La carriera di Kevin Costner è costellata di successi epocali e insuccessi 'stellari'. Oltre a Waterworld, impossibile non citare il post-apocalittico L'uomo del giorno dopo, di ritorno oggi sul piccolo schermo in prima serata su IRIS.
Il film, che ha debuttato nel 1997 affondando sotto i colpi della corazzata Titanic, ha un severissimo 14% di recensioni positive su Rotten Tomatoes che sale al 51% per quanto riguarda il gradimento del pubblico. C'è poco di cui gioire anche se il film presenta numerosi spunti d'interesse che però il pubblico dell'epoca non comprese. A fronte di un budget di 80 milioni, il film ne incassò appena 17,6, minando la fiducia del produttori nei confronti dell'attore e regista premio Oscar.
Trama completa de L'uomo del giorno dopo
In un'America post-apocalittica del 2013, la società è regredita dopo un misterioso conflitto e la popolazione si è concentrata in villaggi isolati terrorizzati dagli Holnisti, una brutale milizia neofascista guidata dal tirannico Generale Bethlehem (Will Patton). Un vagabondo senza nome (Kevin Costner) viene costretto ad arruolarsi nell'esercito degli Holnisti, ma riesce a fuggire. Cercando riparo da una tempesta, trova una vecchia Jeep con un postino ormai scheletro e un sacco di posta non consegnata. Per ottenere cibo e riparo da una città vicina, indossa l'uniforme e afferma di essere un postino del "Governo degli Stati Uniti Restaurato". Inizia a consegnare vecchie lettere, dando agli abitanti disperati del villaggio un motivo per credere che il paese si stia ricostruendo.
Quello che inizia come un trucco per un pasto gratis si trasforma in una rivoluzione. Ispirati dal suo esempio, alcuni giovani guidati da Ford Lincoln Mercury (Larenz Tate) organizzano un servizio postale segreto, collegando città distanti e sfidando gli Holnisti. Il generale Bethlehem si rende conto che la "speranza" diffusa dalla posta è più pericolosa delle armi, così dichiara guerra al Postino e ai suoi messaggeri. Dopo un epico scontro tra l'esercito holnista e la milizia cittadina, il Postino conduce il popolo alla vittoria, dimostrando che la comunicazione e la comunità sono i fondamenti della civiltà.
Le conseguenze del flop per Kevin Costner
I flop di Waterworld (1995) e L'uomo del giorno dopo hanno segnato inesorabilmente la carriera di Kevin Costner. Nonostante la fama dell'attore non sia mai stata scalfita, per trovare un nuovo grande successo di pubblico occorre attendere l'ingaggio del divo nella serie di Taylor Sheridan Yellowstone, arrivato molti anni dopo, che ha spianato la strada a un altro disastro al botteghino per Costner, Horizon, il cui sequel, già completato, è ancora inedito.
Parlando del film con DailyBeast, Kevin Costner ha ammesso di aver commesso degli errori anche se continua a definirsi orgoglioso del film nonostante gli incassi pessimi.
"Non considero L'uomo del giorno dopo profetico. Un film è quello che è quando esce, e ha la possibilità di essere rivisto" ha spiegato Costner. "Ne sono sempre stato piuttosto orgoglioso. Pensavo di aver probabilmente commesso un errore a non iniziare il film dicendo 'C'era una volta...' Perché è un po' come una fiaba, 'C'era una volta', quando le cose si sono messe davvero davvero male l'unica cosa che poteva resistere alla prova del tempo era l'ufficio postale. L'unica cosa su cui la gente poteva contare'. Non l'ho detto e probabilmente avrei dovuto, perché è come una fiaba che leggeresti ai tuoi figli la sera. Questo è lo spirito con cui ho realizzato il film"_.