante di me perché ha rappresentato due anni della mia vita, mi ha dato molto. Sono grata, in particolare, nei confronti di Matt [Bettinelli-Olpin] e Tyler [Gillett] che mi hanno dato quell'opportunità".
L'attrice ha poi ribadito: "Non ho mai perso la fiducia in me. Loro non hanno questo potere".
Melissa, attualmente impegnata a Broadway, parlando di Scream 7 (di cui potete leggere la nostra recensione),ha inoltre dichiarato: "E penso che abbiano mentito sui numeri. Non credo che abbia incassato così tanto. Ma all'uscita del teatro, firmo autografi su "Scream" ogni sera. Le persone che mi amano per quei film vengono a vedere lo spettacolo, e non potranno mai portarmelo via".
Chi ha aiutato Melissa dopo il licenziamento da Scream 7
Barrera ha spiegato che l'unica persona ad aiutarla quando era stata attaccata per i suoi post sui social ed è stata licenziata da Scream 7 è stata Boots Riley: "Avevo passato dieci mesi tormentati di incertezza, senza lavoro, soffrendo e non sapendo nemmeno se la mia squadra fosse dalla mia parte, è stato terribile - e Boots mi ha mandato un messaggio nell'agosto del 2024 dicendo: "Ho una parte per te nel mio film". E mi ha offerto una parte in "I Love Boosters". E per qualche ragione, dopo che Boots mi ha mandato quel messaggio, all'improvviso ho ricevuto cinque messaggi con offerte nella mia casella di posta. È come se avesse premuto un interruttore. Lo chiamo "Il Mago". L'energia è cambiata".
L'attrice ha quindi accettato un ruolo in The Copenhagen Test perché le permetteva di guadagnare di più e avere un ruolo maggiormente rilevante.
A sostenerla, inoltre, c'è stata Susan Sarandon: "Lei è una di quelle persone colpite da questa situazione, ed è stata di grande supporto per me. È venuta alla prima di "Titaníque". È una vera icona. La adoro. Lei è un ottimo esempio da seguire".