Lo scontro tra Fabrizio Corona e Mediaset è inevitabilmente finito nelle aule dei tribunali. Con un comunicato ufficiale diffuso nelle scorse ore, il gruppo di Cologno Monzese ha annunciato l'intenzione di avviare una maxi causa civile da 160 milioni di euro contro l'ex fotografo, accusato di aver messo in atto una campagna diffamatoria sistematica attraverso il progetto Falsissimo. La reazione di Corona è stata di assoluta tranquillità.
I soggetti che si ritengono lesi e la linea dura del gruppo
Mediaset ha deciso di scendere in campo con tutte le sue forze per contrastare quella che ritiene un'operazione organizzata capace di arrecare gravi danni reputazionali non solo al gruppo, ma anche ai suoi vertici e ad alcuni dei volti più rappresentativi delle reti. Come riportato da Giuseppe Candela, i soggetti che si ritengono lesi sarebbero, tra gli altri, Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.
Il comunicato Mediaset: "Non è gossip, ma un meccanismo organizzato"
Nel comunicato, Mediaset parla senza mezzi termini di "violenza verbale inaudita", di un insieme di "menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento", respingendo con decisione l'idea che si tratti di semplice gossip. Al contrario, l'azienda definisce quello portato avanti da Corona un meccanismo strutturato, nel quale la menzogna diventerebbe uno strumento di profitto, capace di generare migliaia di euro a settimana attraverso la diffusione e l'amplificazione dei contenuti.
Il riferimento a Falsissimo e al "sistema Signorini"
Una posizione che si scontra frontalmente con la narrazione proposta da Corona nelle puntate di Falsissimo, in particolare in quella dedicata al cosiddetto sistema Signorini. In quell'occasione, l'ex paparazzo aveva sostenuto l'esistenza di un meccanismo di potere mediatico interno alla televisione, basato su relazioni, protezioni reciproche e gestione selettiva delle informazioni, nel quale - secondo la sua tesi - alcune figure sarebbero intoccabili mentre altre verrebbero sacrificate, come è stato nel caso di Barbara D'Urso. Corona aveva inoltre rivendicato il diritto di raccontare ciò che avviene dietro le quinte del sistema televisivo, presentando il suo lavoro come una forma di contro-narrazione rispetto alla comunicazione ufficiale dei grandi gruppi.
Mediaset, dal canto suo, respinge integralmente questa lettura e annuncia che agirà non solo contro Corona e le società a lui riconducibili, ma anche contro chi "a vario titolo incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti". Le eventuali somme riconosciute in sede giudiziaria, fa sapere il gruppo, verrebbero destinate alla creazione di un fondo per l'assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati previsti dal Codice Rosso e dei fenomeni di cyberbullismo
Come ha reagito Fabrizio Corona al comunicato Mediaset
In serata non si è fatta attendere la reazione di Fabrizio Corona, che ha scelto un profilo di apparente tranquillità. Raggiunto dal giornalista di Fanpage Gennaro Marco Duello per il format Non è la TV di Andrea Parrella, l'ex paparazzo ha commentato la notizia con un lapidario: "Sono sereno".
La possibile controdenuncia di Corona contro Mediaset
Poche ore prima dell'annuncio della causa civile da parte di Mediaset, era stato lo stesso Corona a rilanciare, dichiarando l'intenzione di presentare una denuncia contro il gruppo per presunta tentata estorsione. Secondo quanto sostenuto dall'ex paparazzo, l'azienda avrebbe inviato comunicazioni ai gestori delle discoteche che lo ospiteranno, avvertendoli che sarebbero stati ritenuti responsabili per eventuali dichiarazioni considerate inopportune o lesive pronunciate all'interno dei loro locali.