Memorizzare le battute sagaci di Pulp Fiction, evidentemente, è più semplice che citare l'Antico Testamento. Ne è la prova la clamorosa gaffe del capo del Pentagono Pete Hegseth che, lanciandosi in una preghiera per le truppe impegnate in Iran, convinto di citare il Libro di Ezechiele, ha ripetuto le parole scritte da Quentin Tarantino.
Mercoledì, durante l'ultima delle funzioni religiose introdotte al Pentagono per benedire lo sforzo bellico contro l'Iran, Hegseth è salito su un podio e ha pronunciato una preghiera per le squadre di ricerca e soccorso che, a suo dire, si basava su un passo biblico del libro di Ezechiele. Ma l'errore del Segretario della Difesa che si dichiara "nazionalista cristiano" non è passato inosservato.
Meglio i dialoghi di Pulp Fiction della Bibbia? La clamorosa gaffe del Capo del Pentagono
La preghiera pronunciata da Pete Hegseth è suonata familiare ad alcuni che hanno controllato, verificando che si trattava di una versione distorta di un discorso pronunciato dall'attore Samuel L. Jackson in Pulp Fiction.
Prima di leggere la preghiera con fare solenne, Hegseth ha citato Ezechiele 25:17 come fonte d'ispirazione, ma i versi letti ricalcano la scena di Pulp Fiction in cui Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) afferma di citare quel versetto biblico, prendendosi delle "libertà poetiche", prima di sparare in testa a un uomo.
"C'è questo passo che ho imparato a memoria, che in qualche modo si adatta a questa situazione: Ezechiele 25:17", dice il personaggio di Jackson mentre si prepara a scaricare il caricatore della sua pistola contro un uomo disarmato. "Il cammino del giusto è assediato da ogni parte dalle iniquità degli egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Beato colui che, in nome della carità e della buona volontà, guida i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è veramente il custode di suo fratello e colui che ritrova i figli perduti. E io colpirò con grande vendetta e furia implacabile coloro che tentano di avvelenare e distruggere i miei fratelli. E saprete che il mio nome è il Signore quando riverserò la mia vendetta su di voi!"
Analizzando la situazione, Newsweek ha messo a confronto i tre testi: Ezechiele 25:17, il dialogo di Samuel L. Jackson tratto dal cult di Tarantino del 1994 e le parole pronunciate da Hegseth mercoledì, che a suo dire provenivano dalla cosiddetta preghiera CSAR 2517 (ricerca e salvataggio in combattimento).
Il passaggio più breve è il versetto biblico che suona così: "E io infliggerò loro una grande vendetta con furiosi rimproveri; ed essi sapranno che io sono il Signore, quando riverserò su di loro la mia vendetta". Gli altri due discorsi sono ampliati e piegati agli scopi per cui sono stati pronunciati, ma Hegseth ha omesso di citare Pulp Fiction come fonte di ispirazione.
La polemica per la citazione del Capo del Pentagono
Per salvare la faccia, in un post pubblicato giovedì a mezzogiorno su X, Sean Parnell, portavoce del Pentagono, ha riconosciuto che la preghiera era "ovviamente ispirata a un dialogo di Pulp Fiction", sebbene Hegseth non ne avesse fatto menzione durante l'evento.
Tuttavia, Parnell ha scritto: "Chiunque affermi che il Segretario abbia citato erroneamente Ezechiele 25:17 sta diffondendo notizie false e ignora la realtà".
Nella stessa giornata, Hegseth, che ha un passato di conduttore televisivo, è tornato a citare la Bibbia paragonando i media ai farisei, movimento religioso e politico presente nel Nuovo Testamento, spesso in conflitto con Gesù Cristo e i suoi insegnamenti.
"Alla fine del brano, i farisei uscirono e subito si consultarono contro di lui, su come distruggerlo", ha detto Hegseth, paragonandosi vagamente al Cristo. "Ero seduto in chiesa e ho pensato, 'La nostra stampa è proprio come quei farisei. I cuori induriti dei nostri giornalisti sono calibrati solo per screditare'".