Widows - Eredità criminale

2018, Drammatico

Recensione di Widows - Eredità criminale: Vedove nere

La recensione di Widows - Eredità criminale, esordio di Steve McQueen nel cinema di genere. Un action movie dove a farla da padrone sono le donne.

Widows Viola Davis

Mai Chicago fu più nera, incendiaria e criminale. È così quella descritta da Steve McQueen nel suo ultimo film, con cui torna ad esplorare il sociale, l'urbano, il suburbano giocando questa volta a mescolare i generi del thriller, del gansgter movie, dell'action.
L'artista inglese, Premio Oscar per 12 anni schiavo nel 2014 dopo il destabilizzante Shame, dirige un heist movie al femminile, Widows - Eredità criminale che mette in campo una quantità di tematiche contemporanee dell'America trumpiana - la questione razziale, le donne, le armi - ispirandosi all'omonima serie tv degli anni '80 creata dall'autrice britannica Lynda La Plante.

Quando la vide per la prima volta McQueen aveva appena tredici anni, se ne stava sdraiato sulla moquette di casa dei suoi genitori e fu letteralmente travolto da quel mondo criminale in cui le persone più vulnerabili e sottovalutate erano un gruppo di donne, che all'improvviso decide di prendere in mano il proprio destino sovvertendo gli stereotipi a cui una società maschilista le ha condannate fino a quel momento.
Nell'adattamento del regista di Hunger (esordio passato in sordina in Italia almeno fino a quando la Bim non si accorse di lui) l'ambientazione originaria, Londra, viene spostata a Chicago, città che offre a McQueen la possibilità di indagare il locale e affondare la propria disturbante lente di ingrandimento nella politica, nella religione, nel sociale, nel lutto.

Leggi anche: Oscar 2018: da BlacKkKlansman a Roma, 12 film da festival che puntano ai premi

Widows Colin Farrell Viola Davis

Un heist movie al femminile

Widows Michelle Rodriguez

L'azione prende il via da un colpo fallito: quando Harry Rawlings (Liam Neeson) e la sua banda di criminali perde la vita durante una rapina ai danni di Jamal Manning (Brian Tyree Henry), boss locale candidato a rappresentante del 18esimo distretto di Chicago contro Jack Mulligan (Colin Farrell), designato erede della famiglia che da sempre controlla la politica cittadina, le loro mogli ereditano insieme ai debiti anche la loro ultima missione.
Un'occasione che per le quattro vedove (Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Carrie Coon) diventerà possibilità di riscatto sociale oltre che l'unica via di affrancamento dal ruolo subalterno cui sono state relegate.

Widows Michelle Rodriguez Cynthia Erivo

A quel punto Widows - Eredità criminale pur conservando le atmosfere cupe e livide di Steve McQueen prende pieghe inaspettate, così dopo un prologo che indugia sul sottobosco di una città attraversata da profondi conflitti sociali, stretta nella morsa della collusione tra politica e criminalità, assume i toni di un heist movie. Solo che a guidare furgoni sferraglianti, imbracciare armi, aprire scontri a fuoco e scassinare casseforti sono quattro donne animate da una profonda rabbia sociale e da una voglia di emancipazione latente.
Questo microcosmo multiculturale di figure femminili di diversa estrazione e etnia (a differenza della serie originale dove le protagoniste erano tutte bianche), di sicari senza scrupoli, di predicatori neri che incantano folle, si fa rappresentazione di un universo più ampio, materializzazione delle contraddizioni dell'America contemporanea.

Leggi anche: Steve McQueen: "Non guardate i film sui computer!"

L'incursione nel cinema di genere

Widows Jon Bernthal Elizabeth Debicki

Non sono rari i momenti, brevissimi istanti, in cui i dialoghi cedono il passo al sarcasmo e ad un'ironia che denuncia apertamente una società guerrafondaia e ignorante. Ma sono anche le sequenze in cui il regista non è propriamente a suo agio, tanto da sacrificare l'affondo definitivo in nome di toni più contenuti.
In altri casi il film concede un po' più di qualcosa al mainstream e agli stereotipi del genere, tuttavia riesce a dimostrare la vivacità di un autore che ancora una volta ha saputo rinnovare la propria autorialità rivendicando una sua cifra stilistica e il rigore di una narrazione di dirompente poesia.
Pur pagando il prezzo forse di voler mettere troppa carne al fuoco, McQueen riesce a mostrare il suo graffio: basti il lungo piano sequenza che dall'esterno di un'auto in movimento accompagnerà lo spettatore per le strade di Chicago, mentre fuori campo ascoltiamo la voce dei due passeggeri (Jack Mulligan e la sua assistente) che dialogano dietro ai vetri oscurati.

Leggi anche: Tutto d'un fiato! I migliori piani-sequenza cinematografici degli ultimi 25 anni

Widows Elizabeth Debicki

Le atmosfere sospese del thriller e l'incalzare dei colpi di scena rivelano invece la presenza di una co-sceneggiatrice come Gillian Flynn, autrice de L'amore bugiardo - Gone Girl di David Fincher.
McQueen si conferma inoltre di sensibilità straordinaria nella direzione degli attori, tutti perfettamente in parte e credibili. A farla da padrona sono le interpretazioni femminili appassionate e sovversive come le loro interpreti.

Recensione di Widows - Eredità criminale: Vedove...
Elisabetta Bartucca
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Steve McQueen: "Non guardate i film sui computer!"
Oscar 2018: da BlacKkKlansman a Roma, 12 film da festival che puntano ai premi