Kit Harington ha passato anni sul set diventando uno dei volti più riconoscibili della serialità e del cinema contemporanei grazie al suo Jon Snow ne Il Trono di Spade e, più di recente, al ruolo di imprenditore in Industry e la partecipazione al film Marvel di Chloé Zhao Eternals.
Ora però l'attore britannico prova a cambiare prospettiva e fare il salto di qualità: il suo debutto alla regia, Psychopomp, è in concorso al Raindance Film Festival nella sezione dedicata al miglior cortometraggio britannico.
Kit Harington, Psychopomp è un debutto nato da un'urgenza creativa
Per Kit Harington il passaggio dietro la cinepresa non sembra essere stato un capriccio ma la conseguenza naturale di un'inquietudine maturata nel tempo. L'attore ha infatti raccontato di aver sentito crescere il bisogno di intervenire in modo più diretto sul processo creativo, immaginando spesso, mentre era sul set come attore, come avrebbe girato una scena o quali indicazioni avrebbe dato agli interpreti.
"Stava diventando una sorta di fastidio", ha spiegato parlando del desiderio di dirigere. Da attore, però, certi confini non si superano: non si suggerisce un'inquadratura al regista, così come non si danno note ai colleghi. Ecco perché, quindi, avrebbe deciso di realizzare qualcosa di proprio, per capire se quell'istinto fosse davvero una strada da seguire.
Psychopomp nasce così, da quella che Harington definisce la necessità di "prendere le redini sul fronte creativo". Il corto segue Harry, interpretato da Harry Melling (il Dudley di Harry Potter e la pietra filosofale), e Liam, affidato a Ciarán Owens: due uomini in viaggio in auto verso una scelta destinata a cambiare tutto. Un road movie teso, attraversato da atmosfere crime e da riferimenti che guardano a Heat - La sfida di Michael Mann e In Bruges - La coscienza dell'assassino di Martin McDonagh.
Una storia sulla fragilità maschile
Il cuore del progetto è soprattutto una riflessione sulla depressione maschile, sull'amicizia tra uomini e sulla vulnerabilità, temi che Harington ha sentito il bisogno di affrontare attraverso il cinema. Non una lezione, anzi, tutto il contrario, si tratta di un racconto sulle tensioni emotive, sui silenzi e sulle dinamiche difficili da mettere a fuoco nella vita quotidiana.
Per il cast, Harington ha potuto affidarsi anche a legami professionali costruiti nel corso degli anni. Il primo a entrare nel progetto è stato Ciarán Owens, che il regista considera un interprete capace di coniugare forza e vulnerabilità, caratteristiche ideali per dare vita a Liam.
Per il ruolo di Harry, invece, la scelta è ricaduta su Harry Melling, attore che lo ha colpito per una qualità difficile da definire ma immediatamente riconoscibile: la capacità di apparire al tempo stesso ordinario e straordinario. "Ha una qualità da uomo qualunque, pur essendo completamente unico", ha spiegato Harington, sottolineando proprio quell'equilibrio tra familiarità e imprevedibilità che lo rende perfetto per il personaggio.
Anche dietro la macchina da presa c'è un legame importante con il passato della star. La fotografia di Psychopomp è firmata da Fabian Wagner, già al lavoro sul Trono di Spade e su Justice League. Una sorta di "supereroe" della luce, per Kit Harington, rapidissimo ma anche molto attento alla performance e alla storia.
Kit Harington al Raindance Film Festival: "Mi sento meno esposto"
La presentazione di Psychopomp al Raindance Film Festival ha per lui un significato particolare. Londra è la sua città e il festival lo conosce da anni, ma come come attore. Tornarci da regista significa chiudere un cerchio e aprirne un altro, soprattutto ha un sapore tutto nuovo.
Anche la promozione del corto gli sembra diversa. "Mi sento meno esposto", ha raccontato, spiegando di vivere questa esperienza con maggiore serenità.