Jim Jarmusch: "Quelli delle grandi aziende sono tutti soldi sporchi, ma mi permettono di fare i miei film"

Mentre Paolo Sorrentino si è sottratto alla domanda sui legami tra MUBI e lo Stato di Israele, Jim Jarmusch ha affrontato l'argomento nel corso della conferenza stampa della Mostra di Venezia dedicata ai suo nuovo film in concorso.

Jim Jarmusch e Cate Blanchett a Venezia 2025

Dopo la manifestazione a sostegno del popolo palestinese che ieri ha attraversato il Lido di Venezia per concludersi davanti al Palazzo del Cinema, molti artisti vengono sollecitati dai media a schierarsi pubblicamente affrontando la spinosa questione. Non si sottrae Jim Jarmusch, ospite del concorso veneziano con la sua nuova fatica, il film a episodi Father Mother Sister Brother.

La pellicola, interpretata - tra gli altri - da Cate Blanchett, Charlotte Rampling, India Moore, Vicky Krieps, Adam Driver, Mayim Bialik e Luka Sabbat, è composta da tre episodi che sviscerano una serie di complessi legami familiari. Gli episodi sono dedicati a un padre, a una madre e a due fratelli gemelli, interpretati da India Moore e Luka Sabbat. Il film, distribuito in Italia da Lucky Red, è frutto di una collaborazione con MUBI, al centro dell'attenzione per i suoi legami con Israele in un momento drammatico del conflitto con la Palestina.

"Ho parlato con MUBI, ho un'ottima relazione con gli executives, collaboro con loro da tempo e il rapporto è sempre stato fantastico" chiarisce il regista. "Ovviamente sono deluso e preoccupato dai legami con Israele, anche se non ho voce in capitolo, sono un artista. Io sono un regista indipendente e ricevo vari finanziamenti per fare i miei film. Il denaro delle grandi aziende è tutto sporco, quindi potrei evitarlo e non fare film, ma questo mi impedirebbe di comunicare le cose che voglio dire".

Jim Jarmusch Venezia 2025
Un primo piano di Jim Jarmusch a Venezia

Il ruolo (difficile) dell'artista in un momento di conflitto

A dar manforte a Jarmusch, tentando di spiegare il punto di vista degli artisti, è India Moore la quale interviene spiegando: "Sin da quando il genocidio è cominciato, moltissime risorse sono state usate per la guerra. Le persone si chiedono come posso lavorare senza tradire i propri ideali, prima d'ora non dovevamo rispondere a queste domani, oggi anche noi stiamo cercando di capire come comportarci in questa situazione. Dividiamo il pianeta con tante persone, ognuno di noi la pensa in modo diverso non posso controllare cosa pensano gli altri, noi siamo artisti e parliamo all'umanità. Le piattaforme amplificano il nostro messaggio, ma noi non abbiamo responsabilità diretta, sono le persone che devono fare pressione in una direzione o nell'altra".

Jim Jarmusch: Cannes ha rifiutato il suo Father, Mother, Sister, Brother con Cate Blanchett Jim Jarmusch: Cannes ha rifiutato il suo Father, Mother, Sister, Brother con Cate Blanchett
Mother Father Sister Brother
Cate Blanchetti e Vicki Krieps in una scena di Father Mother Sister Brother

Tornando a parlare di Father Mother Sister Brother, Jim Jarmusch ammette di non sapere da dove venga l'idea, "ma l'ho scritta di getto. Ci ho messo tre settimane a ultimare il copione. Non amo molto la forma a capitoli, ma questo film è costruito per accumulare personaggi, legami e sentimenti. Ho lavorato duramente su questa struttura. Scrivo avendo in mente attori specifici e sono fortunato a poter avere collaboratori come questi. Il film è molto vicino a quello che avevo immaginato. Spesso è difficile fare il film che hai in mente, accade di tutto, ma stavolta è venuto molto vicino alla mia idea originale".

Per quanto riguarda le tre città in cui sono ambientati gli episodi, Jarmusch motiva così le scelte: "Il New Jersey è stata una richiesta del sindacato. Dublino è importante per me perché il personaggio di Charlotte Rampling è una scrittrice e Dublino ha dato i natali a tanti celebri scrittori, nel film ho trovato un modo per celebrarli. Amo Dublino e amo Parigi, che è la mia seconda città. Volevo girare il mio film in Francia perché Parigi è importante per molti giovani americani".