Quando uscì Toy Story, nel 1995, Taylor Swift aveva cinque anni. Mentre passava le giornate nella sua casa a Reading, Pennsylvania, veniva iniziata alla musica ascoltando gente come George Strait o Dolly Parton. Chissà se pensò che da lì a trent'anni dopo sarebbe divenuta una delle più grandi pop-star del mondo, e chissà se immaginò che sarebbe stata chiamata dalla Disney Pixar per incidere un brano originale già hit, capace di tradurre in musica il profilo di una saga che, in Toy Story 5 (dal 18 giugno in sala), sarà in qualche modo riletto seguendo il percorso di Jessie.
Toy Story 5 e il fattore TS: I Knew It, I Knew You è la ballad che aspettavamo
Oltre le iniziali in comune, su cui il marketing ha intelligentemente giocato, c'è un filo decisamente visibile che lega l'universo narrativo della Pixar - e di Toy Story - alla poetica di Taylor Swift. Quale? Semplice: la nostalgia millennial. Così, alla prima mondiale del film, il Dolby Theatre di Los Angeles è diventato il palcoscenico di un incontro generazionale a portata di smarthpone: Taylor Swift, in abito giallo, ha fatto un'apparizione a sorpresa, salendo sul palco subito dopo la proiezione per esibirsi al pianoforte eseguendo I Knew It, I Knew You, il nuovo singolo scritto insieme a Jack Antonoff per la colonna sonora del film diretto da Andrew Stanton.
Chiara l'ottica promozionale, ma in qualche modo quello con Toy Story è un sodalizio artistico che sembra scritto nel DNA culturale della cantante. Se c'è un album in cui Taylor Swift ha saputo cristallizzare l'estetica e il sentimento dell'essere millennial, quel disco è senza dubbio 1989.
Dietro le sonorità synth-pop dell'album (il quinto, quello della svolta), si celava una riflessione sulla transizione dolceamara dall'infanzia all'età adulta, sulla necessità di proteggere i propri ricordi d'infanzia e le proprie fragilità dalle intrusioni del mondo esterno. E Toy Story è lo specchio cinematografico di quella stessa generazione: la saga di chi è cresciuto (e ha dovuto imparare a lasciare andare le cose) insieme ai propri giocattoli, metafora di molto (troppo) altro.
Conclusa l'esibizione, che ha visto anche un emozionante duetto con Randy Newman sulle note dell'intramontabile Hai un amico in me, la pop-star ha voluto sottolineare il valore personale di questo progetto: "Significa tantissimo per me far parte, anche se in piccola parte, dell'universo di questi film. Toy Story 5 è il mio preferito di tutti i Toy Story. Sono così fortunata di poterne far parte".
Taylor Swift, Jessie e una valle di lacrime
L'amore tra la cantante e la saga era già emerso lo scorso 4 giugno, giorno dell'uscita del singolo, quando Swift aveva condiviso sui social un vecchio video amatoriale che la mostrava da bambina con un cappello da cowgirl rosso e una maglietta ricamata. Un omaggio esplicito a Jessie, che in Toy Story 2 cantava l'abbandono e la nostalgia (in una sequenza a portata di lacrime), temi che la Swift di 1989 ha esplorato in tracce come Clean o This Love.
Nel suo messaggio, Taylor ha spiegato la genesi del brano: "scrivere questa canzone è stato come un allontanamento musicale e allo stesso tempo un ritorno a casa. Creare qualcosa per Jessie è stata una nuova sfida e mi è sembrato anche naturale. Ed essere una bambina di Toy Story dall'età di 5 anni fino ad ora... è un'avventura che intendo vivere, all'infinito e oltre".
Ha poi continuato, celebrando i pilastri storici del franchise: "grazie al brillante Andrew Stanton per avermi immaginata per questo ruolo, tanti anni fa, quando ha scritto quest'ultimo film. Grazie all'incomparabile Randy Newman per la splendida trama sonora di canzoni e colonne sonore che hai meticolosamente intessuto nel corso degli anni. Hai creato il mondo musicale di Toy Story e noi siamo fortunati a poterci vivere. Con 'noi' intendo me e il mio amico Jack Antonoff. Abbiamo scritto questa canzone con tanta adorazione per questi personaggi che ci hanno fatto ridere e ci hanno aiutato a imparare e a pensare fuori dagli schemi durante tutta la nostra infanzia".
Un incastro millennial che funziona
Questa collaborazione è una featuring perfetta anche alla luce della trama del quinto capitolo. In Toy Story 5, Woody, Buzz e Jessie si riuniscono per una missione cruciale: salvare la piccola Bonnie dal suo nuovo tablet intelligente. I giocattoli storici - aiutati da un esercito di Buzz! - cercheranno di impedire che la tecnologia digitale prenda il sopravvento sulla vita e sull'immaginazione dei bambini.
C'è qualcosa di più millennial di questo? La difesa del gioco analogico, del calore degli oggetti reali e dei vecchi ricordi contro l'alienazione indotta dagli schermi e dallo scrolling. Esattamente lo stesso scontro concettuale che Taylor Swift portava avanti in 1989, dove cercava di rivendicare la purezza delle relazioni umane e delle storie vissute in un mondo sempre più esposto, frenetico e iper-connesso. E con I Knew It, I Knew You Taylor Swift sembra aver chiuso idealmente un cerchio, tornando a rivivere (e a farci rivivere) una sensazione magica e sì, inevitabilmente dolceamara.