Teresa Battaglia - Figlia della cenere: Elena Sofia Ricci svela una terza stagione "più tosta e violenta"

Elena Sofia Ricci racconta I casi di Teresa Battaglia 3: un capitolo nero e intimo che le ha insegnato a non avere più paura di incazzarsi.

Elena Sofia Ricci con i colleghi de I casi di Teresa Battaglia

È stato uno dei fenomeni televisivi degli ultimi anni e si prepara a confermarsi anche nella prossima stagione televisiva: I casi di Teresa Battaglia, fiction di genere thriller ispirata agli splendidi romanzi e il magnifico personaggio creato da Ilaria Tuti. Teresa Battaglia, infatti, non è il solito commissario televisivo, è una Profiler che non combatto soltanto contro i criminali, contro i mostri che affollano il nostro mondo, ma anche contro i propri mostri interiori.

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Elena Sofia Ricci nei panni di Teresa Battaglia

"È una che studia i profili psichiatrici dei serial killer" ha detto la sua interprete, Elena Sofia Ricci, intervenuta all'Italian Global Series per presentare i nuovi episodi, tratti dal romanzo Figli della cenere, sottolineando come quel "mostro che ha dentro", ovvero l'Alzheimer, si presenti anche in tratti tipici come l'aggressività che contraddistingue il suo personaggio.

Le Radici del dolore: cosa vedremo in "Figlia della cenere"

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L'attrice all'Italian Global Series

Che cosa possiamo aspettarci dal terzo ciclo di episodi? Come si svilupperà il dolore di Teresa Battaglia? "In questa stagione esploreremo anche quali sono le radici vere di questo dolore, di questa ruvidezza, per cui faremo un viaggio bello, introspettivo nel personaggio." Un viaggio interiore per non concentrarsi solo sul caso crime, ma anche sull'interiorità della protagonista. ""Finalmente andremo a vedere proprio cosa è successo nel passato di Teresa" ha confermato Elena Sofia Ricci, "perché se nelle prime due serie si è parlato del passato di Teresa, della violenza subita, della perdita del figlio, adesso in questa stagione vedremo veramente quello che le è successo. Quindi è bella tosta."

Il coraggio del "nero": Una Rai che non ha paura di osare

Tosta e cupa, come sono d'altra parte i romanzi di Ilaria Tuti, autrice dalla prosa elegante, ricercata, che non rinuncia però a colpire il lettore. Una cupezza che la produzione televisiva non ha cercato di edulcorare: "I romanzi sono veramente neri e quello che si vede è forte" ha spiegato Elena Sofia Ricci, "e devo dire che la Rai in questo è stata estremamente coraggiosa, perché ci ha lasciato fare, in tutte e tre le serie, fare e vedere cose piuttosto violente, piuttosto pesanti."

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Un'immagine della fiction I casi di Teresa Battaglia

La curiosità al riguardo arriva dal regista Kiko Rosati: "Diciamo che un pezzettino di serie ero convinto che non lo facessero montare! E invece no... hanno seguito la linea della serie che è un po' fuori dagli schemi rispetto alle solite cose."

L'Incontro con Teresa: Imparare ad affrontare i conflitti

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Elena Sofia Ricci con il regista di Figlia della cenere all'Italian Global Series 2026

In Teresa Battaglia l'attrice si è ritrovata, nonostante sia un personaggio ruvido e respingente. Forse perché in questo è profondamente vero. "Io sono sempre stata una ragazza e poi una donna con un problema piuttosto importante con il conflitto. Ho sempre avuto paura del conflitto. Da Teresa sto imparando molto su come si possono dire le cose con forza quando ci sono delle ingiustizie clamorose. Purtroppo il pericolo è che ci si abitui all'orrore, e questo è inaccettabile. Quindi io penso che dentro ciascuno di noi dovrebbe albergare una Teresa Battaglia, il cui cognome è tutto un programma. Ora, anche grazie a Teresa, sto un po' cercando di abbandonare questa paura a vantaggio di una maggior schiettezza. Adesso no, mi incazzo."

La "palestra" della serialità e il lavoro sul set

L'incontro è stato l'occasione per sottolineare anche le difficoltà di girare una serie rispetto a un film, nonostante per anni la televisione sia stata vista erroneamente come un palcoscenico di serie B rispetto al cinema. "In una serie si girano 7-8 minuti al giorno, per cui c'è una quantità di lavoro enorme rispetto ai 3/4 di un film" ha spiegato Rosati, aggiungendo che la Ricci "è la protagonista è in quasi tutte le scene" e questo crea una enorme difficoltà nell'imparare tutto.

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Un'immagine della fiction Rai

Per l'attrice, però, questa è stata una grande palestra: "noi che abbiamo ore e ore di volo sulle spalle abbiamo più mestiere" spiegando come per loro sia facile e immediato seguire la routine del set, come "andare ai segni" ed evitare di mettere in ombra gli altri interpreti. Inoltre, si passa da un episodio all'altro anche nella stessa giornata: "giri delle scene della puntata 1 e della puntata 6, ...per esempio. È la ragione per cui tutti noi attori siamo schizofrenici!"

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