Il possibile addio di Quentin Tarantino alla regia continua a far discutere Hollywood. Da anni il regista sostiene di voler concludere la propria carriera dopo il decimo lungometraggio, una scelta che divide colleghi e appassionati. Tra chi spera che il cineasta cambi idea c'è anche Christopher Nolan, che in una recente intervista ha spiegato perché non condivide del tutto questa filosofia.
Nolan: "Spero che non mantenga questa promessa"
Intervistato dal Telegraph, Nolan ha commentato il progetto di Tarantino di fermarsi dopo il suo decimo film, sottolineando di comprenderne le motivazioni ma di non augurarsi che venga davvero portato fino in fondo. "Penso sia pericoloso affrontare la questione in modo così categorico. Quentin ha le sue ragioni e le rispetto profondamente. Ma spero che non resti fedele alle sue parole."
Il regista ha poi spiegato quale sia il suo approccio personale al mestiere, molto diverso da quello dell'autore di Pulp Fiction. "Io considero ogni film come se fosse l'ultimo che realizzerò. Un giorno sarà davvero così. Per questo cerco sempre di mettere tutto ciò che ho nel progetto a cui sto lavorando. Non penso mai: "Questa idea la terrò per il prossimo film". Non voglio ragionare in questo modo. Ogni mio film deve contenere tutto."
Negli anni anche Paul Thomas Anderson ha espresso apertamente le proprie perplessità sulla scelta di Tarantino.
Secondo il regista de Il petroliere, fissare in anticipo una data di scadenza per la propria carriera non ha molto senso per chi vive di cinema. "Non so come possa dirlo o prendere sul serio questa idea. Io voglio continuare a fare film finché ne avrò la possibilità."
Il dibattito sul "decimo film"
Quentin Tarantino ripete ormai da anni di voler chiudere la sua filmografia con dieci lungometraggi. Nel suo conteggio Kill Bill Vol. 1 e Kill Bill Vol. 2 vengono considerati un'unica opera, essendo stati concepiti e girati come un solo film.
L'obiettivo del regista è lasciare un catalogo compatto e privo di opere realizzate quando l'ispirazione potrebbe non essere più la stessa degli anni migliori. Nolan aveva già affrontato l'argomento nel 2023, durante la promozione di Oppenheimer, ricordando come la posizione dell'amico nasca soprattutto dal suo amore per la storia del cinema.
"Il punto di Quentin è sempre stato questo: osserva alcuni lavori realizzati dai registi nelle fasi finali della loro carriera e pensa che, se non possono essere all'altezza dei loro capolavori, forse sarebbe stato meglio che non esistessero. È una visione molto pura, tipica di un cinefilo che attribuisce enorme valore alla storia del cinema."
Pur comprendendo questo ragionamento, Christopher Nolan ha ammesso di non sentirsi in grado di giudicare in anticipo il valore assoluto di un'opera. "Non credo che mi fiderei abbastanza del mio giudizio da stabilire se un film avrebbe dovuto o meno esistere. Sono un grande estimatore, proprio come Quentin, anche di quei film che magari non raggiungono completamente i loro obiettivi ma contengono comunque una scena straordinaria, una grande interpretazione o un'intuizione narrativa memorabile."
Resta invece ancora sconosciuto quale sarà il decimo e, almeno nelle intenzioni, ultimo film di Tarantino. Per un periodo il progetto designato sembrava essere The Movie Critic, poi definitivamente accantonato dallo stesso regista.
Anche qualora decidesse davvero di abbandonare il grande schermo, Tarantino non sembra intenzionato a lasciare il mondo della narrazione. Negli ultimi anni ha pubblicato diversi libri e nel 2027 debutterà nel West End londinese con la sua nuova opera teatrale, The Popinjay Cavalier, segno che la sua creatività potrebbe semplicemente trovare altre forme di espressione.