Lisey’s Story, Pablo Larrain: "Non so quando finirò la miniserie tratta da Stephen King"

Pablo Larrain è perplesso sulla riapertura del set di lisey's Story e non sa ancora quando riuscirà a concludere le riprese della miniserie Apple TV+ tratta dal romanzo di Stephen King.

NOTIZIA di 29/06/2020

L'emergenza sanitaria globale ha paralizzato il lavoro di molti artisti incluso il cileno Pablo Larrain che non sa ancora quando riuscirà a finire la miniserie Apple+ Lisey's Story, tratta da Stephen King.

In questo periodo Pablo Larrain non è stato con le mani in mano. Notizia di pochi giorni fa, il regista si prepara a dirigere un biopic su Diana Spencer interpretato da Kristen Stewart. Larrain sta inoltre collaborando con Warner Bros. Television e Bad Robot per ultimare la miniserie Apple TV+ Lisey's Story, che vede Julianne Moore nei panni di una vedova in caduta libera dopo la morte del marito.

Come tutti gli altri lavori, anche la produzione di Lisey's Story si è interrotta bruscamente a marzo per via dell'emergenza sanitaria. "Giravamo da sei mesi, ci mancavano solo poche settimane e ci siamo dovuti fermare. Adesso sto cercando di capire quando ripartiremo e quali saranno le condizioni di lavoro. A oggi non mi è chiaro" ha spiegato Larraín durante una conversazione col fondatore e CEO di MUBI Efe Cakarel.

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A preoccupare Pablo Larrain è il futuro del cinema indipendente dopo lo stop. Il regista teme che dopo la riapertura i cinema dovranno affidarsi ai blockbuster più che mai, a scapito del cinema indie: "La mia preoccupazione è come la nebbia che avvolge la distribuzione di quei film piccoli che non troveranno posto perché i cinema saranno pieni di film di supereroi . Che cosa succederà a quei film? Mi sembra il cimitero del cinema, è terribile. Sono preoccupato per quelle opere che non hanno un posto, ma meritano di esistere perché cambiano la cultura. A pensarci, è disturbante."

Per Larraín, l'impossibilitò di lavorare è un'esperienza disorientate, come ammette lui stesso: "So che vogliamo tornare al lavoro e credo che il pubblico di tutto il mondo abbia bisogno di nuove opere per essere parte del processo culturale. Vi immaginate un mondo senza cinema o televisione? Le persone vogliono stare in salute, ma vogliono anche continuare a fare film, e questa consapevolezza è bella."