The Mandalorian 2, la recensione del primo episodio: ecco il vero cuore di Star Wars

La recensione del primo episodio di The Mandalorian 2: la seconda stagione della serie Disney+ torna con un episodio corposo, spettacolare e capace di giocare con il mito stesso di Star Wars.

RECENSIONE di 30/10/2020

Dove vado io, va lui.

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The Mandalorian 2: i protagonisti in una scena

Un bagliore nell'oscurità. Una speranza nello sconforto galattico. Apriamo la nostra recensione del primo episodio di The Mandalorian 2 (2x01) rievocando tutto quello che questa seconda stagione rappresenta per ogni fan di Star Wars e (perché no) amante di serie fatte come si deve. Perché in un anno assurdo e funesto, in cui lo streaming è diventato appiglio domestico delle nostre esistenze, avere a disposizione due stagioni di uno show appassionante come The Mandalorian a distanza di soli sette mesi è quasi un lusso. A puntare i fari su questo western spaziale, diventato subito iconico a suon di cacciatori carismatici e bambini nati vecchi, ci ha pensato anche il catalogo di Disney +, non proprio affollatissimo di novità e prodotti originali all'altezza dell'Impero dell'Intrattenimento. Senza dimenticare un 2019 che si era chiuso con Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, ennesimo frutto della discordia mal digerito da una folta schiera di fan pronti a urlare al mondo che Star Wars era altrove. Dalle parti di The Mandalorian, ad esempio. In quella serie tv che nell'arco di soli otto episodi aveva rispolverato e tirato a lucido il puro credo starwarsiano. Con Jon Favreau in vena di amore, passione e rispetto per l'immenso immaginario di George Lucas, ma non per questo intimorito e soggiogato da timori reverenziali. Perché, pur nel rispetto della tradizione, The Mandalorian ha trovato scie tutte sue.

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The Mandalorian 2: Il bambino in una tenera foto

Insomma, sono tanti gli aspetti che ci portano a investire tante (troppe?) aspettative su questa seconda stagione di The Mandalorian, sempre composta da 8 episodi, distribuiti su Disney + a cadenza settimanale. Dopo la semina della prima stagione, forse è giunto il tempo del raccolto. Scopriamo com'è stato tornare lontano lontano.

Al confine tra il western e il fantasy

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The Mandalorian 2: un'immagine della serie

Pochi fronzoli. La missione è facile a dirsi, ma non a farsi: il "bambino" per cui vale la pena morire va riportato tra i suoi simili. Chissà dove, chissà quando, ma bisogna farlo. The Mandalorian si chiama come il suo protagonista perché ne ha sempre abbracciato lo spirito pragmatico: poche parole, molti fatti. La via è una e la si percorre senza indugi. Così ci ritroviamo con Mando e quello che amiamo tutti chiamare Baby Yoda alla ricerca di preziose informazioni, ovvero altri mandaloriani da utilizzare come guide lungo la via dei rifugi. I mandaloriani, si sa, sono gente schiva e accorta, e quindi non facile da rintracciare. Dopo un prologo dalle atmosfere underground tra i bassi fondi degli Abyssin (con tanto di murales con disegni di stormtrooper e C-3PO in bella mostra), Mando mette subito nel mirino il suo obiettivo: si torna a Tatooine. Dopo averlo già fatto nella prima stagione, The Mandalorian torna nella polvere del pianeta più iconico di Star Wars per dare ancora più ampio respiro al suo perfetto western spaziale. Perché nel villaggio diroccato di Mos Pelgo, nel cuore deserto e arido di Tatooine, ci ritroviamo tra saloon, gente diffidente arroccata nei patii delle loro catapecchie e soprattutto sceriffi diffidenti con cui scontrarsi. E come in ogni western che si rispetti, le alleanze sono tanto fragili quanto facili da creare. Soprattutto quando di mezzo c'è un enorme nemico comune come un drago delle sabbie.

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Una scena di The Mandalorian 2x01

Ancora una volta The Mandalorian si dimostra abilissimo a destreggiarsi tra gli archetipi del fantasy (l'eroe, la compagnia di avventurieri, il mostro da sconfiggere, i Jedi percepiti come un ordine di stregoni) e le dinamiche del western. Jon Favreau dirige e scrive un episodio che conferma ancora una volta quanto Star Wars sia un enorme contenitore di generi da citare, saccheggiare e soprattutto riempire con una mitologia tutta nuova. Una mitologia rievocata a meraviglia da un episodio denso, 20 minuti più lungo del solito formato a cui eravamo stati abituati (ne dura 55), con un tasso di spettacolarità alle stelle e un rispetto sacro delle razze, delle culture, degli assetti diplomatici e della lore starwarsiana. Incredibile l'equilibrio con cui Favreau gestisce il rispetto dell'antico e il bisogno del nuovo. Un braccio di ferro che in questo episodio è più forte che mai.

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Nel mito del mito

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The Mandalorian 2: una immagine della seconda stagione

Una scelta non casuale. Un indizio esplicito. Questo primo episodio della seconda stagione non è stato mostrato alla stampa in anteprima. Il che significava solo una cosa: qualcosa di grosso bolliva in pentola. E in effetti così è stato, perché ogni fan di Star Wars avrà un sussulto, un preciso istante di puro godimento (o commozione, qualora siate particolarmente sensibili). Con questa recensione non vi rovineremo la sorpresa, ma è evidente che tutto è stato orchestrato all'insegna del depistaggio a partire dal titolo, diverso da quello trapelato. L'episodio (inteso come nono capitolo all'insegna della continuità serrata) si chiama The Marshal e non The Search (come era stato rivelato), e tutto il colpo di scena non fa altro che confermare un gioco metanarrativo efficacissimo. The Mandalorian prende atto di una cosa: Star Wars è stato e continua a essere un distributore automatico di icone. Tutto quello che Lucas ha toccato è diventato mito: maschere, oggetti, armi, frasi, costumi. Questa seconda stagione della serie parte nella celebrazione intelligente di quel culto, confermando che i personaggi di Star Wars raccontano anche senza dire niente. Portatori di narrazioni come i paladini delle saghe fantasy o i pistoleri dei grandi western, preceduti dalla loro stessa fama e dai racconti orali della gente. In mezzo ci siamo anche noi, commossi da questa gestione sapiente di un immaginario prezioso, che ci rispecchiamo nelle espressioni sorprese ed estasiate di un Baby Yoda a questo giro forse usato forse troppo come mascotte. Sarebbe stato facile immaginare una serie tv su Star Wars facendo come i predoni Tusken, rubando carcasse del passato e detriti della vecchia gloria. E invece no. The Mandalorian splende come la sua armatura, fiero della sua indipendenza e del suo coraggio. E noi siamo felici di aver scoperto il vero cuore di Star Wars sotto la sua maschera scintillante.

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Conclusioni

In questa recensione di The Mandalorian 2x01 abbiamo applaudito davanti al convincente ritorno di una delle migliori serie tv dell'anno. A distanza di soli sette mesi dalla prima stagione, capace di risvegliare l'ardore nei cuori delusi dei fan di Star Wars, la seconda stagione si apre con un episodio denso, corposo e spettacolare, in cui Jon Favreau conferma di aver compreso talmente bene la mitologia starwarsiana da poterci persino giocare in modo rispettoso e metanarrativo. Questa è davvero la via.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

4.9/5

Perché ci piace

  • La gestione quasi commovente di tutta la mitologia di Star Wars: pianeti, razze, diplomazia. Tutto è gestito alla perfezione.
  • Il colpo di scena nasconde una riflessione efficace sul culto della saga.
  • Il tasso di spettacolarità è altissimo: il piccolo schermo è davvero stretto.
  • L'aumento di minutaggio è stata una novità molto gradita, che non ha tolto ritmo alla narrazione.

Cosa non va

  • Un abuso troppo compiaciuto dell'effetto "tenerezza" attraverso le espressioni di Baby Yoda, ma sono piccolezze su cui passiamo sopra con immenso piacere.