Nonostante due importanti vittorie ai Golden Globes, KPop Demon Hunters ha mancato il premio per la Cinematic and Box Office Achievement, assegnato a I Peccatori. Il risultato arriva mentre Netflix naviga un momento delicato tra record di pubblico e tensioni industriali.
Un trionfo parziale: due premi conquistati, uno mancato
Ai Golden Globes di quest'anno, KPop Demon Hunters si presentava con tre nomination di peso: Miglior Film d'Animazione, Miglior Canzone Originale per "Golden" e il prestigioso premio per la Cinematic and Box Office Achievement. Un trittico che raccontava molto del percorso del film, capace di costruire un pubblico globale prima ancora di passare dalle sale. Le prime due statuette sono arrivate puntuali, suggellando la forza dell'immaginario del film e della sua colonna sonora; ma sul traguardo più simbolico la corsa si è arrestata, lasciando il premio a I Peccatori.
Non si trattava di una categoria qualunque. Introdotto solo nel 2023, il riconoscimento per la Cinematic and Box Office Achievement premia "i film più acclamati, con i maggiori incassi e/o i più visti dell'anno, che abbiano ottenuto un ampio sostegno globale e raggiunto un'eccellenza cinematografica". A vincerlo, nelle edizioni precedenti, erano stati titoli colossali come Barbie (2023) e Wicked (2024), sostenuti da campagne mastodontiche e franchise già enormemente riconoscibili.
La presenza di KPop Demon Hunters in questa categoria aveva già assunto un'aura storica: era infatti il primo film a ottenere la nomination soprattutto grazie alla performance in streaming, senza un vero e proprio percorso tradizionale al botteghino. Dopo una release silenziosa su Netflix, aveva scalato le classifiche fino a rimanere in vetta per 15 settimane consecutive, conquistando poi brevi ma fruttuose uscite theatrical in Corea del Sud e negli Stati Uniti.
Per questo, la sconfitta non ha il sapore del fallimento bensì quello di un passaggio di testimone in un mercato ancora in piena ridefinizione. Soprattutto per un titolo che, nonostante l'esito finale, continua a essere la produzione più vista di sempre sul servizio streaming.
Tra streaming, politica industriale e prospettive future
Il risultato arriva in un momento particolarmente teso per Netflix. Il colosso sta infatti portando avanti la proposta di acquisizione di Warner Bros. Discovery, una mossa che ha attirato l'attenzione di legislatori, sindacati e analisti, tutti preoccupati per le possibili conseguenze sulla concorrenza e sul futuro della distribuzione. Anche se la vicenda non è collegata agli award, il tempismo ha inevitabilmente aumentato il livello di scrutinio sul ruolo della piattaforma nel plasmare il panorama cinematografico.
La categoria in cui KPop Demon Hunters ha gareggiato è relativamente nuova, e il suo carattere ancora sperimentale ha reso imprevedibile l'esito fin dall'inizio. La nomination del film, fortemente discussa dall'industria proprio per il suo DNA da release digitale, ha aperto un nuovo fronte nel dibattito su cosa significhi, oggi, "prestigio cinematografico" in un'era sempre meno dipendente dalle sale.
Eppure, mentre gli analisti discutono, il film continua a costruire un proprio ecosistema culturale: due premi ai Golden Globes, risultati di pubblico quasi senza precedenti per un titolo animato in streaming e la concreta possibilità di recuperare la mancata vittoria agli Oscar. Le nomination dell'Academy arriveranno il 22 gennaio e KPop Demon Hunters potrebbe ancora sorprendere.
Per ora, è di nuovo disponibile su Netflix, dove il suo successo continua a essere un test - forse decisivo - per capire come cambierà la mappa del cinema globale nei prossimi anni.