Il mondo di Game of Thrones ha abituato il pubblico a morti improvvise, tradimenti brutali e addii capaci di lasciare gli spettatori senza parole. Questa volta, però, la reazione è stata decisamente diversa. Il nuovo episodio di House of the Dragon 3 ha infatti segnato la fine di un personaggio che nel corso delle stagioni si era guadagnato l'antipatia di una larga parte del pubblico (se non tutto).
La sua uscita di scena ha provocato un'ondata di commenti entusiasti sui social, dove molti fan hanno celebrato il suo destino proprio come fecero anni prima dopo la morte di Re Joffrey. Una conclusione carica di ironia, soprattutto alla luce delle parole pronunciate dal cavaliere poco prima della battaglia. Seguono SPOILER!
House of the Dragon 3, la morte di Criston Cole fa felici un po' tutti
Sì stiamo parlando proprio di lui, di Criston Cole. O come è stato ribattezzato dal fandom sui social: Ser Crispino. Nel quinto episodio di House of the Dragon, il cavaliere più odiato dei sette regni aveva compreso di essere rimasto senza rinforzi e di essere ormai vicino alla fine. Anche in quella situazione, però, aveva continuato a nutrire un'immagine grandiosa di sé, convinto che la sua morte sarebbe avvenuta durante uno scontro memorabile e che il suo nome sarebbe stato ricordato attraverso canzoni e racconti. E invece...
Lo scenario iniziale sembrava costruito per soddisfare le aspettative del presunto "miglior guerriero del regno". Le forze degli Stark circondano Criston Cole e i suoi uomini in campo aperto, dando vita a quello che appare come un ultimo scontro dal sapore epico e quasi leggendario. Il cavaliere, però, non ha nemmeno il tempo di trasformare la propria fine in un gesto di eroismo.
Alysanne Blackwood lo colpisce con tre frecce, che lo raggiungono al petto e al volto. Cole crolla ancora prima che la battaglia abbia inizio seriamente, vittima di una morte rapida e priva di qualsiasi gloria. Una scelta narrativa che evidenzia con forza il divario tra l'immagine che il personaggio aveva di sé e il ruolo reale che ha ricoperto nella guerra civile dei Targaryen.
Perché era diventato uno dei personaggi più odiati
Chi ha letto Fuoco e sangue, il libro di George R.R. Martin da cui è tratta la serie, conosceva già il destino di Criston Cole. La costruzione della scena è riuscita comunque a sorprendere molti spettatori, soprattutto per il modo asciutto e quasi beffardo con cui viene messa fine alla sua parabola.
Criston Cole era diventato il bersaglio ideale del pubblico fin dalla prima stagione. Dopo il rapporto con Rhaenyra Targaryen, Cole aveva trasformato il proprio risentimento personale in una posizione politica sempre più rigida. La sua adesione alla causa dei Verdi, il ruolo nell'ascesa di Aegon II e l'ostilità verso Rhaenyra lo avevano reso una figura centrale nello scontro per il Trono di Spade.
Il pubblico gli ha spesso rimproverato l'ipocrisia, il moralismo e il modo in cui ha giustificato le proprie azioni, presentandosi come difensore dell'onore mentre contribuiva ad alimentare una guerra devastante. Proprio per questo la sua morte per mano di una donna è stata letta da molti come un ribaltamento particolarmente significativo (e godurioso).
L'esultanza dei fan ricorda quella per Re Joffrey
L'esultanza richiama subito uno dei momenti più iconici de Il trono di spade: la morte di Re Joffrey Baratheon. Anche in quel caso il pubblico reagì con un misto di sollievo e ironia, di meraviglia e tifo da stadio, trasformando la scomparsa di un personaggio profondamente odiato in una valanga di meme. Criston Cole rischia ora di diventare il nuovo simbolo di queste morti "liberatorie" a Westeros.
La differenza, però, sta nel modo in cui viene raccontata. Joffrey ebbe una morte lunga, pubblica e scioccante, costruita come un evento. Criston, invece, viene eliminato in pochi istanti, senza alcuna gloria né il riconoscimento che aveva sempre inseguito. Proprio questa scelta narrativa rende la scena ancora più incisiva e consegna alla stagione una delle uscite di scena più beffarde dell'intero universo di Game of Thrones.