Se ti chiami Rhaenyra Targaryen, hai passato tutta la vita a prepararti per il trono e per la guerra. Ti aspetti di dover affrontare eserciti e tradimenti sul dorso dei tuoi draghi, non che il nemico più pericoloso sia qualcosa che il fuoco non può nemmeno sfiorare: il dubbio.
Un avversario più silenzioso, più devastante. Rhaenyra comincia a percepire una presenza invisibile intorno a sé, la sensazione che qualcuno stia muovendo le pedine nell'ombra e che ogni certezza conquistata con fatica possa improvvisamente crollare. Il problema è che, questa volta, la regina ha ragione.
È questa la grande intuizione dell'episodio 5 di House of the Dragon 3: la caduta in divenire di Rhaenyra non è più soltanto una conseguenza dei suoi errori.
In Fuoco e Sangue la disfatta della regina dei draghi arriva pochi mesi dopo la sua ascesa e viene raccontata come il risultato di una crisi politica che nasce anche dalle sue stesse scelte. La perdita del consenso ad Approdo del Re diventa uno dei passaggi decisivi della sua rovina.
House of the Dragon decide ancora una volta di guardare sotto la superficie della storia ufficiale.
Il nemico invisibile di Rhaenyra
Mai inchinati e mai piegati costruisce la sua tensione quasi come un giallo. La morte dei membri della Guardia Cittadina diventa il cuore investigativo dell'episodio. Alcuni soldati vengono trovati brutalmente massacrati a Fondo delle Pulci. Un messaggio violento che sembra indicare una ribellione interna. La prima interpretazione, anche per Daemon, è che la popolazione stia reagendo alle decisioni sempre più dure della sovrana.
House of the Dragon aggiunge però un elemento: dietro una crisi reale esiste anche una mano che lavora per aggravarla. Ormund Hightower non crea il malcontento dal nulla, ma lo fiuta, lo amplifica e lo trasforma in un'arma. Il suo piano sfrutta le fragilità già presenti nel governo di Rhaenyra e le porta al punto di rottura, facendo sembrare spontanea una frattura che invece è stata attentamente alimentata.
La prova arriva nel finale dell'episodio, quando Daemon si imbatte nel macabro banchetto allestito con i cadaveri delle Cappe Dorate. I corpi vengono disposti attorno a una tavola, le interiora trasformate in una disgustosa portata e sopra il cadavere di Ser Luthor Largent compare la scritta "A Feast for Traitors".
Non è soltanto un'aggiunta narrativa rispetto al libro, è il modo con cui la serie trasforma un'ondata di violenza in un preciso atto di intimidazione politica, che rende esplicita la regia del terrore orchestrata da Ormund.
Ed è qui che l'episodio cambia il significato della "caduta" della regina. Rhaenyra non sta soltanto pagando i propri errori, sta combattendo contro un nemico invisibile che agisce sul terreno più fragile di tutti: la percezione del potere.
È proprio questo dettaglio inedito a cambiare la prospettiva dello spettatore: la cronaca continua a raccontare i fatti, la serie introduce una mano che quella cronaca non ha mai registrato.
Ormund Hightower, il personaggio che racconta perché House of the Dragon cambia Martin
La vera sorpresa dell'episodio non è soltanto il ruolo di Ormund nella guerra politica di logoramento contro i Neri. È il modo in cui il personaggio sembra quasi diventare una dichiarazione d'intenti della serie stessa.
Uno dei punti più discussi di House of the Dragon è sempre stato il rapporto con Fuoco e Sangue. Ryan Condal e il suo team di autori hanno modificato diversi elementi del materiale originale, aggiungendo motivazioni, relazioni e momenti che nel libro non esistono. Il quinto episodio offre però una chiave di lettura interessante per comprendere queste scelte.
Il libro di Martin è concepito come un'opera di fanta-storiografia: una ricostruzione degli eventi affidata a testimonianze, fonti e versioni spesso discordanti. Una cronaca che può ricostruire il corso dei fatti e provare a spiegarne le cause, ma non può sempre conoscere ogni dettaglio nascosto dietro quei passaggi. Ed è proprio in quello spazio che si inserisce Ormund Hightower.
Nel libro di Martin il personaggio è poco più di una presenza marginale, mentre la serie lo trasforma in uno degli ingranaggi fondamentali della propria narrazione. Non perché voglia contraddire la cronaca di Fuoco e Sangue, ma perché vuole esplorare ciò che quella cronaca, per sua natura, non vuole raccontare.
In questo senso Ormund è quasi lo specchio narrativo di Ryan Condal. Non tanto per le sue azioni nella guerra, quanto per il modo in cui racconta la storia a Daeron. Quando interrompe il resoconto asciutto delle campagne militari per soffermarsi sulla figura di Meria Martell, sta facendo esattamente ciò che lo showrunner fa con il romanzo di partenza: prende una serie di eventi e vi inserisce quella componente umana che una ricostruzione storica tende a lasciare sullo sfondo.
È quasi un momento metanarrativo: mentre insegna a Daeron come rendere viva una storia, Ormund sembra spiegare allo spettatore anche il principio con cui House of the Dragon decide di adattare Fuoco e Sangue.
Il Lord di casa Hightower sta spiegando un modo diverso di guardare al passato: perché la storia non è fatta soltanto di fatti, ma anche dello sguardo con cui vengono tramandati.
Ed è proprio questa la dicotomia su cui House of the Dragon costruisce gran parte della propria forza narrativa. La serie non sembra interessata a stabilire una volta per tutte chi sia l'eroe e chi il mostro, ma mostra come la storia sia sempre il risultato di prospettive diverse, informazioni mancanti e interpretazioni in conflitto.
Rhaenyra può essere vista come una regina legittima privata del proprio diritto oppure come una governante incapace di comprendere le conseguenze delle proprie scelte. La differenza non sta soltanto negli eventi, ma nel modo in cui vengono raccontati. E proprio negli spazi lasciati vuoti dalla cronaca nasce la possibilità del racconto.
Conclusioni
Il quinto episodio di House of the Dragon 3 racconta quindi un momento decisivo per Rhaenyra: non la sua sconfitta, ma l'inizio del processo che potrebbe condurla alla rovina. La regina dei draghi si trova davanti a un tipo di guerra diverso da quello che conosce: una guerra fatta di percezioni, paura e manipolazione, dove il nemico più pericoloso non è quello che può essere bruciato dal fuoco. Ed è proprio qui che Ormund Hightower assume il suo significato più profondo. Non è soltanto un nuovo giocatore nella lotta per il Trono di Spade, ma la rappresentazione di ciò che House of the Dragon cerca da sempre di raccontare: il divario tra gli eventi e il modo in cui vengono ricordati. Perché in una storia come quella dei Targaryen non conta soltanto chi vince o chi perde. Conta anche chi riesce a imporre la propria versione dei fatti. E forse il destino di Rhaenyra, prima ancora di essere deciso sul campo di battaglia, verrà determinato proprio da questo scontro invisibile.
Perché ci piace
- La sincerità crudele nelle parole di Larys verso Aegon
- La decisione nichilista ma onorevole di Ser Criston Cole
Cosa non va
- La prigionia mal si adatta ad Alicent
- La storyline di Aemond ad Harrenhal è ancora molto confusa
- La serie sta piombando di nuovo nell'eccesso di cautela e "preparazione" della stagione 2?