Jacob Elordi e Callum Turner non possono essere James Bond: “007 deve essere una sorpresa”

La storica casting director della saga, Debbie McWilliams, non sembra convinta dai nomi più chiacchierati per il dopo-Daniel Craig. E il motivo del "no" sarebbe proprio la loro popolarità.

Jacob Elordi

La caccia al nuovo James Bond è partita ufficialmente già da un po', ma non tutti fanno il tifo per i candidati in lizza. Mentre i fan continuano a immaginare Jacob Elordi, Callum Turner o Harris Dickinson in smoking, a frenare l'entusiasmo ci pensa Debbie McWilliams, figura storica della saga di 007 e responsabile, per decenni, di alcune dei casting più importanti del franchise. Per lei Bond non dovrebbe essere un volto troppo familiare, ne andrebbe della credibilità della spia creata da Ian Fleming.

Perché Jacob Elordi e Callum Turner non convincono come nuovi James Bond

Craig in una scena del film Casino Royale
Daniel Craig in Casino Royale

Debbie McWilliams conosce molto bene il peso di una decisione del genere. Ha lavorato ai film di James Bond per circa quarant'anni, da Solo per i tuoi occhi fino a No Time to Die, contribuendo al casting di interpreti come Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Non proprio una persona qualsiasi, insomma.

Intervistata da The Independent, l'ex casting director ha spiegato senza troppi giri di parole di non voler vedere Jacob Elordi, Callum Turner o Harris Dickinson nei panni dell'agente segreto più famoso del cinema. Il motivo? Sono già troppo riconoscibili, troppo raccontati, troppo presenti nell'immaginario del pubblico.

James Bond, nella corsa al ruolo dell'agente 007 appare un nome a sorpresa James Bond, nella corsa al ruolo dell'agente 007 appare un nome a sorpresa
Dua Lipa Callum Turner
Callum Turner e Dua Lipa

"Non voglio vedere nessuno di loro come James Bond", ha dichiarato, sottolineando quanto sia importante preservare l'aura di mistero del personaggio. Secondo lei, 007 funziona veramente solo quando il pubblico conosce poco dell'uomo che lo interpreta. "Dobbiamo sapere il meno possibile della sua vita privata", ha aggiunto, perché Bond non è una celebrity da seguire tra paparazzi e red carpet: è una spia.

Il ragionamento è semplice ma efficace. Se lo spettatore ha già troppe informazioni sull'attore, sulla sua famiglia, sulle sue relazioni o sulla sua quotidianità, l'illusione rischia di rompersi. Pensiamoci un attimo: possiamo davvero credere a un agente con licenza di uccidere se, prima ancora di vederlo in azione, sappiamo tutto della sua vita fuori dal set?

Il nuovo James Bond con Denis Villeneuve: Amazon cerca il volto giusto

Jacob Elordi 2
Jacob Elordi

McWilliams ha ricordato che Timothy Dalton e Pierce Brosnan non erano, al momento della scelta, nomi eccessivamente noti al grande pubblico. Anche Daniel Craig, pur avendo già una solida carriera nel cinema indipendente, non era ancora una star planetaria. E questo, secondo lei, ha aiutato moltissimo. "Vorrei qualcuno che arrivasse completamente dal nulla", ha spiegato indicando una direzione molto diversa rispetto ai casting costruiti sui nomi più caldi del momento.

La nuova fase di James Bond sarà guidata da Amazon, che dopo l'acquisizione del franchise ha confermato l'avvio della ricerca del prossimo 007. Lo studio, per ora, non intende commentare i dettagli del processo, ma ha promesso aggiornamenti "quando sarà il momento giusto".

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Intanto la squadra inizia a prendere forma. Il ventiseiesimo capitolo della saga sarà diretto da Denis Villeneuve, regista di Dune e Arrival; alla sceneggiatura ci sarà Steven Knight, creatore di Peaky Blinders, mentre la produzione è affidata ad Amy Pascal (Spider-Man) e David Heyman (Harry Potter). Il casting passa invece a Nina Gold, già al lavoro su titoli enormi come Il trono di spade e Star Wars, dove ha contribuito alla scelta di Daisy Ridley per il ruolo di Rey.

McWilliams ha anche ribadito la sua posizione su un altro tema spesso discusso: per lei Bond dovrebbe restare un uomo, perché così è stato concepito da Ian Fleming. Una dichiarazione destinata a far discutere, ma che conferma quanto il futuro di 007 sia ancora un terreno delicatissimo.