David di Donatello 2026: Gianni Amelio riceverà il premio alla carriera

Nella serata di consegna dei riconoscimenti, arrivati alla 71esima edizione, verrà celebrato il regista che ha scritto pagine importanti della storia del cinema italiano.

Una foto di Gianni Amelio

Sarà il regista e sceneggiatore Gianni Amelio a ricevere il Premio alla Carriera nel corso della 71ª edizione dei Premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà assegnato durante la cerimonia di premiazione, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, che si svolgerà mercoledì 6 maggio e che sarà trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K sul canale Rai4K (numero 210 di Tivùsat), oltre a essere in diretta su Rai Radio2 e disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.

L'annuncio del premio ad Amelio

Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell'Accademia del Cinema Italiano, ha dichiarato: "L'Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio celebrandone così l'immensa conoscenza del cinema, quasi una magnifica ossessione".
Il comunicato rilasciato prosegue ricordando: "La sua visione del mondo è profondamente umanistica e insieme intimamente immersa nella materia cinematografica. Nei suoi movimenti di macchina, nella densità delle inquadrature, nel rapporto quasi carnale con gli attori, tutti i più grandi, il cinema diventa forma viva, concreta, pulsante e a imporsi è l'emozione nei confronti degli esseri umani, soprattutto gli esclusi, i dimenticati, gli antagonisti, i teneri che non trovano casa nel mondo e che nel racconto assumono una levatura morale altissima".

Mostra di Venezia 2013 -  Gianni Amelio presenta L'intrepido
Mostra di Venezia 2013 - Gianni Amelio presenta L'intrepido

Piera Detassis ha poi sottolineato: "Con il cruciale capolavoro Lamerica ha anticipato uno dei grandi temi del nostro tempo, le migrazioni, con uguale vastità di sguardo ci ha trasportato nell'attualità cruda della guerra nel suo film più recente, Campo di battaglia. Gianni Amelio è il cinema: lo è per passione, per identificazione, per la capacità affabulatoria con cui sa raccontarlo nei suoi libri, per la capacità unica di coniugare visione, pura immaginazione e forte sentimento civile e sociale. Collezionista di film, maestro, scrittore, appassionato al cinema più raffinato quanto a quello più popolare, capace di non chiudersi mai nel pensiero rassicurante, Gianni Amelio merita un posto speciale nella nostra storia culturale. Il David alla Carriera vuol essere il ringraziamento per la vertigine narrativa che continuano a regalarci le sue opere".

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La carriera del regista italiano

Amelio ha esordito come regista con alcuni lavori per la televisione, come La città del sole, Bertolucci secondo il cinema, e La morte al lavoro che ha conquistato il Premio della critica internazionale a Locarno nel 1978.
Nel 1982 inizia a lavorare per il cinema con Colpire al cuore, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Negli anni successivi ha girato I ragazzi di via Panisperna, e Porte aperte con cui riceve anche una nomination agli Oscar come Miglior film straniero.

La carriera di Amelio prosegue con una serie di pluripremiati titoli legati a temi come l'emarginazione e il riscatto sociale tra cui Il ladro di bambini, Lamerica, e Così ridevano.

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Negli anni successivi Amelio firma opere apprezzate come Le chiavi di casa, La stella che non c'è, Il primo uomo, L'intrepido, Felice chi è diverso, La tenerezza, Hammamet e Il signore delle formiche.
Il suo film più recente è Campo di battaglia, presentato alla Mostra del cinema di Venezia e tratto dal romanzo La sfida di Carlo Patriarca.

Nel corso della sua carriera, Gianni Amelio ha diretto per quattro edizioni (2009 - 2012), il Torino Film Festival, ed è stato presidente e membro di giuria dei più importanti festival internazionali. Ha inoltre firmato saggi come Un film che si chiama desiderio (Einaudi, 2010) e Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film (Einaudi, 2024) - a cui si affiancano due romanzi di successo come Politeama (Mondadori, 2016) e Padre quotidiano (Mondadori, 2018).