The Walking Dead 10x14, recensione: Alpha non c’è, è andata via

Recensione di The Walking Dead 10x14, Look at the Flowers, penultimo capitolo dell'annata in corso che gioca tutto sulla psicologia.

RECENSIONE di 30/03/2020
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The Walking Dead 'Look at the Flowers': uno zombie

Arrivare a questa recensione di The Walking Dead 10x14 è un esempio notevole di come la natura dell'industria audiovisiva sia mutevole e in uno stato permanente di incertezza: mentre nel capitolo precedente salutavamo Michonne, questo quattordicesimo episodio doveva essere il terzultimo della stagione, salvo poi divenire il penultimo pochi giorni dopo, prima della messa in onda. Per cause di forza maggiore, infatti, la post-produzione del sedicesimo episodio ha subìto un'interruzione, e sarà trasmesso come speciale in una data diversa da quella inizialmente prevista. Se inciderà effettivamente su dove lasciamo i personaggi è ancora da vedere, e nell'attesa ci concentriamo su questo capitolo, dove si torna all'argomento lasciato in sospeso due episodi fa: lo status quo delle due fazioni, sull'orlo della guerra totale, dopo la morte di Alpha, uccisa a tradimento da Negan.

The Walking Dead 10x13, la recensione: Michonne se n'è andata e non torna più

Sussurri dall'oltretomba

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The Walking Dead 'Look at the Flowers': una foto della puntata

Come funziona un episodio di The Walking Dead dopo l'uccisione di Alpha? Sfruttando comunque la strepitosa presenza scenica di Samantha Morton, grazie al già collaudato escamotage di allucinazioni/fantasmi. La leader dei Sussurratori è indubbiamente morta, con tanto di testa mozzata esposta a mo' di trofeo, come ne Il trono di spade, ma il suo ricordo continua a tormentare Carol, e l'interazione da altro mondo tra le due donne dà un'altra dimensione al conflitto, ricordandoci il fattore umano che troppo spesso mancava all'appello nelle stagioni precedenti. Giocando tutto sulla psicologia, gli autori portano al capolinea la recente storyline emotiva di Carol, evidenziando le conseguenze dei suoi errori, non solo in stagioni recenti (straziante il ricordo della figlia, conclusione tragica di quello che fu l'arco narrativo più debole della seconda stagione). Un buon esempio del ritrovato equilibrio a livello di scrittura, abbinato alla bravura di Melissa Suzanne McBride.

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The Walking Dead 'Look at the Flowers': una foto di Beta, interpretato da Ryan Hurst

Sequenze come questa sono anche un modo efficace di tenere (per ora) nel cast l'attrice che ha fatto molto per risollevare le sorti dello show e il personaggio che ha restituito alla componente antagonistica quell'alone di minaccia che non c'era più da alcuni anni. Una soluzione che si rivela piuttosto necessaria mentre si va verso la fine dell'episodio (con un esito inatteso per la sottotrama di Eugene di cui vedremo le conseguenze nel prossimo episodio): nelle settimane scorse avevamo parlato della possibilità di Beta come leader dei Sussurratori, quando la morte di Alpha era già nell'aria ma non ancora una certezza, e l'ipotesi era allettante poiché il braccio destro della temibile villain si era ritagliato uno spazio tutto suo come cattivo di tutto rispetto, con connotazioni più esplicitamente horror. Qui però, con tutta la buona volontà dell'attore e della regista, l'aura minacciosa viene meno, complice un passato da musicista che genera immagini prossime al ridicolo involontario. Staremo a vedere se l'effetto in questione permarrà negli episodi a venire.

Meno male che c'è Negan

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The Walking Dead 'Look at the Flowers': Daryl minaccia Negan

E che dire di Negan, un tempo personaggio macchiettistico e oggi, insieme ad Alpha, il motivo più valido per continuare a vedere uno show che da alcuni anni sta perdendo spettatori a vista d'occhio? La sua evoluzione recente, come traditore in seno ai Sussurratori e amante (in senso molto libero) di Alpha, gli aveva dato quell'imprevedibilità che è il suo marchio di fabbrica nei fumetti e che la serie aveva annacquato in tempi molto rapidi già all'epoca della sua introduzione. Qui si chiarisce una volta per tutte che era parte di un piano concordato con Carol, ma all'insaputa degli altri, poiché Daryl non ne era al corrente e minaccia di uccidere Negan per la sua fuga e alleanza con il nemico. E lì, principalmente perché ormai Jeffrey Dean Morgan indossa gli abiti del personaggio come se fosse una seconda pelle, emerge nuovamente il lato imprevedibile dell'ex-cattivo, acclamato come nuovo leader da un gruppo di Sussurratori. Dati i trascorsi di Negan con il gruppo dei "buoni", un mutamento a livello di lealtà non sarebbe da escludere, e Morgan rende benissimo la scarsa affidabilità di uno psicopatico che pensa soprattutto al proprio tornaconto. E come afferma lui stesso, l'idea di tornare dalla parte dei cattivi lo aveva tentato, ma anche lui ha delle regole, tra cui il divieto di uccidere i bambini. Ed eccolo quindi che ammazza i suoi aspiranti seguaci e salva Daryl, in vista di quella che senz'altro sarà una resa dei conti molto brutale. Che sia nel prossimo episodio o in quello successivo che vedremo in un secondo momento, poco importa: per la prima volta da un po' di tempo, attendiamo con vero ottimismo la fine della stagione.

Conclusioni

Chiudiamo questa recensione di The Walking Dead 10x14 con un po' di disappunto, perché al netto di qualche sbavatura la stagione sta continuando in modo solido e promettente, e quindi il rimando della messa in onda del vero finale lascia un po' l'amaro in bocca. Attendiamo con ansia il capitolo 15, che per ora dovrà bastare come concisione di un'annata mediamente buona.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.9/5

Perché ci piace

  • Melissa McBride e Samantha Morton sono eccellenti insieme.
  • Gli effetti speciali legati a morte e violenza sono particolarmente impressionanti in questo episodio.
  • Negan è strepitoso.

Cosa non va

  • La storyline di Beta è un po' troppo bislacca rispetto a quanto visto in precedenza.