Per oltre un decennio, ogni discussione sul successore di Daniel Craig finiva inevitabilmente nello stesso punto: Idris Elba. Elegante, carismatico, britannico e già amatissimo dal pubblico internazionale, sembrava possedere tutte le qualità necessarie per raccogliere l'eredità dell'agente segreto più famoso del cinema. Eppure, guardando indietro, lo stesso attore racconta una storia molto diversa da quella immaginata dai fan.
Il candidato perfetto che non si è mai sentito davvero in corsa
Nel corso di una nuova intervista concessa a British GQ, Idris Elba ha affrontato ancora una volta il tema che lo accompagna da anni. Lo ha fatto con un tono sorprendentemente diretto, quasi definitivo. Secondo l'attore, l'ipotesi di vederlo nei panni di 007 non gli è mai sembrata concreta. Pur apprezzando l'entusiasmo del pubblico, ha sempre considerato quelle voci più come un complimento che come una reale prospettiva professionale.
Per Elba, il personaggio di Bond nasce all'interno di una tradizione molto precisa e il peso della sua immagine globale continua ad avere un ruolo determinante. L'attore sostiene che una parte dei mercati internazionali non avrebbe accolto con favore un protagonista nero nel ruolo dell'agente segreto britannico, una convinzione che ha contribuito a fargli considerare la candidatura poco plausibile fin dall'inizio.
"James Bond è stato scritto in un certo modo per un motivo. Ma ne ho ricevuto dei complimenti. E poi, realisticamente, credo che alcuni mercati semplicemente non lo accettino. Bond è un fenomeno mondiale. E non tutti i pubblici apprezzerebbero un uomo di colore, un uomo africano, che interpreta Bond. Non è ciò che piace nella loro cultura. Punto", ha detto Elba. "Non cerchiamo di renderlo politicamente corretto o woke. Credo che si debba rimanere fedeli alla sua essenza: l'evasione. Non bisogna cercare di assecondare i gusti del pubblico. Bisogna semplicemente essere Bond."
Parole che inevitabilmente riaccendono un dibattito presente da anni tra gli appassionati della saga. Da una parte chi vedeva in Elba l'evoluzione naturale del personaggio; dall'altra chi riteneva che la produzione avrebbe scelto una strada più vicina alla tradizione storica del franchise.
Il futuro di Bond guarda altrove, mentre Elba continua la sua corsa
L'attore ha anche spiegato di non condividere l'idea di modificare il personaggio per rispondere alle discussioni culturali del momento. A suo avviso, Bond rappresenta soprattutto una forma di evasione cinematografica e dovrebbe continuare a funzionare come tale, senza inseguire necessariamente ogni cambiamento del dibattito pubblico.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento particolare per la saga. Dopo l'uscita di scena di Daniel Craig con No Time to Die, il franchise sta attraversando una fase di ricostruzione. Nel frattempo il controllo creativo è passato ad Amazon MGM Studios e la ricerca del nuovo interprete prosegue sotto la supervisione del regista Denis Villeneuve e della casting director Nina Gold.
Proprio l'età sembra essere uno degli elementi che oggi rendono improbabile qualsiasi coinvolgimento di Elba. A 53 anni, l'attore appartiene a una fascia diversa rispetto a quella che gli studios sembrano voler privilegiare per il prossimo ciclo di film, pensato probabilmente per durare almeno un decennio.
Se la porta di Bond appare ormai chiusa, la carriera di Elba continua comunque senza rallentamenti. Negli ultimi mesi ha preso parte a Masters of the Universe e si prepara a tornare nei panni del detective John Luther con un nuovo film destinato a Netflix. Per molti fan resterà sempre il Bond che non è mai esistito. Una di quelle suggestioni che hanno accompagnato Hollywood per anni senza trasformarsi in realtà, ma che proprio per questo continuano a esercitare un certo fascino.