"You saved Hollywood's ass". Hai salvato il c.lo a Hollywood. È quello che un certo Steven Spielberg ha dichiarato, all'Oscar Luncheon del febbraio del 2023, a un certo Tom Cruise. Secondo il regista, che con Cruise aveva lavorato a pellicole come Minority Report e La guerra dei mondi, erano stati proprio gli stellari (e tutt'altro che scontati) incassi di Top Gun: Maverick, nel 2022, a ridare ossigeno a un mercato, quello theatrical, distrutto dalla pandemia.
Un film che, quando le sale erano ancora chiuse o a capienza ridotta, era stato inseguito da ogni streamer esistente con proposte multimilionarie ma che i suoi realizzatori, Tom Cruise, il regista Joseph Kosinski e il leggendario produttore Jerry Bruckheimer, non hanno accettato per un motivo molto semplice: il film era stato concepito per il grande schermo e lì doveva essere visto, in esclusiva, per la prima volta. Una testardaggine difficile da biasimare: un miliardo e mezzo di dollari al botteghino worldwide non sono proprio bruscolini.
Top Gun: Maverick torna nelle sale dello stivale il 18 e il 19 maggio, preceduto, il 13 e il 14, dal ritorno del cult di Tony Scott originale. La Paramount ha difatti deciso di festeggiare come si deve, ai quattro angoli del globo, le quaranta candeline che il primo Top Gun spegne quest'anno sulla torta. Una pellicola, quella datata 1986, diventata leggendaria. Con una storia produttiva che merita di essere raccontata.
Top Gun: un film che ha fatto epoca
Nel video che trovate più in basso ripercorriamo i punti principali della storia produttiva di Top Gun e dell'eredità che ha lasciato. Un bagaglio culturale, quello del progetto diretto da Tony Scott e prodotto da Don Simpson e Jerry Bruckheimer che è stato spesso e volentieri sottovalutato e non previsto, specie nel periodo in cui si è palesato nei cinema, ma che è stato corroborato anche dalla trionfale accoglienza tributata a un sequel giunto con quasi quarant'anni "di ritardo".
Già perché Top Gun è molte cose insieme, e vale la pena raccontarle tutte: la storia produttiva caotica e ambiziosa che portò il film sullo schermo, il casting, la fatica molto reale data dal girare a bordo di portaerei con piloti militari. E poi c'è lei, quella lettura che Quentin Tarantino sistematizzò in un celeberrimo monologo del 1994 tramite il suo cameo nel film indipendente Il tuo amico nel mio letto di Rory Kelly. La sua tesi era limpida: Top Gun è la storia di un uomo che lotta con la propria omosessualità. Un'interpretazione che Jerry Bruckheimer, quasi 20 anni dopo, avrebbe abbracciato con una generosità quasi disarmante nel corso di un'intervista.
Top Gun torna nei cinema italiani con Paramount il 13 e il 14 maggio per festeggiare il quarantesimo anniversario.